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"Green Jobs", cifre e prospettive sul reale potenziale occupazionale

Oltre ai dubbi dei sindacati europei, è poco chiaro quanto i lavori verdi saranno accessibili a donne e giovani. La Consigliera di parità del ministero del Lavoro rassicura e annuncia percorsi di orientamento in questo settore per giovani e donne.

» Cronaca Lavoro Silvia D'Ambrosi - 13/10/2010

L'economia verde farà perdere posti di  lavoro, di qui una certa diffidenza da parte dei sindacati europei nel sostenere le professionalità di questo settore. Ma il pacchetto dell'Unione Europea su 'Clima ed Energia' adottato nel dicembre 2008, pone l'obiettivo della riduzione dei gas serra e l'incremento del 20 per cento delle energie rinnovabili entro il 2020. E se l'economia verde, come i sindacati temono, farà perdere posti di lavoro, urge ridurre le emissioni se si vuole favorire la nascita di professioni verdi.
 

L'opinione corrente è che l’economia verde sarà in grado solo di creare posti di lavoro qualificati. La Commissione europea obietta, invece, che l'era dei lavori verdi, se adeguatamente sostenuti, potrà rivoluzionare il mercato del lavoro non diversamente da quanto avvenuto venti anni fa con i computer.
 

Sembra infatti assodato che i cambiamenti climatici, nel lungo periodo, danneggino l'economia, e poiché la mancanza del lavoro è l'emergenza principale di questi anni (ben 2 milioni di persone hanno perso il posto di lavoro solo in Italia), partire dalla salvaguardia dell'ambiente per rilanciare l'economia, appare, oggi, una strada obbligata, già  intrapresa da alcuni paesi, e che ha portato alla creazione di nuovi posti di lavoro non solo per le alte professionalità, ma anche per le medie e basse. 

È per fugare ogni dubbio che la Commissione europea pubblicherà a breve un documento ufficiale sui lavori verdi volto ad affermarne in modo inequivoco la loro futura centralità. Sul fronte italiano occorre individuare i bisogni occupazionali di tipo ambientale. È un compito che si è posta, in un’articolata relazione, la Consigliera Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro, Alessandra Servidori. 
 

L'ANALISI SI ARTICOLA IN DIVERSE FASI. Innanzitutto bisogna reperire precise informazioni sulle risorse economiche nazionali e comunitarie. Occorre, poi, individuare i profili professionali richiesti, le possibili partenership, e gli incontri nelle scuole e nelle università, dove motivare adeguatamente gli studenti, ma, soprattutto, i docenti. Poi, ancora, incontri internazionali, per raggiungere un vasto uditorio, sensibilizzare il mondo delle imprese, quelli sindacale e politico. Alcuni profili professionali nell’ambito del 'lavori verdi' già esistono: ingegneri e chimici ambientali, tecnici, installatori, ma anche a tutta una serie di professionalità collegate, come i contabili, i supervisori e così via.
 

LE CIFRE. I dati previsionali sono eloquenti. Da qui al 2020  sono previsti 9mila nuovi posti di lavoro solo al Sud, 12mila a livello nazionale, 60mila 500 includendo quelli indiretti e temporanei. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha messo in evidenza che, al livello mondiale, le previsioni lavorative nel settore entro il 2020 sono di 100mila occupati solo nell'eolico, e 600mila 300 nella filiera del fotovoltaico. In Italia, secondo il SES (International Solar Energy Society), l'impatto occupazionale sarà fra i 60mila e i 70mila nuovi addetti.
 

Nel nostro paese il settore più promettente sembra l'eolico, e, in questa ottica, la Consigliera Nazionale di Parità ha offerto al Sottosegretario alle Attività Produttive Saglia un tavolo per realizzare un percorso (lavori verdi e rosa) con il GSE, le parti sociali, la stessa Consigliera per sviluppare un partenariato capace di intervenire nelle aree interessate, specie al Sud, e creare percorsi di orientamento lavorativo, in questo settore, per giovani e donne. In effetti lo sviluppo di impianti eolici in alcune regioni del Sud, è stato vorticoso negli ultimi anni, non altrettanto incoraggiante, invece, la provenienza degli investimenti nel settore che purtroppo, come hanno fatto rilevare alcune recenti indagini giornalistiche e alcune procure, appare già infiltrato dalla malavita.
 

