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Ground Zero: i soccorritori ammalati, "l'11 settembre siamo stati uccisi anche noi"

Molte delle persone che hanno prestato aiuto durante la tragedia combattono ora con il cancro per aver respirato le polveri del crollo delle Torri Gemelle. Ma a tutt'oggi il legame tra nubi di Ground Zero e malattie è ancora un mistero.

» Americhe Francesca Nanni - 09/09/2011

Sono stati i primi ad arrivare sul luogo dell'attentato dopo lo schianto dei due aerei terroristi sulle Torri Gemelle. Li chiamano i soccorritori dell'11 settembre, vigili del fuoco, agenti dell'ordine, personale della protezione civile e dei servizi d'emergenza, ma anche persone comuni che, senza pensarci due volte, hanno iniziato a dare una mano come potevano, cercando di portare in salvo chiunque fosse ancora vivo e scavando tra le macerie per trovare quanti, invece, erano stati ormai inghiottiti dalla follia umana.
 
Hanno lottato per salvare delle vite in quel tragico giorno, ma oggi molti di quelli che il mondo ha chiamato "eroi", stanno perdendo inesorabilmente la propria battaglia, vittime del loro stesso coraggio. Quegli edifici sgretolati, le macerie, le polveri respirate durante i soccorsi, infatti, sono entrati nei loro corpi e, poco tempo dopo, in molti hanno iniziato a manifestare strani sintomi fisici come semplici eruzioni cutanee o asma, fino ad sviluppare nel tempo, e nel peggiore dei casi, forme di cancro vero e proprio a polmoni, apparato respiratorio e digerente.
 

DAGLI ULTIMI DATI È EMERSO CHE...Secondo i dati raccolti dalle associazioni delle vittime dell'11 settembre, nel 2006 erano 4mila le persone colpite da malattie di vario genere riconducibili all'effetto cancerogeno provocato dalle particelle di cemento e vetro delle polveri di Ground Zero: oggi sono 11mila. Una cifra alla quale si aggiungono i numeri dell'ultimo studio medico realizzato dalla Mount Sinai School of Medicine di New York, pubblicato dalla rivista scientifica on-line The Lancet, che evidenzia come, a partire dal giorno dell'attentato, 27mila lavoratori (compresi agenti di polizia, vigili del fuoco operai), hanno manifestato problemi di respirazione, il 28 per cento dei soccorritori ha iniziato a soffrire di depressione; il 32 per cento ha iniziato a manifestare profondi sintomi di stress post-traumatico e il 21 per cento attacchi di panico. Percentuali che scendono tra il 7 e il 9 tra gli agenti di polizia "forse perché - spiega lo studio - più abituati a gestire la tensione attraverso la loro preparazione"."La causa più probabile delle patologie legate alle vie respiratorie è probabilmente dovuta - sottolinea il rapporto del Mount Sinai - all'inalazione di sostanze tossiche e polveri altamente alcaline durante i salvataggi". In dieci anni di monitoraggio, il 28 per cento delle persone ha avuto l'asma, il 42 per cento sinusiti e il 39 per cento malattia da reflusso gastro-esofageo. Nonostante il supporto dei numeri, però, c'è ancora perplessità da parte del mondo medico-scientifico. 

LA CERTEZZA DEGLI AMMALATI, I DUBBI DELLA SCIENZA. Il nocciolo della questione, infatti, quello che da dieci anni alimenta la polemica tra malati, scienza e governo, è proprio questo: mentre la gente non ha esitato un attimo a incolpare le polveri di Ground Zero come responsabili delle loro malattie, a tutt'oggi molti esperti non sono assolutamente certi che queste siano da considerarsi un effetto collaterale degli attentati di dieci anni fa. I ricercatori hanno effettivamente documentato un aumento dei casi di asma, un numero inusuale di persone a cui è stata diagnosticata la sinusite cronica e un'impennata nei casi di malattia da reflusso gastroesofageo, ma non hanno trovato alcun legame tra i casi dell'11 Settembre e il cancro. Tra l'altro quest'ultimo è la principale causa di morte negli Stati Uniti. Lo scoglio scientifico, dunque, sta nel fatto che i medici non riescono ad essere certi di quali casi siano esattamente da legare agli attentati di dieci anni fa. Anche per questo motivo, 10mila delle persone malate quest'anno hanno già raggiunto un patteggiamento che supera i 700 milioni di dollari.

