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Inps: che fine faranno le pensioni dei precari?

La rete in rivolta contro il presidente dell'Istituto di previdenza Mastrapasqua per una sua frase: "Se dovessimo dare la simulazione previdenziale ai parasubordinati, rischieremmo la rivoluzione". Non ci sono soldi per gli atipici? E i loro contributi?

» Previdenza Ulisse Spinnato Vega - 14/10/2010
Titolo: Il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua

Un terribile segreto o uno spaventoso equivoco? Lo scorso 6 ottobre Antonio Mastrapasqua, presidente Inps, fa capolino sul Corriere della Sera con la seguente frase: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale". In altre parole, non ci sono soldi per i precari e i loro contributi servono soltanto a pagare le pensioni di oggi. Ma se lo diciamo in giro, scoppia la rivoluzione.

LA RIVOLTA DELLA RETE. La dichiarazione, rilasciata a un convegno dell'Ania, non ha risonanza sui grandi media e sfugge all'opinione pubblica che vive nel mondo reale. Al contrario, il web è attento e lancia l'allarme. Il tam tam prende corpo in poco tempo ed ecco che si diffonde un panico misto a smarrimento, indignazione e rabbia. Qualcosa di tremendo viene tenuto nascosto alle persone che lavorano senza certezze e sono iscritte alla gestione separata Inps? Il sistema previdenziale non sarà in grado di offrire loro nemmeno uno straccio di pensione?

"PROPRIO UNA BELLA SORPRESA". In rete parte la rivolta contro l'istituto. Agoravox, per esempio, cita un pezzo che compare su Mazzetta.splinder.com: "I precari, tenuti all'oscuro o troppo occupati a sopravvivere, difficilmente noteranno la dichiarazione di Mastrapasqua al Corriere della Sera e i media sembrano proprio intenzionati a non rovinare loro la sorpresa. Proprio una bella sorpresa".

LA RETTIFICA DI MASTRAPASQUA. Il bailamme monta e a un certo punto il numero uno Inps è costretto a intervenire per salvare il salvabile: "Attualmente sul sito dell’istituto possono calcolare i valori ufficiali del trattamento solo le persone che entro i dodici mesi successivi raggiungono il diritto al pensionamento. Questo è l’unico servizio che l’istituto fa". Insomma, secondo Mastrapasqua l'unico discrimine è quello temporale e il servizio informatico non tratta in modo diverso subordinati e parasubordinati.

LA GESTIONE SEPARATA. Sarà vero? Intanto siti internet, blog e forum continuano a gettare benzina sul fuoco. Anche la corazzata telematica di Beppe Grillo scende in campo con una moltitudine di interventi da parte dei lettori. La cosa certa, al di là delle polemiche, è che i lavoratori con contratti a progetto o comunque inquadrati da parasubordinati sono soggetti alla cosiddetta 'gestione separata' dell'Inps, che prevede un'aliquota di contribuzione al 26.72% sul reddito, di cui due terzi a carico del datore di lavoro e un terzo a carico del lavoratore.

SOTTO LA PENSIONE MINIMA. Si tratta di un meccanismo contributivo che probabilmente garantirà trattamenti previdenziali, in media, al di sotto di una pensione minima. Se non sarà la fame assoluta, dunque, sarà qualcosa che le assomiglia molto. L'Inps dichiara di avere i conti in ordine e insiste sulla sostenibilità del sistema. Il problema è che per gli atipici restano gli spiccioli. E si spera che almeno quelli non svaniscano nel nulla.