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Salvador Dalì: Milano riscopre il sogno

Oltre cinquanta opere per la grande retrospettiva dedicata al maestro del Surrealismo: tra le sorprese la sala Mae West e i materiali preparatori del cartone animato realizzato insieme a Disney.

» Mostre Francesco Amorosino - 04/10/2010

Occhi come due quadri che osservano i loro spettatori, un naso come un mobile stravagante capitato lì per caso ma necessario a far sì che l'insieme funzioni, una tenda d'oro a incorniciare di capelli il viso e poi quel divano rosso, sensuale, con quelle curve a ricordare due labbra carnose. Si tratta di una delle opere più amate di Salvador Dalì: la sala Mae West che attraverso un gioco ottico ricrea il ritratto della popolare attrice degli anni Trenta e Quaranta. Di solito esposta al museo di Figueras, in Spagna, in questi giorni è uno dei pezzi forti della retrospettiva dedicata al genio del Surrealismo in scena a Palazzo Reale a Milano.

Non si esagera probabilmente a definirla la 'mostra evento' di questo autunno, tanto da aver già attirato nella prima settimana di apertura migliaia di visitatori grazie alla qualità delle opere in catalogo e a un nome, quello di Dalì, che sempre suscita attenzione, passione o anche disprezzo. Il pittore catalano, infatti, è da sempre una figura controversa e di difficile collocazione, ma proprio per questo ricca di fascino. Maestro nel trarre dai sogni la sua ispirazione, nelle tele, nelle sculture, nei film riesce ad accostare elementi sovrannaturali e spirituali a oggetti comuni e poco considerati in pittura, rendendo così magica qualsiasi cosa su cui il suo sguardo si è posato. 

Dematerializzazione del naso di NeroneLe sue opere hanno sempre molti livelli di lettura e il suo stile che tende alla perfezione manieristica risulta facile da comprendere anche per i meno avvezzi all'arte moderna. L'immaginario di Dalì è vastissimo e fatto di elementi ricorrenti che gli estimatori sanno subito individuare: le carni molli, le formiche, il pane, solo per citare le più semplici, hanno tutte una precisa funzione e nei quadri non mancano mai profondi significati. Eppure il ricondurre tutto alla dimensione del sogno rende digeribili le sue complicate composizioni anche alle menti meno preparate.  

A Milano sono esposte fino al prossimo 30 gennaio oltre 50 opere giunte prima di tutto dalla  Fondazione Gala-Salvador Dalí di Figueras, ma anche da importanti musei nazionali e internazionali quali il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, il Dalí Museum di St. Petersburg in Florida, il Boijmans Museum di Rotterdam, l’Animation Research Library dei Walt Disney Animation Studios di Burbank in California, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Mart di Rovereto e i Musei Vaticani. L’allestimento è curato dell’architetto Oscar Tusquets Blanca, amico e collaboratore di Salvador Dalí e coautore della sala Mae West e del famoso sofà Dalilips.

La mostra intitolata 'Il sogno si avvicina', pone l'accento sul rapporto tra l'artista spagnolo e il tema del paesaggio, ma estende i suoi rami in altri settori, approfondendo la ricerca artistica di Dalì soprattutto negli ultimi anni, quando all'anarchia della giovinezza si sostituiva il misticismo, la spiritualità e la fede della maturità. Un processo che accosta Dalí alla pittura rinascimentale italiana, al Surrealismo e alla Metafisica, e che, secondo il curatore Vincenzo Trione, porta il pittore dal caos dell’inconscio al silenzio. 

La mano di Dalì toglie il vello d?oro a forma di nuvola per mostrare per mostrare a Gala l?aurora dorata, completamente nuda, lontanissima dietro il sole, 1977Della sezione dedicata a 'Paesaggi storici: guardare dietro di sé e intorno a sé fanno parte la Stanza dedicata alla Memoria dove è possibile ammirare opere che illustrano il rapporto dell’artista con il passato come 'La Venere di Milo con tiretti', proveniente dal museo Boymansvan Beuningen di Rotterdam, o le tele dedicate a Velaquez. Nella successiva 'Stanza del Male', invece, è illustrato il rapporto dell’artista con la contemporaneità: in particolar modo il tema affrontato è quello legato alla guerra, come nella 'Melanconia Atomica' del Reina Sofia di Madrid e nel 'Visage de la guerre' del Boijmans Museum di Rotterdam. 

Il secondo segmento è dedicato a 'Paesaggi autobiografici: guardare dentro di sé, approfondendo i temi dell'inconscio, dell'introspezione e del sogno, presentando opere legate al periodo surrealista. Nella 'Stanza dell’Immaginario' sono presenti, ad esempio, le 'Tre età' dal Museo di St. Petersburg e la 'Ricerca della quarta dimensione' della Fondazione di Figueras, mentre all’interno della 'Stanza dei Desideri' sarà ricostruita la sala di Mae West. Terza sezione per 'Paesaggi dell'assenza: guardare oltre di sé' in cui Dalì abbandona la rappresentazione della persona umana la cui scomparsa a favore del paesaggio si fa evidente nella 'Stanza del Silenzio' dove spicca un'opera particolare e metafisica come il 'Cammino dell’enigma'. La 'Stanza del Vuoto' è il punto di arrivo dove la pittura del caos si trasforma in pittura del silenzio con scenari segnati da desolanti inquietudini arrivando all'astrazione.

La mostra culmina con un'ultima sezione del tutto speciale in cui si documenta il rapporto tra Dalí e Walt Disney e dove è possibile vedere alcuni dei materiali preparatori dello splendido cortometraggio che i due maestri della fantasia avevano pensato insieme, ma che la crisi economica dovuta alla Seconda Guerra Mondiale costrinse a cancellare. Solo nel 2003 grazie a un recupero da parte degli Studios di Burbank, 'Destino' ha visto la luce. Il cartone animato sarà proiettato per la prima volta ufficialmente in Italia proprio durante la mostra milanese, ma è soltanto il più speciale dei tanti documenti audiovisivi presenti in mostra. Sarà così lo stesso Dalì ad accompagnare lo spettatore all'interno del suo mondo onirico per poi lasciarlo solo alla ricerca di una strada per tornare a una realtà che, è certo, non sembrerà mai così irreale.    


MATERIALI ESPLICATIVI
- Scheda tecnica della mostra
- Scheda catalogo
- Elenco opere
- Pannelli introduttivi
Dalì metafisico
- La stanza del sogno


INFORMAZIONI
Titolo:
'Salvador Dalì'. Il sogno si avvicina
Dove: Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano
Quando: dal 22 settembre al 30 gennaio 2011
Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30, dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30, giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30.
Ingresso: intero  9 euro, ridotto 7,50 euro, ridotto speciale  4,50 euro
Tel: 02.54913
Web: www.mostradali.it