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Cervello & Emozioni: ecco come impariamo da gioie e delusioni altrui

Descritti per la prima volta i meccanismi cerebrali per mezzo dei quali le emozioni che provano gli altri, di fronte all'esito delle loro scelte, influenzano anche le nostre decisioni successive.

» Ricerca in Medicina Paola Simonetti - 13/12/2010
Fonte: Immagine dal web

Gli umani sono animali sociali, dotati di spiccato istinto imitativo. Di più: sono in grado di "specchiarsi" nelle esperienze altrui, traendone piacere, dolore, rimpianto, voglia di fare o disfare. Specifiche aree del nostro "cervello sociale" sono infatti in grado di attivarsi, sovrapponendo la propria all'esperienza del prossimo, proprio come se imparassimo in prima persona.

Questo l'ulteriore prezioso tassello aggiunto all'infinita mappa cerebrale, per gran parte ancora sconosciuta ai ricercatori, da uno studio appena pubblicato sulla rivista Neuroimage da un gruppo di studiosi interdisciplinare dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, impegnato in un ampio progetto di neuroscienze della decisione sotto la guida del Centro di Ricerca in Epistemologia Sperimentale e Applicata (CRESA) e il Centro di Neuroscienze Cognitive (CNC) diretti rispettivamente da Matteo Motterlini e Stefano Cappa.

La nuova ricerca, realizzata utilizzando la risonanza magnetica funzionale (fMRI), ha preso in esame gli effetti delle emozioni di rimpianto e di sollievo associate agli esiti della scelta (tra diverse lotterie in cui si poteva vincere o perdere denaro), quando le cose sarebbero potute andare diversamente da come sono andate se solo avessimo preso una decisione differente.

Rilevazioni queste, scaturite dall’ampliamento di precedenti analisi di Nicola Canessa e Matteo Motterlini, che avevano già descritto un meccanismo a specchio per tali emozioni, mostrando che la corteccia orbitofrontale, la corteccia del cingolo anteriore e l'ippocampo, associati all'esperienza di rimpianto, sono attivate anche quando si osservano gli esiti delle decisioni di un’altra persona. Proprio come davanti a uno specchio, il nostro "cervello sociale" reagisce empaticamente di fronte al rimpianto altrui.

"Il nuovo studio estende tale risultato - fanno sapere i promotori della ricerca-, ponendo tale meccanismo di risonanza empatica al centro delle modalità di apprendimento sociale attraverso l'interazione con gli altri". "Non solo le emozioni di rimpianto (e sollievo) vissute in prima persona, ma anche quelle vissute dagli altri e nelle quali ci 'specchiamo' – aggiungono gli studiosi -, influenzano la nostra scelta successiva. Nella specificità dell’esperimento a essere influenzata è la nostra propensione a rischiare, che diminuisce dopo aver osservato l'altro provare rimpianto per avere perso denaro a causa di una scelta azzardata, e aumenta dopo aver osservato l'altro provare rimpianto per una scelta conservativa".

Un classico fenomeno di "influenza sociale", secondo Canessa, che viene però per la prima volta tracciato con precisione in termini di attivazioni neurali e che agisce in maniera specifica per i diversi tipi di apprendimento: "Quando dagli altri impariamo a rischiare di più, infatti, lo facciamo mediante il nucleo caudato e la corteccia parietale posteriore (coinvolti in elaborazioni 'fredde e razionali' relative ai possibili esiti delle scelte, per esempio in termini di valore atteso)". "Quando, al contrario, dagli altri siamo influenzati a rischiare di meno o a non rischiare affatto – prosegue Canessa-, lo facciamo mediante la corteccia orbitofrontale e l'amigdala (che attribuiscono un valore emotivo negativo al rimpianto anticipato) e, degno di nota, la corteccia somatosensoriale e la materia grigia periacqueduttale (strutture coinvolte, rispettivamente, nei meccanismi di percezione e modulazione del dolore – il dolore per le conseguenze di una decisione troppo rischiosa)".

Conoscenze non solo al servizio degli addetti ai lavori, ma utilizzabili persino per le dinamiche di accadimenti sociali: "La comprensione dei meccanismi neurobiologici dell'influenza sociale sulle decisioni economiche in condizioni di rischio – spiega Motterlini - promette di rendere conto di fenomeni che riguardano i mercati finanziari come l' 'effetto gregge' e le 'bolle speculative' ".

Non a caso, fa notare lo studioso, "questo modello di apprendimento attraverso le decisioni altrui si applica infatti anche in borsa, proprio attraverso il meccanismo che vi consente di imparare da scenari ipotetici facendovi sentire tutta la spiacevole differenza tra il guadagno presente e il guadagno che sarebbe potuto essere". "Quanto maggiore questa distanza, tanto maggiore il rimpianto, e tanto più fortemente influenzata sarà la scelta di investimento successiva, che si 'adatterà' in questo specifico senso al flusso e riflusso del mercato".

Queste le dinamiche che ci spingono, dunque, a comprare quando i mercati salgono perché non possiamo rimpiangere di esserne stati fuori; la bolla scoppia e corriamo a vendere, perché non possiamo rimpiangere di esserne stati dentro. "Un effetto rafforzato dal fatto - documentato qui per la prima volta a livello di correlati neurali - che quando prendiamo decisioni di investimento – conclude Motterlini -, il confronto non è solo con quanto avremmo potuto guadagnare (o perdere) noi stessi, ma anche con quanto stanno guadagnando (o perdendo) gli altri ai quali ci rapportiamo".

Ultimo dato curioso sottolineato dai ricercatori, quello che vede le donne "apprendere socialmente" meglio degli uomini, soprattutto quando si tratta di rischiare di meno, in maniera proporzionale al loro livello di empatia, là dove già di si era visto in passato che il rimpianto altrui "risuona" in maniera più forte proprio nel cervello femminile

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- Università Vita-Salute San Raffaele di Milano