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UC&C: il futuro della comunicazione passa per le tecnologie integrate

Telefonare, inviare e-mail, attivare una video-conferenza, condividere documenti da oggi è possibile grazie all'UC&C, dove i canali 'mutitasking just-in-time'' vengono gestiti da una singola interfaccia. E l'Italia, a che punto è?

» Telecomunicazioni Piergiorgio Iacovazzo - 02/02/2011

L'utilizzo di reti IP  (con protocollo Internet) per l'integrazione di più sistemi, media, dispositivi e applicazioni, promette vantaggi ad aziende ed enti pubblici nel senso della semplificazione delle attività di business, dell'accelerazione dei processi decisionali e del miglioramento dell'esperienza dell'utente. Per le aziende italiane comunicare risparmiando va bene ma collaborare è un po' più difficile, e nonostante l'utilizzo diffuso di molte tecnologie integrate, per quanto riguarda le 'collaboration technologies' siamo ancora all'inizio a causa dei vincoli relativi soprattutto agli aspetti organizzativi e culturali delle aziende stesse. 
 

Da questo punto di vista, le prospettive del mercato basato sulle tecnologie integrate di comunicazione e collaborazione on-line, le cosiddette Unified Communication & Collaboration (UC&C) sono ancora del tutto aperte. Sono questi alcuni dei principali risultati contenuti nelle interviste di alcuni dei protagonisti del settore che partecipano all' 'Osservatorio UC&C' dell'Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione (ANFoV), a cui aderiscono aziende leader come Accenture, Colt, Fastweb, Italtel, Telecom Italia, Wind.
 

Tutte le maggiori società di telecomunicazione, in Italia come nei paesi più avanzati, hanno compreso che il loro futuro nel mercato strategico delle aziende si gioca proprio sull'offerta non solo di servizi di connettività di base ma anche e soprattutto sulla fornitura di servizi a valore aggiunto per la comunicazione integrata e la collaborazione on-line. Ma il successo di mercato non è immediato né scontato, anche a causa della relativa arretratezza - salvo i casi di eccellenza - dal lato della domanda. 
 

Le tecnologie UC&C, sono infatti abbastanza consolidate e mature relativamente ai principali mezzi di "comunicazione unificata" - grazie per esempio ai centralini su base IP (con protocollo Internet) per telefoni e pc, grazie all'e-mail integrata con il voice mail e il fax, grazie ai sistemi di chat e instant messaging, alle teleconferenze e ai sistemi di videopresenza, ai sistemi di comunicazione voce-dati-video, all'integrazione delle comunicazioni fisso-mobile - ma sono ancora in fase di introduzione per la parte relativa agli strumenti di collaborazione (basate su tecnologie e software di workgroup, di project management, di application sharing, wiki e social networking, ecc). 
 

Il social networking per esempio è già ampiamente collaudato nel mercato consumer ed è ormai disponibile per le aziende: tuttavia non sono molte le imprese già in grado di sintonizzare i loro processi e le loro organizzazioni sulle tecnologie di coordinamento e di cooperazione. La maggior parte delle aziende grandi e medie sta abbracciando le comunicazioni integrate per risparmiare sui costi e rendere più flessibili le comunicazioni, e per aumentare la produttività del lavoro. Ma sviluppare la collaborazione all'interno e all'esterno dell'impresa con i partner strategici richiede uno sforzo ulteriore da parte delle imprese, soprattutto di carattere organizzativo e culturale.
 

I maggiori fornitori italiani di tecnologie di comunicazione giocano le loro offerte su un mercato che, secondo Daniela Rao, TLC Research Director di IDC Italia e vice presidente ANFoV, è pari a circa 160 milioni di euro. Il mercato dell'UC&C cresce bene per quanto riguarda la parte relativa ai sistemi di comunicazione integrata ma aumenta addirittura con tassi di crescita di due cifre per la parte relativa alla collaborazione, che però è ancora in fase di introduzione. Le opportunità sono notevoli e il mercato è in espansione ma sono presenti anche alcune difficoltà. 
 

L'adozione delle tecnologie di collaborazione e di coordinamento da parte delle aziende richiede, infatti, di incentivare la comunicazione orizzontale e quindi di ripensare i processi e l'organizzazione aziendale. In ultima analisi è quasi sempre necessario l'impegno diretto del top management. Ma non tutte le imprese sono così lungimiranti e molte, soprattutto quelle di dimensioni minori al riparo dalla competizione globale, non sembrano ancora pronte a simili cambiamenti. Sul mercato nazionale dell'UC&C pesa inoltre il fattore tutto italiano costituito dalla grande prevalenza delle microimprese.