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Turismo low cost: boom delle compagnie aeree

Secondo l'ultimo rapporto Enac in Europa è l'Italia ad essere in testa per i voli economici. Il tasso di crescita negli ultimi 5 anni è stato dell'80% solo sulle rotte nazionali. Ma, sottolinea l'Ente, "serve un'autority per la gestione delle tariffe".

» Mercato turistico Paola Simonetti - 20/05/2011
Fonte: Immagine dal web

In Europa lo scettro del settore lo detiene la Penisola. Sul fronte dei voli low cost, il nostro Paese ha visto un incremento straordinario negli ultimi 5 anni, un aumento dell'80 per cento sulle tratte nazionali e del 53 per cento su quelle internazionali. Dati che surclassano l'andamento generale dell'Unione: sul fronte interno la Germania vede un +12 per cento, Spagna +47 per cento, Gran Bretagna +7 per cento, ultima la Francia con un timido +1,3 per cento. 

Un fenomeno che peraltro è in costante crescita, secondo quanto si evince dal rapporto dell'Enac presentato nei giorni scorsi a Roma, poco prima del suo invio alle commissioni competenti di Camera e Senato. "Tutta la crescita del trasporto aereo – ha dichiarato il presidente Enac, Vito Riggio -, si deve proprio al low cost". Lo studio, realizzato in base ai dati raccolti su un campione significativo di aeroporti in tutta Italia, mira ad avere una comprensione del sistema in generale, con un focus su alcune particolari realtà e a comprendere gli effetti economici e sociali dello sviluppo di traffico low cost sulle economie locali e regionali.

LE RICADUTE SUI TERRITORI. Il dinamismo del comparto, ha rilevato il Rapporto, genera un 'indotto' economico non trascurabile sui territori in cui insistono gli scali interessati dal low cost: i passeggeri in entrata hanno avuto un incremento del 50 per cento e la spesa diretta sul territorio è stata 11 volte i ricavi del settore, mentre l'ulteriore PIL attivato attraverso la maggiore spesa turistica è stato 9 volte maggiore dei ricavi in questo ambito.

"Lo sviluppo delle compagnie low cost - ha commentato il direttore generale dell'Enac, Alessio Quaranta - ha avuto come effetto positivo il fatto che si viaggia di più, rendendo quello aereo un mezzo di trasporto accessibile veramente a tutti. Ciò ha comportato anche un abbassamento delle tariffe dei vettori aerei tradizionali. Vanno però valutati gli aspetti relativi a una mancanza di ricadute sugli investimenti delle società di gestione aeroportuali".

AUTORITY  E INVESTIMENTI. Dunque, uno dei punti deboli del mercato, stando alla valutazione dell'Enac, è proprio quello legato alle tariffe per le quali auspica un intervento dell'Antitrust: "La regolamentazione dei prezzi – ha sottolineato Riggio - andrebbe gestita da un'autorità indipendente dal governo". Una rimodulazione delle tariffe sarebbe quindi necessaria, secondo il presidente Enac, nella prospettiva di uno sviluppo futuro: "Altrimenti, in vista dell'aumento di traffico, non potremo essere competitivi. L'aumento delle tariffe in questo momento – ha sottolineato Riggio - non è positivo per gli utenti, ma gli aeroporti non hanno aumenti da 7 anni e quindi gli investimenti ne hanno risentito. Inoltre – ha aggiunto - il rincaro di 3 euro per gli aeroporti con oltre 10 milioni di passeggeri, annunciato a settembre, non è stato ancora realizzato".

Nei prossimi dieci anni sono previsti finanziamenti sul fronte nazionale pari a circa 10 miliardi di euro che, per essere utilizzati dai gestori, "hanno bisogno di uno sblocco delle tariffe. In dieci anni – ha sostenuto Riggio - lo Stato centrale non ha investito un euro sugli aeroporti, gli investimenti sono stati compiuti tutti dalle società di gestione".

SICUREZZA DEI VOLI. Il sistema aereo italiano resta uno dei più sicuri nel mondo dei trasporti, ha assicurato il presidente dell'Enac, "con un tasso in costante calo del rapporto fra incidenti, passeggeri trasportati, chilometri percorsi e partenze". Tuttavia, l'attenzione deve rimanere alta, soprattutto per un consistente sotto organico degli ispettori di volo, c'è una carenza endemica che si sta aggravando". Attualmente l'organico è di 48 ispettori, pari a 18 presenze assicurate, quest'anno tre ispettori andranno in pensione e non possono essere sostituiti per i limiti imposti alle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni. Nel 2012 ci saranno altre uscite, a quel punto, ha concluso Riggio "la sicurezza potrebbe essere a rischio".  


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- Enac