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Nazionale Italiana: il dopo Lippi si chiama Prandelli

Arrivata l'ufficializzazione il nuovo ct inizierà il suo lavoro alla fine del mondiale di Sudafrica 2010. Contratto di 4 anni. Auguri da Petrucci e dagli ex allenatori della nazionale. È la 48 guida sulla panchina azzurra a 100 anni dalla nascita.

» Calcio Gianluca Colletta - 31/05/2010
Fonte: Immagine dal web

All'inizio erano rumors, voci, sempre più insistenti. Ora l'ufficialità. Dopo settimane di conferme, smentite, segnali dalla Federazione e dichiarazioni di aperture, Cesare Prandelli sarà il nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio italiana. L'ex allenatore della Fiorentina è riuscito a mettere tutti d'accordo, creando un consenso unanime intorno al suo nome.

La sua avventura inizierà alla fine dei Mondiali di Sudafrica 2010. Fino ad allora guarderà la sua prossima squadra dal divano di casa, visto che sull'ambita panchina siederà Marcello Lippi, che lascerà l'incarico. Qualunque sia il risultato finale. Una posizione inedita, che rischia di creare fraintendimenti e smarrimento. Prandelli sarà il ct per l'Europeo, ma non per il Mondiale, quello del futuro, ma non del presente. Le sue scelte saranno differenti da quelle attuali e molti calciatori potranno essere più interessati a far bella impressione su di lui, piuttosto che ascoltare le indicazioni dell'attuale tecnico.

L'investitura arriva con una nota della Figc (la Federazione italiana giuoco calcio), nei cui palazzi c'è stato il grande incontro. "Il presidente Abete - si legge - ha definito, in un incontro che si è svolto a Roma, il contratto con il prossimo Commissario tecnico della Nazionale, dopo la decisione di Lippi di lasciare l'incarico. A Cesare Prandelli la Figc garantirà un contratto di 4 anni. I dettagli dell'operazione saranno definiti nei prossimi giorni. La presentazione ufficiale del nuovo Commissario tecnico avverrà a conclusione dei Campionati del mondo".

Ancora molto da definire quindi. A partire dalla risoluzione del contratto con la società viola. Fondamentali risulteranno poi le scelte in merito allo staff che accompagnerà Prandelli lungo la sua strada, fino ai Mondiali del Brasile del 2014. Dovrà poi iniziare a farsi amarsi dai tifosi di tutta Italia, anche se, dopo il segno lasciato a Firenze, con tutta la città che ancora non ha accettato l'idea di una separazione, non sembra il compito più arduo.

"Ho detto a Prandelli - dice il presidente del Coni, Gianni Petrucci, massima carica sportiva italiana - di aver saputo della sua nomina direttamente dal Presidente Abete e di averne apprezzato la scelta nella convinzione, peraltro comune, che sarà sempre una grande Italia. È un allenatore di valore che ho sempre stimato non soltanto per le sue qualità tecniche ma anche per i valori etici che ha mostrato al di fuori del campo".

Le congratulazioni per la nomina, sono giunte anche dagli ultimi due ct. "La federazione - sottolinea Marcello Lippi - ha trovato la persona giusta. Avevo detto a Natale ad Abete che avrei fatto due anni e poi basta". Gli fa eco Roberto Donadoni: "'Conosco bene Prandelli, mi fa molto piacere per lui. Credo che quella della Figc sia una buona scelta, ha puntato su un allenatore che oltre ad avere qualità tecniche e capacità indiscutibili, è anche una persona simpatica e che piace molto alla gente".

"Cesare ha dimostrato diverse volte, prima con il Parma e poi con la Fiorentina, di essere un grande allenatore e un grande personaggio - ha detto a Sky l'ex allenatore della Nazionale, Arrigo Sacchi, e compagno di avventura nel Parma di qualche anno fa -. Con noi fu bravissimo, arrivarono due quinti posti e lottammo anche per la Champions League. Valorizzò molti giocatori, il mio ricordo tecnico e umano è eccellente. Lo stimo molto e gli auguro le migliori fortune".

Prandelli sarà la 48esima guida della nazionale. Succede a Lippi e Donadoni, ma prima di lui in tanti hanno fatto la storia della squadra più amata dagli italiani, che ha appena compiuto il secolo di vita. Dal 15 maggio 1910 la nazionale era affidata ad una commissione tecnica, che è cambiata 17 volte in 14 anni. Fu dal 1924, con Vittorio Pozzo, che comparve sulla panchina la figura dell’allenatore unico. È dal 1977 però che il commissario tecnico diventa una figura stabile sulla panchina. Ora tocca a lui, continuare la storia e arricchire quella bacheca di 4 Coppe del Mondo e un Europeo, per arrivare in cima ed essere ricordato insieme a gente come Helenio Herrera, Ferruccio Valcareggi, Enzo Bearzot, Lippi e Pozzo. Nomi che rimarranno indelebili nel cuore dei tifosi.