Il CESE (Comitato Economico Sociale Europeo) sostiene che le possibilità di sviluppo sono notevoli, se si considera che non solo gli addetti strettamente collegati alla Green Economy, ma anche quelli dell'indotto, sono ora in Europa il 17 per cento della forza lavoro. L'ISES ha fatto, a sua volta, una stima di quanto lavoro possano creare le rinnovabili nel nostro paese: già oggi gli occupati nell'indotto verde sono 50-55mila, con un investimento di circa 67milioni 500mila euro, di qui al 2020 potrebbero arrivare a 200mila. Cifre non risolutive dei problemi occupazionali del paese, ma significative soprattutto se inquadrate in un'ottica di lungo periodo.
 

LA NON PARITA' UOMINI-DONNE. I dati ISTAT fanno notare un trend significativo relativo al lavoro femminile: se l'occupazione femminile è raddoppiata tra il 1993 e il 2006 (dal 12,7 per cento al 24,7 per cento) si rileva come le donne impiegate nei lavori verdi abbiano meno garanzie degli uomini a fronte di maggiori competenze. La Consigliera auspica una maggiore diffusione della cultura del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale per poter sia riqualificare il mercato del lavoro, sia gli stessi lavoratori, e approntare nuovi servizi dedicati all'energia, con l'accompagnamento di un credito adeguato e, naturalmente, la cooperazione con le facoltà universitarie.
 

Da parte sua il ministero del Lavoro, preso atto delle potenzialità del settore nello sviluppo dell'occupazione sia giovanile sia femminile, ha approntato due piani: il Sacconi-Gelmini e il Sacconi-Carfagna, che vanno proprio nella direzione della valorizzazione delle professionalità sin qui indicate. Il primo piano consentirà ai giovani di fare precocemente scelte consapevoli con la ristrutturazione dell'istruzione tecnico/professionale, alternando esperienze di scuola/lavoro, rilanciando i contratti di apprendistato, ripensando all'università come più professionalizzante e più vicina alle attività  produttive. 

Non mancano le critiche a questa impostazione, ritenuta un eccesso di "pragmatismo", finalizzata come è alla produttività e meno attenta alla formazione globale dell'individuo. Altri, invece, e fra questi naturalmente il governo, vedono nella frattura creatasi nel tempo fra istituzioni educative e imprese un distacco che ha generato sia l'uscita precoce dei giovani dal sistema educativo, sia il loro ingresso tardivo nel mondo del lavoro. Intanto, i mestieri verdi hanno creato già una rete collaborativa on-line, una sorta di Facebook,  che diffonde, con il passa parola, scelte di progetti condivisi e offre, con alcuni motori di ricerca, la possibilità di cogliere offerte di lavoro del tipo “green jobs” nel campo delle energie rinnovabili, dell’edilizia ecologica, della mobilità sostenibile.
 

Il secondo piano operativo integrato per l’occupazione femminile prevede azioni politiche integrate per il lavoro femminile con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, aziende, sindacati, le stesse lavoratrici. Qui, una delle linee tracciate riguarda proprio i lavori verdi che le donne possono intraprendere mediante accordi di cooperazione strategica a livello locale, il che vuol dire una vera programmazione da sviluppare sul territorio, in sostanza una valutazione degli sviluppi possibili all'interno del sistema locale, in relazione al lavoro dei giovani e delle donne.
 

Tra gli obiettivi che la Consigliera nazionale di parità individua sia a livello nazionale sia a livello comunitario, la formazione di una rete italiana per lo scambio di informazioni, soprattutto per conoscere la situazione di donne e giovani attivi nella ricerca, nei settori delle energie rinnovabili, nei lavori verdi, e così via; la promozione della ricerca con l’organizzazione di convegni sui 'green jobs'; la partecipazione di ricercatrici italiane e di giovani ricercatori ad iniziative a livello internazionale.
 

LINK
Consigliera Nazionale di Parità
GSE, Gestore Servizi Energetici
ISES, International Solar Energy Society