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Tumori della testa e del collo, Paludetti: "La diagnosi precoce è l'arma migliore"

Meno note rispetto al cancro al seno, all'utero o al polmone, le neoplasie cervico-facciali occupano il sesto posto nel mondo per diffusione. "Una visita medica fatta per tempo può salvare molte vite", sottolinea l'esperto.

» Patologie Tatiana Battini - 16/09/2011

Parlare, respirare, mangiare e bere sono funzioni che l'essere umano tende a dare per scontate, vista la naturalezza con la quale si attuano. Cosa accadrebbe se non potessimo più emettere suoni, o non riuscissimo a deglutire, o a respirare in maniera corretta? I tumori della testa e del collo colpiscono la zona faringea, laringea e il cavo orale, e sono neoplasie che in molti casi costringono il chirurgo ad asportare l'organo compromesso: "Visto il tipo di organi che il tumore investe - spiega a NanniMagazine.it Gaetano Paludetti, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica del Policlinico Universitario A. Gemelli - i nostri interventi chirurgici possono incidere profondamente sulla qualità della vita del paziente". È fondamentale, allora, la terapia post-operatoria che mira alla completa riabilitazione delle funzioni perdute a seguito dell'operazione.

La persona che subisce un'asportazione chirurgica ha necessità di un percorso riabilitativo accurato e molto lungo, a tal proposito il dottor Paludetti auspica un impegno da parte delle Regioni: "È importante il supporto psicologico ed è fondamentale la terapia post operatoria. Dovrebbero essere le Regioni stesse, a mio avviso, a edificare degli istituti atti alla riabilitazione. Un paziente che ha subito l'asportazione totale della lingua riuscirà nuovamente ad ingoiare dopo diversi mesi di terapia, sono processi che richiedono molto tempo".

Ogni anno, nel mondo, si contano circa 640mila nuovi casi di tumore della testa e del collo. "In Europa si stima siano circa 140mila - si legge nel comunicato stampa della Fialpo - e che ogni anno oltre 65mila decessi siano legati a questa neoplasia. Impressionanti anche i numeri che riguardano l'Italia: ogni anno si registrano circa 10mila 432 nuovi casi tra gli uomini e 1.980 fra le donne". Nel nostro Paese i tumori della testa e del collo costituiscono la quinta neoplasia più diffusa e la stima dei pazienti colpiti da questo tipo di tumore è di circa 106mila 727. "Nel periodo 1998-2002 - rendono noto gli esperti - questi tumori hanno rappresentato il 4,1 per cento dei tumori maligni che insorgono nella popolazione maschile e l'1,1 per cento di quelli che insorgono nella popolazione femminile". Per avere maggiori informazioni su queste neoplasie NanniMagazine.it ha intervistato il dottor Paludetti:

Quali sono i sintomi tipici di questa patologia?
"Dipende dal distretto in cui nasce il tumore: ad esempio se il tumore è collocato nei seni paranasali, si avrà una ostruzione monolaterale persistente di una fossa nasale, con in più la presenza di sanguinamento dalla narice. Un tumore ai seni paranasali dà un senso di pesantezza e dolore localizzato. Un altro sintomo è il dolore di uno dei denti dell'arcata superiore senza che vi sia motivo apparente, e in ultima analisi la tumefazione del viso. Per quanto riguarda la bocca e quindi il cavo orale uno dei sintomi classici è la comparsa, visibile a occhio nudo, di formazioni biancastre (oppure una granulazione o tumefazione) sulla lingua o lungo le pareti interne della bocca. A differenza delle normali ulcere della bocca, queste formazioni non si riassorbono ma persistono e naturalmente danno molto fastidio, sono dolorose, si ha difficoltà nel deglutire (si ha la sensazione che vi sia un corpo estraneo quando si inghiotte) e nel mangiare (la formazione tumorale potrebbe trovarsi all'interno della guancia, con un rigonfiamento locale e la conseguente difficoltà nel masticare), tutti fattori che creano un disagio costante nella persona. È utile, nel caso del cavo orale, auto-ispezionarsi per controllare che tutto sia sotto controllo, per farlo basta munirsi di un piccolo specchio. A seguire, per quanto riguarda la gola vi sono due distretti, uno legato alla deglutizione e l'altro legato alla respirazione. Ovviamente, se il tumore si sviluppa nell'area interessata dalla deglutizione, si percepirà un fastidio (sensazione di un corpo estraneo), si proverà dolore ogni volta che si deglutirà e nel muovere la lingua. È possibile anche che la persona provi dolore all'orecchio. Per quanto riguarda la zona delle respirazione i sintomi saranno legati a un calo della voce persistente. Vi sono infine i tumori che si sviluppano nel collo, e i sintomi sono dei rigonfiamenti o delle tumefazioni che investono i linfonodi. Se una protuberanza sul collo non si riassorbe nel giro di qualche giorno è sempre meglio recarsi da un medico. Nel caso di tumore alle ghiandole salivari si avranno infine delle tumefazioni nel luogo in cui risiedono tali ghiandole, quindi davanti, sotto e dietro le orecchie e anche sotto la mandibola". 

