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Autismo: un palmare per superare i problemi comunicativi con i bambini

Ideato dalla cagliaritana Pani, è un software che associa una voce alle immagini che vengono toccate su un display. Nato nel 2007, dopo mesi di sperimentazione presso il Brotzu di Cagliari, è distribuito in Sardegna dietro prescrizione medica.

» Patologie Gianluca Colletta - 14/06/2010

Superare i limiti della comunicazione. Spesso è uno dei problemi più grandi per chi si trova ad interagire con bambini, ma non solo, affetti da autismo o sordomuti. Limiti a volte invalicabili a causa del muro che si para davanti. Ora però la telefonia cellulare corre in aiuto, grazie all'Alternative Literacy with PDA and Augmentative Communication for Autism (Alpaca), un software sviluppato da Sardiniaweb in collaborazione con il centro per l'autismo del Brotzu di Cagliari.

Nato nel 2007, dopo anni di sperimentazione, rappresenta un vero e proprio ausilio sanitario adottato e distribuito, dietro prescrizione, presso alcune strutture ASL della Sardegna. Il dispositivo, dotato di un database di immagini studiate appositamente per l'utilizzo a scopo clinico, ha applicato i principi della Comunicazione Aumentativa Alternativa (settore della pratica clinica che tenta di compensare disabilità temporanee o permanenti di individui con bisogni comunicativi complessi) ai display touchscreen dei telefonini.

Le figure che sono presenti nell'archivio del software vengono combinate con un sintetizzatore vocale, che permette ai più piccoli di esprimersi. Qualcosa di molto simile ai giochi educazionali per bambini molto piccoli, in cui bisogna associare le immagini toccandole su uno schermo. A questo, dopo aver adattato il programma ai palmari, è stata aggiunta una voce che permette la comunicazione.

A ideare e sviluppare il progetto è stata una madre imprenditrice di Cagliari, Raffaelangela Pani. Alpaca è nata quando "ho parlato con una mia cara amica, madre di un bimbo autistico - racconta - è stata lei a spiegarmi le esigenze in merito alla comunicazione. Ho pensato si potesse costruire qualcosa sfruttando le tecnologie digitali, così da aiutare tutte le famiglie che hanno lo stesso problema. Dopo un'indagine con gli esperti del settore, ho capito che mancavano dispositivi semplici e soprattutto economici. Rimboccate le maniche, in qualche settimana abbiamo acceso il primo prototipo".

Da quel momento sono stati necessari sei mesi di sperimentazione. Il modello iniziale è stato perfezionato presso il Centro regionale per l'Autismo dell'Azienda ospedaliera 'Brotzu' di Cagliari, diretta da Giuseppe Doneddu. A seconda delle varie forme di gravità della malattia, dell'età del bambino e della sua capacità di comunicazione, sono stati creati diversi livelli, alcuni molto semplici, altri più complessi.

Grazie al tentativo di sfruttare tutte le competenze relazionali dell'individuo, incluse vocalizzazioni e linguaggio verbale residuo, gesti, segni, come avviene nel campo della Comunicazione Aumentativa, un normalissimo palmare può essere trasformato in uno strumento che rende più rapida e intuitiva l'interazione dei bambini autistici con il mondo esterno. I tempi necessari per scoprire le cause della malattia sono ancora lunghi, ma di sicuro la loro vita, come quella di chi vive loro attorno, sarà un po' meno travagliata.