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Tax credit e tax shelter: intervista al presidente dei produttori Anica Riccardo Tozzi

Un provvedimento "che serve come l'ossigeno", e che se dovesse scadere definitivamente "sarebbe una specie di scherzo".

» Cronaca Cinema Laura Croce - 25/10/2010

Gli sgravi fiscali - il credito d'’imposta e la detassazione degli utili - sono misure volte a incentivare gli investimenti in produzione cinematografica e a sostenere lo sviluppo di una vera e propria industria, alimentata non solo dal reimpiego degli utili conseguiti con la realizzazione di un film, ma anche dalla capacità di attirare i capitali di soggetti che normalmente non operano nel campo dell'audiovisivo (il cosiddetto tax credit esterno).

In uso da tempo in diversi Paesi europei, Gran Betragna in primis, questa forma di sostegno pubblico è entrata in vigore nel cinema italiano solo di recente, riscuotendo tanto successo da convincere diversi operatori del settore della sua centralità rispetto al finanziamento diretto dei film da parte dello Stato tramite il FUS. Ecco perché tra le categorie che seguono da vicino l'occupazione della Casa del Cinema di Roma, portata avanti dai 100autori, quella forse più interessata sono i produttori di cinema e di audiovisivo, il cui lavoro sembra essere stato letteralmente congelato dal mancato rinnovo del provvedimento fiscale da parte del Governo. Lo abbiamo chiesto a Riccardo Tozzi, non solo produttore di Cattleya ma anche presidente della categoria presso l'Anica, l'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali:

Riccardo Tozzi, era necessaria l'’occupazione della Casa del Cinema?
"Diciamo che si tratta di un'’iniziativa che riteniamo comprensibile e utile, perché c'è una situazione di grande tensione per il mancato rinnovo del tax credit, su cui non si hanno notizie. Questo provvedimento serve come l’ossigeno per mantenere la crescita del cinema italiano che si è registrata negli ultimi anni. Il che provoca anche un conseguente ritardo nell'esame degli strumenti sostitutivi da mettere in atto a seguito della riduzione del FUS. Finché non viene approvato il tax credit tutto rimane bloccato e quindi fare pressione affinché il Governo acceleri il confronto su questi temi è fondamentale. Il ritardo nell'approvazione del tax credit è del tutto incomprensibile".

Un ritardo che rischia di minare tutta la produzione audiovisiva.
"Sì, la questione è urgentissima perché in questo momento sostanzialmente la produzione è ferma. Il cinema italiano in questi ultimi anni è stato capace di dar vita a film importanti che hanno riscosso successi sia in Italia che all’estero, ma molte delle pellicole di maggior rilievo in questo momento sono bloccate perché hanno bisogno del tax credit". 

Quali sono gli obiettivi dell'occupazione?
"Itanto preciso che l'Anica non partecipa all'occupazione, però i produttori sono d'accordo con la maggior parte delle cose che sono state dette nella relazione di Stefano Rulli dei 100autori. Di sicuro siamo favorevoli a organizzare delle mobilitazioni, anche con i sindacati, per fare pressione sul Governo con la massima energia".

Le categorie del cinema sono unite rispetto a questo obiettivo?
"Stiamo appunto mettendo in piedi un'azione con i sindacati, che non è solo di mobilitazione ma un progetto , che nasce intorno al rinnovo dell’accordo contrattuale con le troupe cinematografiche e televisive, e che vuole ampliarsi per affrontare anche il tema degli investimenti e della delocalizzazione. Con i sindacati stiamo dunque lavorando su un'iniziativa comune che certamente condivideremo anche con gli autori. Ci sono piccole differenze su punti più apparenti che reali, ma nella sostanza mi pare ci sia un accordo generale".

Rimanete dunque anche concordi sull’opportunità di un sistema come il tax credit che ha rivoluzionato il finanziamento pubblico al cinema?
"Mi pare che su questo tema ci sia un accordo più che trasversale. Non c'è nessuno al momento che non ne capisca l'importanza e che non lo metta al primo posto nella lista delle proprie rivendicazioni, non fosse altro per motivi d'urgenza. Tra l'’altro il tax credit esterno, quello più interessante che mobilita le risorse degli investitori non appartenenti al settore del cinema, è entrato in vigore a giugno. Se dovesse scadere a dicembre sarebbe una specie di scherzo, non un provvedimento di legge".