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INTERVISTA - Margherita Hack: "Il segreto dell'universo è nelle particelle elementari"

Con questa nostra intervista del 2011, subito dopo la 'scoperta' del Cern che i neutrini viaggiano a una velocità di superiore a quella della luce, NanniMagazine.it ricorda una delle menti più lucide e brillanti del panorama scientifico italiano

» Cronaca Scienze Tatiana Battini - 29/06/2013

È di pochi giorni fa la 'scoperta' scientifica del Cern di Ginevra e dei laboratori del Gran Sasso, durante la quale è stato calcolato che i neutrini viaggiano a una velocità di 60 nanosecondi superiore a quella della luce (300mila Km/s). I dati dell'esperimento, ancora tutti da verificare, hanno aperto una breccia che potrebbe rivelarsi uno squarcio profondo, in grado di rivoluzionare le basi su cui si fonda la fisica attuale, ma finché diversi istituti in varie parti del mondo non avranno ottenuto lo stesso risultato, gli scienziati preferiscono mostrarsi cauti e attendere.

In attesa di conferme è anche l'astrofisica toscana Margherita Hack che, come la maggior parte dei suoi colleghi, se interrogata sull'esperimento del Cern e sulla velocità dei neutrini  preferisce utilizzare il condizionale. Raggiunta telefonicamente dalla redazione di NanniMagazine.it, la scienziata ha spiegato con parole semplici perché, se confermata, una scoperta del genere contraddirebbe le teorie di Einstein sulla relatività, e ha avuto cura di 'smorzare' gli animi di chi, forte di questa scoperta, già vedeva l'uomo a bordo di un astronave diretto verso galassie sconosciute...a proposito di viaggi interstellari: sapevate che un asteroide è diretto proprio verso di noi? Data di collisione prevista: 2036. Ma la Hack rassicura "Sappiamo come difenderci".

I neutrini viaggiano a una velocità maggiore di quella della luce. La scoperta del Cern è rivoluzionaria, cosa ne pensa?
 "È ancora prematuro parlare di una nuova scoperta scientifica, occorrono conferme da parte di altri istituti, servono altri esperimenti. Sembra comunque accertato il fatto che questo esperimento del Cern di Ginevra sia stato portato avanti con tutte le accortezze del caso e con gran precisione, e sembra che i risultati siano attendibili, ma è naturale che per esserne certi al 100% sono necessarie ulteriori esperienze a supporto, e altre misurazioni condotte da diverse strumentazioni, come quelle presenti nei laboratori statunitensi, ad esempio".

Vuole spiegarci in che modo, se confermata, la scoperta entra in conflitto con la teoria della relatività di Einstein?
"Il neutrino è una particella elementare a carica 0, quindi neutra. Ha una massa estremamente piccola, sappiamo che è inferiore a un centomillesimo della massa dell'elettrone, ma non sappiamo esattamente calcolarla. Se il fascio di neutrini del Cern ha davvero superato la velocità della luce, questo fatto contraddirebbe uno dei cardini della relatività di Einstein. Egli aveva previsto che la massima velocità possibile fosse quella della luce: ogni corpo dotato di massa, diceva Einstein, se viaggiasse alla velocità della luce avrebbe massa infinitamente grande, e questo spiegherebbe il limite posto dallo scienziato. Molte delle previsioni fatte da Einstein, anche le più incredibili, sono state puntualmente verificate attraverso gli esperimenti, ogni esperimento condotto fino a questo momento ha sempre confermato la teoria della relatività postulata da Einstein. Questa sarebbe la prima volta, quindi, che una delle sue teorie non troverebbe conferma in sede di laboratorio. Ripeto, se la scoperta fosse confermata, sarebbe un momento rivoluzionario per la scienza teorica, anche se dal punto di vista pratico, per noi cittadini, non avrebbe nessun tipo di ricaduta o riscontro".


[L'immagine mostra il viaggio dei neutrini 'lanciati' dal Cern verso il Gran Sasso]

La scoperta ha già messo in moto la speculazione pseudoscientifica e qualcuno ha già ipotizzato che potremmo viaggiare verso altri sistemi solari...
"No, non sarebbe possibile per noi viaggiare alla scoperta di altri sistemi solari, intanto perché i neutrini del Cern hanno superato la velocità della luce di troppo poco, appena 60 nanosecondi, ma anche ammettendo che i neutrini siano in grado di viaggiare a una velocità ancora superiore rispetto a quella della luce, si tratterebbe comunque di distanze impossibili da coprire per noi esseri umani, come dire che, anziché impiegare 2mila anni per compiere uno spostamento da un luogo a un altro dello spazio, impiegheremmo 'solo' 900 anni. È comunque un tempo troppo lungo, no? Ogni nuova scoperta apre le porte a speculazioni fantascientifiche di ogni tipo, la maggior parte prive di senso".

