Cultura e Spettacoli » Arte » Mostre

Risorgimento, dalla ricerca della libertà agli ideali traditi

Il periodo delle Guerre d'Indipendenza è da sempre uno dei più controversi della nostra Storia, a 150 anni dall'Unità viviamo ancora in un'Italia a pezzi.

» Mostre Francesco Amorosino - 14/10/2010

Il rapporto di noi italiani con la Storia è davvero curioso: sembriamo amarla, eppure la deridiamo, la citiamo quando ci fa comodo e la dimentichiamo presto se non ci piace, diciamo di essere orgogliosi dei nostri antenati, eppure lasciamo che la loro memoria si perda. La Storia è soltanto un vago ricordo legato ai tempi della scuola, a quelle lezioni che bene o male tutti tendiamo a dimenticare, perché legate alla noia, a pagine di libri imparate con svogliatezza. Ecco che il Risorgimento, ad esempio, diventa un raccontino memorizzato soltanto per un'interrogazione, svanito dopo aver ottenuto una sufficienza.

C'è anche chi, però, ama ricordare quel fatidico periodo storico, che si dispiega tra il 1815 e il 1870 (anche se il parere degli esperti non è concorde) e che culmina nell'Unità d'Italia del 1861 e nella Breccia di Porta Pia del 1870, e lo immagina come una grande avventura che trasuda profonda delusione. Delusione per l'ideale di un'Italia unita non solo sulla mappa geografica, ma anche nei valori, nei sentimenti e nello spirito di tolleranza e libertà, un'idea che stride con la realtà odierna dei fatti, in una Penisola lacerata da infiniti contrasti sociali e politici. 

Si tratta di una delusione che non nasce oggi, ma che è figlia stessa dei moti e del processo di unificazione sotto lo stendardo tricolore, è la delusione, ad esempio, dei contadini del Sud, che in quel grande processo storico avevano visto una speranza di un riscatto mai arrivato, rimanendo nella fame e nella povertà di sempre. L'Italia era unita, ma le differenze esistenti precedentemente continuavano a pesare. 



È già qualche anno che freme l'eccitazione, soprattutto negli ambienti politici, per il grande evento del prossimo anno, le celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia, festeggiamenti per cui si prevedono spese da capogiro e un numero di eventi piccoli e grandi talmente elevato da risultare impossibile da elencare. L'ipocrisia di cui già si riempiono le bocche di governanti e governati, pronti ad esultare per una nazione che dopo un secolo e mezzo ancora non ha capito cosa significhi unità, è però stata abilmente stemperata già quest'anno da alcuni eventi che sottolineano le luci e le ombre di quegli anni così importanti per tutti noi.

Prima fra tutte, la grande mostra ospitata dal 6 ottobre al 16 gennaio 2011 presso le Scuderie del Quirinale, luogo simbolo dell'unità del nostro Paese, ha la capacità di immergere lo spettatore in un lungo viaggio attraverso i fatti più importanti di quell'epoca storica. '1861. I pittori del Risorgimento' non indugia in facili trionfalismi, ma evidenzia il cammino sofferto che ha portato alla nascita del Regno d'Italia, frutto di sacrifici, sangue, dolore, battaglie e della morte di centinaia di piccoli e grandi eroi, spesso dimenticati. 



La mostra conduce i visitatori dai moti del 1948 con la Prima Guerra d'Indipendenza, attraverso
la Guerra di Crimea del 1853-56, fino alla Seconda Guerra d'Indipendenza, con la Spedizione dei Mille di Garibaldi e la proclamazione dell'Unità d'Italia nel 1861. Il percorso continua con il grave episodio dell'Aspromonte del 1862 e con la Terza Guerra d'Indipendenza, con l'annessione del Veneto e poi la Breccia di Porta Pia del 1870. Nomi, date, luoghi che accendono luci nella nostra memoria, rievocando opere liriche, canzoni e racconti.

Quella delle Scuderie, seppure la più maestosa, non è l'unica mostra che Roma dedica al Risorgimento, complice quest'anno la ricorrenza dei 140 anni della Breccia di Porta Pia. Interessante e quasi complementare alla mostra alle Scuderie è quella ospitata dal rinnovato Palazzo Braschi, 'Il Risorgimento a colori: pittori patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo', dove si possono ammirare artisti presenti anche nella prima mostra, oltre che una ricca sezione di interessanti opere su carta. 



Il Museo di Roma in Trastevere, invece, punta su un diverso mezzo di espressione con 'Il Risorgimento dei Romani. Fotografie dal 1849 al 1870', presentando scatti che ritraggono una Roma prima spettatrice di ciò che stava accadendo in Italia e poi protagonista assoluta. Curiosa e degna di una visita è la piccola esposizione che permette di rivalutare una struttura di un piccolo gioiello, il Museo Barracco. Il percorso illustra la vita del collezionista di cui porta il nome, che oltre ad essere un amante della scultura antica è stato patriota, finanziatore di Garibaldi e deputato del primo Parlamento dell'Italia unita.

Anche fuori della Capitale sono pronte varie mostre dedicate all'Unità d'Italia, in particolare, quelle che iniziano ad ottobre sono due. Livorno, città natale di tanti garibaldini, dedica all'Eroe dei due Mondi una mostra in occasione dei 150 anni della Spedizione dei Mille: 'Giuseppe Garibaldi e i Mille: dalla realtà al mito', presso il Museo civico Giovanni Fattori - Villa Mimbelli. Fuori dal coro la mostra torinese 'Dalla Storia alla Satira', ovvero 'Da Cavour ad Andreotti. Dalla mafia alle mafie. Dalla Monarchia alle Repubbliche', esposizione ironica e dissacrante ospitata nella Sala sotterranea delle Sezioni riunite dell'Archivio di Stato di Torino. 

Tante le occasioni, insomma, per incontrare la storia attraverso pezzi d'arte e cimeli, testimonianze di tempi che sentiamo tanto vicini e tanto lontani, per riscoprire ciò che c'è di buono e di marcio in questa nostra Italia, unita e spezzettata, e per ritrovare, forse, il giusto spirito patriottico che non vuole essere una chiusura nel proprio Stato contro gli altri, ma un sentimento che ci faccia scoprire ciò che ci unisce anche a livello sovranazionale. Si sa, però, che gli italiani hanno la testa dura e ci vuole tempo per fargli cambiare idea. D'altronde Massimo d'Azeglio l'aveva detto subito dopo l'unificazione: "Abbiamo fatto l'Italia. Ora dobbiamo fare gli italiani". Ecco, 150 anni dopo c'è ancora molta strada da fare.


LINK:
- Cronologia del Risorgimento