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Mutilazioni genitali femminili: firma un petalo di rosa' per dire 'stop'

È la campagna presentata il 25 novembre dal ministro Mara Carfagna e dal vice presidente del Senato Emma Bonino. Fino al 10 dicembre si potrà a firmare la petizione per chiedere all'UE l'adozione di una direttiva in materia.

» Donne Aura De Luca - 03/12/2010

Ottomila firme al giorno, tante quante sono le bambine che in media rischiano di subire mutilazioni dei genitali femminili (MGF) nel mondo, pari a 3 milioni l'anno. Una petizione globale per dire 'no' a questa pratica sulle donne, ma anche per chiedere alla Commissione e al Parlamento europeo la definizione di una strategia concreta ed efficace sulle MGF. È questo l'obiettivo della grande maratona 'Stop MGF' (nella versione inglese End FGM - Female Genital Mutilation -) che correrà sul web fino al prossimo 10 dicembre, Giornata mondiale per i diritti umani, e che è possibile sottoscrivere entrando nel sito 'End FGM'. Promossa da Amnesty International Irlanda in collaborazione con 14 Ong europee impegnate nel promuovere l'abbandono di questa usanza, in Italia la campagna è condotta dall'Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos),  in collaborazione con la sezione Italia di Amnesty International.

Nel nostro Paese la petizione è partita il 25 novembre scorso, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, con la firma di un petalo di rosa da parte del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, e del vice presidente del Senato, Emma Bonino. Simbolo della campagna  'End FGM', infatti, è una rosa con i petali cuciti, metafora del clitoride mutilato, che Nawal Saadal, scrittrice e medico egiziana, aveva portato per la prima volta, nei primi anni '80, al movimento delle donne della 2a Conferenza internazionale di Copenaghen. Attualmente il fenomeno delle mutilazioni dei genitali femminili è diffusa in 28 paesi dell'Africa Sub-Sahariana, in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente, e in alcune comunità dell'America Latina, ma riguarda anche circa 500mila donne e ragazze oggi residenti in Europa. Si stima, infatti, che siano 180mila le bambine europee che rischiano di subire questa pratica. Sono invece 130 milioni nel mondo le donne che invece le mutilazioni dei genitali femminili le hanno subite, di cui 500mila vivono in Europa, 39mila in Italia. La petizione, dunque,  ha lo scopo di richiedere un impegno organico e coerente da parte delle istituzioni dell'Unione Europea finalizzato all'adozione di una direttiva (o di una risoluzione del Consiglio) che intervenga in cinque aree prioritarie:

1. Raccolta dati a livello europeo per mappare l'incidenza del fenomeno e misurare i progressi di abbandono della pratica.

2. Inserimento della prevenzione delle MGF nelle iniziative europee sulla violenza contro le donne.

3. Adeguata assistenza sanitaria e socio-psicologica per le donne che hanno subito tali lesioni.

4. Inserimento delle MGF come persecuzione di genere in modo da poter usufruire del diritto d'asilo.

5. Inserimento della prevenzione di MGF nelle iniziative di cooperazione allo sviluppo UE in Africa. 

LINK  PETIZIONE ON-LINE
- Chi lo desidera può firmare entrando nel sito 'End FGM'

LEDDI E DECRETI
- Legge 09/01/2006, n.7
- Decreto del 17/12/2007

MATERIALI INFORMATIVI SULLE MGF
- End fgm: a strategy for the Eu Institutions (pdf inglese)
- Conoscere per prevenire (Aidos)
- Mutilazioni genitali femminili (Aidos)

LINK
- End FGM
- Centri Mutilazioni Genitali Femminili sul sito della Salute 
- Dipartimento per le pari opportunnità 
- Aidos
- Amnesty international