LA STORIA DI DAVID E LE RESPONSABILITÀ DEL GOVERNO. David Miller è stato uno loro, un soccorritore dell'11 settembre 2001. Anche lui eroe per caso, ammalato suo malgrado. Non ce la farà a commemorare il decimo anniversario delle Twin Towers perché è morto a causa di un cancro ai polmoni, ma durante un incontro di sensibilizzazione nel 2006 il suo sfogo colpì duramente l'opinione pubblica, soprattutto perché denunciava apertamente la chiusura del governo americano, e dell'allora sindaco Rudolph Giuliani in particolare, nell'assistere e supportare i soccorritori ammalati. 

"Nessuno ci chiese di andare o ci diede degli ordini - racconta Miller nel video dell'incontro. Ci andammo perché la nostra città, il nostro Paese, i nostri vicini erano sotto attacco. E sapevamo cosa dovevamo fare". Ma oggi, sottolinea, "quegli eroi sono stati dimenticati, abbandonati nel momento di maggiore bisogno. E sono sempre di più quelli che vivono in condizioni terribili, mentre combattono ogni giorno con gli effetti cancerogeni di quella catastrofe chimico tossica che è stata Ground Zero". I funzionari federali, comunali, statali e tutto l'entourage governativo, infatti, non hanno mai riconosciuto, se non fino a qualche tempo fa, un legame diretto tra i casi di cancro e le polveri di Ground Zero. Il Congresso deve ancora approvare la legislazione sanitaria sull'11/9 che richiami la copertura finanziaria federale delle spese sanitarie per i soccorritori. 

"Io fra 4 ani sarò morto,  ma oggi voglio parlarvi di come il Sindaco si rifiutò di riconoscere il fatto che non dozzine, non centinaia ma parecchie migliaia di noi furono contaminati, ammalati e avvelenati dalla più tossica combinazione di materiali da costruzione mai riscontrata nella storia della protezione civile. E per cinque terribili anni, il Sindaco lo ha ignorato (fino al 2006, ndr). E questo non è il modo in cui tratti quelli che la città considerava degli 'eroi' ".

LA LEGGE APPROVATA ALL'ULTIMO MINUTO. Quando ormai si pensava di dover abbandonare la battaglia per avere il giusto riconoscimento dallo Stato, alla fine del 2010 il parlamento americano approva una legge che sblocca un finanziamento di 4 milioni di dollari destinato ai soccorritori dell'11 settembre che hanno contratto malattie polmonari a causa dell'attentato. Una legge fortemente voluta da Barack Obama per rimediare al silenzio dell'allora presidente George Bush, e forse anche al rumore mediatico che questa storia ha alimentato e che influirebbe ancora sui sondaggi di questi giorni che vedono Obama al di sotto del minimo storico. Ma è stata una legge altrettanto ostacolata dai repubblicani, fino all'ultimo, con la motivazione che "avrebbe messo a rischio le finanze della nazione" poiché "c'erano già troppe spese in corso". Tanto che fino al 20 dicembre scorso, il provvedimento era tenuto ancora in ostaggio da un senatore repubblicano che la teneva bloccata sotto minaccia di ostruzionismo individuale, sperando di farla scadere il tempo utile per la sua approvazione. Ma la legge è passata e servirà a risarcire, per quanto possibile, solo coloro che sono ancora vivi perché nel frattempo già molte, troppe, persone sono morte a causa di quelle stesse malattie ignorate dai potenti per dieci, lunghi, anni.