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INTERVISTA - Danza Movimento Terapia, Scavazza: " È un ponte privilegiato di comunicazione"

Esprimersi attarverso il corpo, per chi ha difficoltà comunicative, può essere una valvola di sfogo e una liberazione senza pari. Muovendosi a ritmo di musica, i malati di Alzheimer riescono ad esternare emozioni imprigionate nel profondo.

» Patologie Tatiana Battini - 27/09/2011

"Mia madre ha sempre detto che ho cominciato a danzare prima ancora di nascere. Pare che sentisse i miei piedini che tamburellavano per mesi dentro di lei". Questa simpatica frase di Ginger Rogers riassume perfettamente uno dei concetti-base della danza: il movimento è vita. L'essere umano esprime se stesso anche attraverso il proprio corpo, e in ambito terapeutico può essere di fondamentale importanza dare la possibilità a chi soffre di 'buttar fuori' emozioni, stati d'animo, interiorità imprigionata. Le persone colpite da patologie neuro degenerative progressive, come il morbo di Alzheimer, tendono a creare un limbo all'interno del quale si rinchiudono lasciando fuori il mondo. Attraverso la Danza Movimento Terapia i pazienti riacquistano autostima, serenità e ricordi. Per saperne di più NanniMagazine.it ha interpellato la psicologa Valeria Scavazza, danza movimento terapeuta ad orientamento psicodinamico, esperta in psicologia del benessere, diplomata in Art Therapy Italiana e socia dell'Associazione Professionale Italiana Danzaterapeuti (APID):

In che modo la danza aiuta le persone malate di Alzheimer ad uscire dallo stato apatico e passivo?
"Grazie a un cocktail di ingredienti che si basano sull'accoglienza, quindi l'importanza di creare un'atmosfera empatica e calorosa, sul riconoscimento, per dare tempo e modo a ciascuno dei membri del gruppo di entrare in contatto con gli altri attraverso strette di mano, presentazioni per nome, saluti, e naturalmente sulla musica con i suoi ritmi, che possono tradursi in melodie che riguardano il passato dei pazienti coinvolti, oppure melodie che non conoscono ma il cui ritmo è comunque capace di coinvolgerli. Le musiche possono essere di genere classico o attingere al bagaglio tradizionale, ad esempio molto amata è 'La danza delle spade' di Aram Khachaturian, una sinfonia frenetica molto stimolante. Durante una seduta di Danza Movimento Terapia, è capitato che qualcuno abbia chiesto, al termine del brano, di rimetterlo ancora". 

La psicologa e danza movimento terapeuta, dott.ssa Valeria ScavazzaPerché danza e suono hanno un tale potere terapeutico?
"In generale la Danza Movimento Terapia tende a stimolare la memoria del paziente, quindi ci si muove sulle note di walzer, tanghi, canzoni popolari, perché anche se il malato di Alzheimer perde la memoria a breve termine, ricorda sempre quella 'antica'. Durante la seduta un membro del gruppo può proporre un brano che, se conosciuto dagli altri, viene cantato in coro. Il ritmo è un suono primordiale, pensiamo al battito cardiaco del bimbo nel ventre della mamma, il ritmo è movimento e vita, infatti basta una melodia accattivante e anche al più timido e 'legnoso' di noi viene spontaneo muovere un piede, picchiettare con le dita seguendo il ritmo. La stessa cosa avviene durante le sedute: i malati sono coinvolti nella danza senza essere mai costretti a far nulla, basta creare un'atmosfera rilassata e priva di giudizio, e le persone si lasciano andare spontaneamente. Il compito del terapeuta e dei volontari è quello di dare un'ispirazione, del tipo: "vediamo cosa riusciamo a fare con le braccia", e invitando le persone a muoverle come meglio credono, sempre accompagnati dalla musica. Oppure se notiamo che una persona del gruppo ha iniziato spontaneamente a fare un movimento, che può essere il battere le mani su una sedia a ritmo di musica, cogliamo la palla al balzo per dire: "Bravo signor Mario, facciamo tutti ciò che sta facendo lui". Tutti i presenti iniziano a 'copiare' il suo gesto e questo, oltre a sciogliere il ghiaccio, gratifica enormemente la persona che ha proposto l'azione emulata dagli altri ed è di stimolo perché tutti inizieranno a proporre passi, gesti, movimenti. In questo modo cadono i tabù e inibizioni, si gettano via le 'maschere' che tutti noi utilizziamo nella vita sociale".