Se la scoperta del Cern fosse confermata dagli scienziati giapponesi e americani, però, sarebbe la scienza stessa a elaborare nuove teorie, a postulare ipotesi.
"Nuove ipotesi sulla fisica delle particelle, certo, ma nulla che possa influire sulla nostra vita di tutti i giorni. Einstein aveva anche previsto che il tempo e lo spazio non sono degli assoluti uguali per tutti in ogni momento. Per esempio, noi pensiamo che un certo intervallo di tempo, misurato da una persona qualunque, sia sempre il medesimo, mentre Einstein aveva notato che la misura di quel lasso di tempo dipende dalla velocità dell'osservatore, se l'osservatore viaggiasse a una velocità vicina a quella della luce per lui il tempo scorrerebbe molto più lentamente. Se l'osservatore va in orbita a una velocità prossima a quella della luce, quanto torna sulla Terra per lui sarà trascorso un anno, per i terrestri ne saranno trascorsi cento o mille. Queste previsioni di Einstein sono state verificate attraverso lo studio delle particelle elementari, perché sono gli unici 'oggetti' a viaggiare a una velocità prossima a quella della luce. Per esempio, esistono 'esseri' che hanno una vita media dell'ordine del cento milionesimo di secondo, e che quindi non dovrebbero riuscire ad arrivare vivi sulla Terra, e invece riescono a farlo perché, viaggiando a una velocità prossima a quella della luce, vivono il loro tempo molto più lentamente. Riporto questi esempi per sottolineare il fatto che tante ipotesi incredibili a livello teorico, sono state poi verificate sperimentalmente dalla scienza. Con questa notizia sulla velocità dei neutrini potremmo trovarci di fronte a una nuova fase della fisica, ma attendiamo di avere conferme prima di aprire nuovi capitoli".

Nella Divina Commedia Dante scrive, a proposito del filosofo Democrito: "Democrito che l'mondo a caso pone"…secondo lei l'origine dell'universo è casuale?
"Nessuno può rispondere con cognizione di causa. Sappiamo che la scienza, da secoli, tenta di rispondere alle grandi domande dell'uomo, una di queste è certamente sapere in che modo ha avuto origine l'universo. Ma per ora non sappiamo neanche esattamente come è fatto, non sappiamo in che modo evolve, possiamo solo formulare ipotesi a riguardo…"

Il numero delle galassie presenti nell'Universo è enorme, crede vi siano altre forme di vita su altri pianeti?
"Certo, è molto probabile. Sarebbe assurdo pensare che, data la vastità dell'universo, la vita si sia sviluppata solo sulla Terra. Ogni galassia contiene centinaia di miliardi di stelle e un numero enorme di pianeti, quindi nell'universo si trovano miliardi di miliardi di miliardi di pianeti. Pensare di esser soli è semplicemente assurdo".

Eppure, nessuno dei nostri messaggi inviati nello spazio ha trovato risposta né abbiamo mai captato 'segnali' dallo spazio…
"Ma certo, perché ciò che abbiamo fatto è aver chiuso un messaggio in una bottiglia e averla gettata nell'immensità dell'oceano…anzi, la proporzione è molto maggiore. Le distanze siderali sono tali che, in questo senso, possiamo dire di essere veramente soli nell'universo. Il pianeta più vicino e più simile alla Terra, che dunque in linea teorica potrebbe ospitare forme di vita, si trova a 20 anni luce da noi, e se noi potessimo viaggiare anche a un centesimo della velocità della luce impiegheremmo duemila anni ad arrivare su quel pianeta".

Recentemente lei ha parlato di un asteroide che colpirà la Terra nel 2036, dobbiamo preoccuparci?
"Si tratta di 99942 Apophis, un piccolo pianetino o asteroide. Secondo l'orbita che sta seguendo nel 2036 potrebbe cadere sulla Terra, ma le orbite sono soggette a variazioni dovute alle perturbazioni degli altri corpi celesti, quindi possono cambiare 'rotta' facilmente. Se così non fosse, oggi abbiamo modo di difenderci da un'eventuale collisione, ad esempio disintegrando l'asteroide (ma i frammenti cadrebbero comunque sulla Terra), oppure inviando vicino al pianetino una grande astronave in grado di attirarlo gravitazionalmente e trascinarlo fuori dall'orbita che sta seguendo. Insomma, grazie al progresso in ambito spaziale esistono diversi metodi per fare in modo che nessun corpo alieno entri in collisione con la Terra".

MATERIALE
- Descrizione dell'esperimento di Opera (pdf)

(Intervista realizzata da NanniMagazine.it il 29 settembre 2011)