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La pensione arriva prima per chi assiste disabili gravi

In discussione un ddl che prevede il prepensionamento per i dipendenti pubblici impegnati nella cura di un congiunto con inabilità totale e permanente. Liquidazione anticipata del trattamento per lavoratori privati e autonomi iscritti all'Inps

» Previdenza Ulisse Spinnato Vega - 09/09/2010
Fonte: Immagine dal web

Un sostegno alle famiglie con membri disabili: in commissione Lavoro e Previdenza sociale del Senato è in discussione il ddl 2206 che prevede il prepensionamento per i lavoratori impegnati nell'assistenza quotidiana di familiari con gravi handicap.

I REQUISITI. Approvato alla Camera il 19 maggio con voto unanime, il provvedimento propone una disciplina speciale per l'esonero dal servizio dei dipendenti pubblici che curano congiunti con inabilità lavorativa totale e permanente e con necessità di assistenza costante. I richiedenti devono però trovarsi nel corso dei 5 anni precedenti la data di maturazione dell'anzianità contributiva massima (40 anni) oppure devono aver compiuto i 60 anni di età (55 per le donne) e aver maturato almeno 20 anni di contributi.

LE NOVITA'. La domanda di esonero va presentata entro il 2012 e può essere accolta a discrezione dell'amministrazione. Il livello del trattamento economico, per il periodo di esonero, corrisponde al 70 per cento del trattamento complessivamente goduto al momento del collocamento nella nuova posizione. Va detto che la disciplina generale sull'esonero prevede, invece, un trattamento pari al 50 per cento per i dipendenti pubblici. Inoltre, l'attuale normativa non consente la revoca dell’esonero.

LE CATEGORIE ESCLUSE. Il provvedimento non si applica agli insegnanti e ai dipendenti degli enti locali. Ciò ha suscitato le proteste di alcuni sindacati, come la Cgil, che hanno chiesto al governo di ovviare a questa disparità di trattamento (la Camera ha votato un ordine del giorno ad hoc). Palazzo Chigi ha invece accolto un odg del Partito democratico in cui si chiede di estendere i benefici anche ai conviventi (dunque familiari di fatto) di persone con disabilità.

LIQUIDAZIONE AI DIPENDENTI PRIVATI. Il progetto di legge prevede inoltre il diritto alla liquidazione anticipata del trattamento pensionistico ai lavoratori dipendenti privati e a quelli autonomi, iscritti alle relative gestioni Inps, che abbiano congiunti gravemente disabili. La misura è valida in via sperimentale per il triennio 2010-2012 ed esclude i lavoratori della Pubblica amministrazione e i soggetti iscritti a forme pensionistiche obbligatorie non gestite dall'Inps. Anche in questo caso, è necessario aver compiuto il 60esimo anno di età (55esimo per le donne), aver maturato almeno 20 anni di anzianità e aver assistito il familiare disabile per almeno 18 anni continuativi. Il diritto può essere rivendicato da un solo familiare per ciascun disabile, a condizione che questi non sia ricoverato a tempo pieno. Nel caso di handicap congenito o contratto alla nascita, il calcolo dell'assistenza continuativa parte dalla data di nascita.

"DDL DA CORREGGERE, MA INNOVATIVO". Il ddl 2206 deriva dall'unificazione di svariati testi di legge che vertevano sulla stessa materia, a testimonianza della delicatezza del tema e della sensibilità ormai diffusa anche in seno alle istituzioni. Il Coordinamento nazionale delle famiglie di disabili gravi e gravissimi giudica "innovativo" il provvedimento in discussione, perché "per la prima volta in assoluto riconosce il principio ed il valore del lavoro di cura". Certo, le modifiche da apportare non mancano e, infatti, l'associazione fa notare che adesso "il Senato, anche alla luce dell'ordine del giorno votato alla Camera sulla rimozione dell'esclusione di alcune categorie di lavoratori, ha proprio il compito di correggere eventuali falle del provvedimento". 


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