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Scienze: sostituire il Pi greco con il Tau? È solo questione di calcoli

La proposta è di un team di studiosi britannici che vorrebbe usare 6,28 per semplificare le operazioni, ma gli esperti italiani rispondono "solo sciocchezze". Peiretti: "Una polemica utile solo per attirare attenzione sulla matematica".

» Cronaca Scienze Aura De Luca - 07/07/2011
Fonte: Immagine dal web

La provocazione è di quelle che non ti aspetti, un fulmine a ciel sereno che arriva a mettere in discussione una tradizione matematica che ha alle spalle tre secoli di storia: sostituire il Pi greco (π = 3,14) con il suo doppio, il Tau (τ = 6,28) allo scopo di rendere la matematica avanzata più facile semplificandone le formule. 

La proposta arriva da un gruppo di studiosi britannici capitanati dal professor Kevin Houston, della scuola di matematica dell'Università di Leeds, nell'Inghilterra settentrionale, che afferma "il numero irrazionale del Pi greco 3,14 non costituisce in sé un errore, ma non è corretto applicarlo alle proprietà del cerchio". Il Pi greco, infatti, stabilisce la relazione tra la circonferenza di un cerchio e il suo diametro, ma si presta anche a svariati utilizzi geometrici, dalla misura della circonferenza e della sua superficie, fino alle misure degli angoli. 

Oggi l'uscita alquanto bizzarra del team inglese mette tutto in discussione: "Per tutti questi anni abbiamo sbagliato - ha dichiarato qualche giorno fa al Times il professor Houston -. Pi greco non è il numero che dovremmo associare al cerchio. É confusionario e innaturale. Il numero ideale è Tau, ovvero 2 Pi greco". Così fomentati dalla pionieristica idea, i matematici di Leeds chiedono non solo la sostituzione dei due simboli, ma propongono addirittura che i libri di testo di matematica vengano riscritti sostituendo, appunto, il Pi greco con il Tau. E se non dovesse bastare, il 28 giugno è stato anche proclamato 'Tau Day', un giorno non proprio a caso dato che in america la data si scrive prima con il mese e poi il giorno, per cui 6-28, come il valore del nuovo simbolo.  

Ora, che tutto questo sia davvero necessario o no, almeno inizialmente, c'è chi ha voluto provare ad adottare sul serio il Tau nei propri calcoli: qualche giorno fa, infatti, il professor Bon Palais, dell'Università dello Utah, e il fisico statunitense Michael Hartl hanno iniziato un esperimento sostituendo al 3,14 il 6,28. Inutile dire che il risultato tiene con il fiato sospeso il team di matematici inglesi. 

"Il Tau è solo il Pi greco raddoppiato per due e non fornisce un metodo di calcolo più preciso, sostituire al Pi greco il Tau è utile solo se apre una polemica che porti un po' di attenzione sulla matematica". Risponde così alla provocazione inglese Federico Peiretti, professore di matematica da anni tra gli organizzatori del 'Pi day' il 14 marzo con il progetto 'polymath' presso il politecnico di Torino. "Non è certo usando il Tau - ha detto - che la matematica diventa più semplice".

"Se non si vuole celebrare il Pi greco – ha spiegato il matematico - si prendano altri numeri importanti come la radice quadrata di due calcolata da Pitagora, la sezione aurea o il numero di Eulero, ma sostituire il Tau al Pi greco è utile solo se apre una polemica che porti un po' di attenzione sulla matematica, di cui parla sempre troppo poco". "Obama – ha concluso Peiretti - nel 2009 ha istituito il Pi day come giornata nazionale volta a incoraggiare i giovani verso lo studio della matematica; all'università di Vienna esiste il Pi Greco Club al quale si può accedere solo se si è in grado di recitarne a memoria i primi 1000 numeri; e a Torino ogni anno durante il Pi day partecipano 500 studenti e si collegano in streaming scuole di tutt'Italia per giocare con la matematica".  

All'opinione di Peiretti si affianca quella di Umberto Zannier, docente di Geometria presso la Scuola Normale di Pisa, che della proposta inglese dice: "È una mossa priva di senso matematico poiché il significato di Pi greco è intrinseco, ovvero legato al rapporto tra la circonferenza e il diametro. Ma soprattutto è inutile, perché esistono consuetudini ormai accettate: cambiarle comporta un'inerzia talmente grande che non ne vale certo la pena". Il docente della Normale ha inoltre sottolineato come il 3,14 sia "un numero molto interessante perché universale. È una costante - ha spiegato - che non abbiamo 'inventato' noi com'è successo ad esempio con misure come il metro, che sono convenzionali, ragione per cui nel mondo anglosassone se ne usano altre. Il Pi greco sarebbe esattamente lo stesso anche se lo dovessero calcolare i marziani". 

Insomma, la questione rimane aperta e, forse, si risolverà in una bolla di sapone. A volte, infatti, non si può abolire o sostituire un simbolo scientifico senza una solida ragione matematica. È solo una notazione formale, come dire che si preferisce il punto alla virgola. Certo è, però, che il dibattito di questi giorni  ha sicuramente riportato l'attenzione su una disciplina che, come ha sottolineato il professor Peiretti "è oggi isolata e ridotta a un accumulo di forme, quando invece è il più bel 'gioco' creato dall'uomo, stimola il ragionamento e mette in moto la riflessione al di là di qualsiasi dogma e formulario".