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La corrida spagnola è salva, per il governo Zapatero è un "prodotto culturale"

La decisione dell'esecutivo non annulla il divieto della Catalogna che ha messo al bando la tauromachia in tutto il suo territorio, ma impedirà ad altre regioni di unirsi all'abolizione.

» Animali Aura De Luca - 02/08/2011
Fonte: Immagine dal web

La corrida spagnola è una "disciplina artistica e un prodotto culturale": con questa motivazione il governo del primo ministro Zapatero salva una delle manifestazioni popolari più discusse di sempre da quanti, associazioni animaliste in primis, la considerano uno spettacolo crudele da abolire definitivamente.

Una mossa "strategica" del premier spagnolo che in questo modo ha trasferito di fatto le competenze sulla tauromachia (altro termine con cui si identifica la manifestazione) dal ministero dell'Interno a quello della Cultura, ora responsabile dello "sviluppo e della protezione della corrida" e, per questo, "il luogo corretto per la tutela di quella che viene definita patrimonio culturale della Spagna".

Ma anche una mossa "dovuta" del governo spagnolo, accusato dagli animalisti di aver rinnegato un precedente impegno in favore dell'abolizione della mattanza, giunta dopo le numerose pressioni da parte degli imprenditori del settore, divenute particolarmente insistenti dopo la messa al bando delle corride da parte della Catalogna in tutto il territorio regionale a partire da gennaio 2012. Una decisione storica, quest'ultima, arrivata nel luglio dello scorso anno con l'approvazione di una legge di iniziativa popolare chiamata 'Prou!' (Basta!), vista da molti come una scelta politica ben precisa. Vietare uno degli sport più popolari in Spagna, infatti, rappresenta il segno di come il parlamento catalano voglia prendere le distanze da Madrid, imponendo proprie regole e rifiutando le radici che tengono unito tutto lo stato.

La decisione del governo Zapatero, però, non annulla il divieto della Catalogna, bensì impedisce ad altre regioni di unirsi a lei nella messa al bando delle corride. Così, se da una parte quella che Ernest Hemingway descrisse in 'Morte nel pomeriggio' come una "forma d'arte", continuerà a rappresentare, a torto o a ragione, lo spirito spagnolo nel mondo, dall'altra la prosecuzione delle corride metterà in salvo gli introiti di chi, su questa mattanza, ha costruito il proprio business.