Per non creare allarmismo, questi sintomi sono comuni anche in patologie meno gravi?
"Certamente. Ognuno di questi sintomi può avere una causa diversa da quella tumorale, anche perché, ripeto, quando si è in presenza di una forma tumorale i sintomi durano nel tempo senza scomparire o affievolirsi, e la persistenza è un chiaro campanello d'allarme".

A livello percentuale, quale tra i tumori elencati ha un'incidenza maggiore sulla popolazione?
"Anni fa, prima che si intensificasse a livello mondiale la lotta al tabagismo, il più frequente tra i tumori della testa e del collo era sicuramente quello che interessava la laringe e la gola (in particolare il distretto della respirazione). Oggi sono salite le percentuali relative ai tumori del cavo orale (bocca) e della gola (in particolare il distretto della deglutizione). Oltre al fumo, che nonostante le campagne informative continua a essere una piaga sociale, anche l'abuso di alcol è alla base della maggior parte di questi tumori. In generale stiamo assistendo a un aumento dei casi di tumore tra i più giovani ma in Italia, attualmente, il cancro alla testa e al collo colpisce dopo i 60 anni". 

Da un punto di vista medico in che modo il fumo e l'alcol possono favorire la comparsa del tumore?
"Attraverso l'abuso prolungato di questi due 'vizi'. Fumando e ingerendo sostanze alcoliche di continuo, il cavo orale e la faringe subiscono un'irritazione dovuta al calore della sigaretta o del sigaro e alle componenti alcoliche del liquore ingerito, e questo riguarda principalmente i tumori del cavo orale appunto, dell'orofaringe e della laringe".

È aumentato anche il numero di casi di tumore tra le donne.
"Certo, e questo dipende dallo stile di vita sempre più simile che uomini e donne conducono, sempre più donne fumano e assumono alcolici. Inoltre, uno dei tumori della testa e del collo, il tumore dell'orofaringe, si può contrarre in seguito a pratiche sessuali con persone che sono affette da Papilloma Virus Umano".

Una delle cause alla base di questo specifico tumore potrebbe essere la scarsa igiene personale?
"Si, potrebbe essere uno dei fattori, soprattutto per quanto concerne il cavo orale".

Se preso per tempo, un tumore che investe la testa o il collo è curabile?
"In linea di massima si. La variabile che più di tutte influenza la guarigione o meno del paziente, a livello statistico, è la precocità della diagnosi. Questo naturalmente vale per ogni tipo di tumore e anche per la zona della testa e del collo una diagnosi precoce può salvare la vita. Il problema è che a volte questo tipo di tumori è asintomatico, ovvero si sviluppa in una zona del corpo e cresce senza che la persona avverta nessun dolore o abbia un rigonfiamento. Purtroppo in questo caso la persona può accorgersi del cancro quando ormai è già parecchio avanzato. Ma, torno a ripetere, a livello generale la diagnosi precoce è l'arma migliore in nostro possesso, riuscire a intervenire per tempo su una forma tumorale dà più possibilità di sconfiggerla". 

Quali sono le terapie?
"In caso di tumore la cura consueta è la radio chemioterapia. I tumori del distretto oro-faringeo, quindi il tumore della tonsilla, della lingua, del rino-faringe infatti, si trattano tutti con la radio chemioterapia, così come anche i tumori precoci della laringe rispondono molto bene a questo tipo di cura. In questi casi non vi è necessità di intervento chirurgico, a meno che il tumore non risponda in maniera positiva alla terapia. Nel caso di tumori al cavo orale, ai seni paranasali e alle ghiandole salivari, invece, in genere si è costretti a intervenire chirurgicamente. Quindi, tra tutti i tumori che rientrano sotto l'accezione di 'testa e collo', alcuni sono curabili più facilmente attraverso la radio chemioterapia e l'intervento è solo l'extrema ratio, mentre altri necessitano direttamente dell'intervento chirurgico".

In ambito operatorio, si tende per quanto possibile alla conservazione dell'organo compromesso?
"L'argomento è molto delicato. Lo scopo è sempre quello di 'conservare' l'organo al suo posto, per ovvi motivi. Ma questo lo si può fare solo nel caso in cui non incida negativamente sulla salute del paziente. La chirurgia invasiva è nociva tanto quanto la chirurgia conservativa, se pur di non asportare un organo lasciamo che il tumore si propaghi. La soluzione ottimale è l'equilibrio tra le due facce della medaglia e in questo gioca un ruolo fondamentale la visita medica pre-operatoria. L'intervento 'perfetto' è quello radicale, nel senso che asporta tutto il tumore e però lascia l'organo a suo posto".

MATERIALE
- I tumori della testa e del collo (pdf)

LINK
-
Clinica Otorinolaringoiatrica, Policlinico Gemelli
- Fialpo