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Pesca: dalla tellina alla seppia, le tavole saranno più povere

Sono una decina le specie che spariranno dai menù degli amanti del pesce. Tra loro anche cannolicchi, latterini, bianchetti, rossetti, zerro e calamaretti. I principali motivi riguardano le limitazioni di pesca dalla costa e delle maglie delle reti.

» Cronaca Natura e Ambiente Gianluca Colletta - 31/05/2010

Addio agli spaghetti con le telline, al nero di seppia o alla zuppa di mare. Sono una decina le specie ittiche che scompariranno dalle tavole degli italiani, se il nuovo Regolamento Mediterraneo dovesse passare così com'è, con conseguente stravolgimento della tradizione culinaria italiana.

Dal Nord al Sud, dal Mar Tirreno all'Adriatico, le nuove regole di pesca interessano specie come la seppia. Per la sua cattura, che avviene prevalentemente in Friuli, Veneto, Emilia Romagna, si utilizzano reti 'a strascico', un sistema che sarà consentito solamente oltre le 3 miglia dalla costa. Ma le specie vietate dall'Unione Europea sono molte. 

Le maglie troppo grandi, perché alcune specie rimangano nelle reti dei pescatori, pongono il problema della cattura del rossetto, che si pesca in Liguria, Toscana, Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Abruzzo, e del bianchetto, diffuso quasi lungo tutte le coste della Penisola. Quest'ultimo fa parte del novellame del pesce azzurro, il piccolo della sardina. Stesso dicasi anche per il latterino, che si trova nel Nord Adriatico.

E poi ci sono il cicerello, che fa parte delle cosiddette pesche speciali catturato in Liguria, Calabria e Sicilia con la sciabica da natante o con reti a circuizione di maglia molto fine da 3 mm, e il calamaretto, che si cattura in tutta Italia, prevalentemente a strascico. Anche in quest'ultimo caso le nuove maglie quadrate da 40 mm sono troppo grandi. E ancora il cannolicchio, pescato in modo professionale con le turbosoffianti, che sono provviste di una draga che penetra per circa 20-25 cm nel fondo del mare vicino alla costa dove vivono.

Infine c'è il zerro. Pesce tipico della Toscana, fa parte della famiglia del pesce azzurro ed è ottimo per le zuppe. Anche lui rientra tra le specie proibite in quanto le reti che vengono utilizzate per la sua cattura sono più piccole rispetto al limite minimo consentito dalla Commissione Europea. I metodi utilizzati per la pesca di queste specie sono illegali dal primo giungo e, di conseguenza sarà impossibile poterli gustare.

Eppure non è detta l'ultima parola. Si sta pensando a delle deroghe, ma sembrano probabili anche dei rinvii. In particolare per le telline, catturate con rastrelli da natante che non potranno più essere utilizzati al di sotto delle 0,3 miglia, habitat ottimale per questo mollusco. Da più parti si pensa che il metodo utilizzato, che non prevede il traino, possa continuare a rimanere in uso, soprattutto per chi lo fa lungo le spiagge.

Provvedimenti che andavano presi, anche a causa dello spopolamento che interessava i nostri mari, ma che lasciano gli amanti del pesce con l'amaro in bocca. Ancora non è chiaro se il regolamento avrà una limitazione nel tempo, ad esempio un fermo biologico che consentirà il ripopolamento. Se così fosse basta attendere un po' per rivedere sulle tavole italiane questi pesci, magari sperando in una maggiore accortezza, per evitare un nuovo blocco delle attività. Di sicuro si dovrà fare molta attenzione per evitare il fenomeno del mercato nero.