Le terapie alternative si basano sul movimento, sulla musica, sul disegno, attività espressive antichissime per l'essere umano…
"Le attività che ha elencato sono basilari e rispondono a bisogni precisi dell'essere umano, la danza, ad esempio, soddisfa il bisogno di movimento. Tutto si muove, l'universo è una danza perenne. Il movimento è 'vitale' come lo è il respirare, il mangiare, l'espletare. La frenesia della vita moderna ha deteriorato il modo in cui noi poniamo in atto queste azioni: infatti respiriamo poco, ci nutriamo male, andiamo male di corpo e non ci muoviamo più. Scopo della Danza Movimento Terapia è quello di far emergere il lato più primitivo dell'essere umano, quello emozionale, scavalcando quello razionale. Nell'antichità danzare era una consuetudine sociale, come lo è ancora oggi per molte popolazioni africane e orientali, che infatti hanno una mobilità corporea molto più sviluppata della nostra. In Italia, invece, un ballo molto antico è la 'pizzica' o 'taranta' pugliese, una danza di guarigione che ha dei passi precisi e per il resto è affidata alla creatività di chi la esegue".

Le sedute di Danza Terapia si svolgono in gruppo, che valenza ha, per i pazienti, la condivisione di una stessa attività?
"Come ho già detto, il fatto di essere in gruppo aumenta la voglia di fare e condividere, anche se molti balli si svolgono in coppia, come il tango, il walzer, e in questo caso si formano coppie spontanee. Quando le persone del gruppo capiscono che io conduco la seduta, in generale si avvicinano sia donne che uomini per ballare con me e con le volontarie presenti, a questo punto si formano una serie di coppie e l'interazione è a due a due. Naturalmente si passano i partners per fare in modo che tutti entrino in contatto con tutti. L'atmosfera è sempre molto allegra e questa 'aria di festa' contagia anche me e le volontarie, insomma, questa terapia dona benefici a tutti. Proprio perché mosso da istinti primari, come quello del movimento e del ritmo, il rapporto che si instaura tra operatore e paziente è molto intenso e profondo".

Lo spazio in cui si svolgono le sedute di Danza Movimento Terapia
[Lo spazio in cui si svolgono le sedute di Danza Movimento Terapia]

Parafrasando le parole di un libro: "Il potere della danza restituisce al malato di Alzheimer ponti privilegiati di comunicazione"
"Esatto, la frase originale si riferisce al potere terapeutico della musica, ma quello della danza è ovviamente lo stesso, muovere il proprio corpo equivale a costruire un ponte che permette di comunicare all'esterno le emozioni interiori. Si esternano tutti quei sentimenti che non si possono esprimere verbalmente. Ho accennato in precedenza all'effetto 'dirompente' cha ha sui pazienti il brano classico intitolato 'La danza delle spade', questo perché i suoi ritmi serrati evocano forza, rabbia, coraggio. La danza è terapeutica anche per le persone che non soffrono di patologie ma che cercano una valvola di sfogo, un modo per esternare emozioni e sentirsi più leggeri e liberi. Tornando alle persone malate di Alzheimer, spesso tramite le parole non riescono o non possono esprimere ciò che sentono, e la danza, intesa sempre come terapia, offre loro l'opportunità di tirar fuori il loro mondo interiore. Ecco in quale senso parliamo di 'ponti privilegiati' ".

Nelle sedute sono coinvolti anche i familiari dei malati?
"Certo, ma abbiamo in progetto di coinvolgere maggiormente i familiari nella terapia, per ora ci accontentiamo di far star bene i pazienti. Gli incontri si svolgono a cadenza settimanale e durano un'ora. I familiari che accompagnano i pazienti in genere non se ne vanno ma aspettano il loro congiunto fino alla fine della seduta. Terminata la sessione rivolgiamo delle domande ai familiari dei pazienti per sapere quali sono le reazioni del malato alla terapia. La prima domanda che rivolgiamo alla famiglia è 'Come vede il suo familiare appena uscito dalla sessione', la seconda domanda è 'Cosa ricorda della sessione', e la terza domanda è 'Quando lo sta per accompagnare di nuovo da noi per una seduta, che reazione ha'. Le risposte sono le più varie, e questo dipende dal grado di deterioramento cognitivo che il paziente ha subito. In generale tutte le persone escono dalla seduta di Danza Movimento Terapia serene, distese, allegre, meno nervose, e questo fatto è descritto puntualmente dai familiari, che sono molto contenti nel vedere il loro caro sorridere e stare bene. La maggior parte dei pazienti non ricorda nulla della sessione avvenuta, quando arriva a casa mostra solo contentezza e serenità, ma non ricorda ciò che ha fatto. Alcuni di loro, invece, canticchiano i motivi ascoltati durante la terapia e alcuni ne parlano anche a un familiare, raccontando l'esperienza. Riguardo l'ultima domanda, la maggioranza non ha reazioni nel momento in cui deve tornare a fare la terapia, perché non ricorda nulla, una minoranza invece ricorda bene la sessione precedente e commenta positivamente, ricordo che una signora ripeteva spesso, sorridente: "Ma che bel posto è questo, ci sono sempre delle feste bellissime!".

LINK
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APID
- Fondazione Manuli Onlus

MATERIALE
- Danza Movimento Tearpia, concetti base (pdf)
Volantino di Danza Movimento Terapia (pdf)