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Calcio: tribunale di Milano boccia Conto Tv nella guerra per i diritti

Il contratto tra Lega e Sky rimane valido. Per il giudice "non pare che la tv di Marco Crispino abbia sofferto particolari svantaggi". E i club tirano un sospiro di sollievo: subito 571 milioni di euro, salvi bilanci e iscrizioni al prossimo campionato.

» Calcio Gianluca Colletta - 24/05/2010

Davide non è riuscito a sconfiggere Golia. L'emittente Conto Tv si deve arrendere alla decisione della sezione specializzata su cause di proprietà industriale e intellettuale del tribunale di Milano, nella battaglia legale, che la vedeva contrapposta a Sky, per l'assegnazione dei diritti per la trasmissione satellitare della partite di Serie A delle stagioni 2010-2011 e 2011-2012.

Alla fine la notizia tanto auspicata dal calcio italiano è arrivata. Il ricorso di ContoTv nei confronti del contratto siglato tra Lega calcio e Sky è stato respinto e l'assegnazione del pacchetto Platinum Live alla tv di Rupert Murdoch resta valida. Secondo il giudice Claudio Marangoni,  che ha emesso la sentenza, l'offerta della Lega Calcio per la trasmissione dei campionati di serie A garantisce una sufficiente concorrenza anche agli operatori più piccoli.

"Non sembra - scrive - che Conto Tv, al di là delle differenze di dimensioni finanziarie ed organizzative innegabilmente esistenti rispetto alla concorrente Sky Italia Srl, abbia sofferto particolari svantaggi nella teorica possibilità di accedere al pacchetto Platinum Live per ciò che riguarda in particolare il suo profilo tecnico organizzativo". Allo stesso tempo non si può "ipotizzare un comportamento abusivo da parte del soggetto in posizione dominante'".

Quello che chiedeva l’emittente di Marco Crispino era il congelamento degli accordi in quanto lesivi della libera concorrenza. Infatti la vendita di un pacchetto valido per tutte le società, precludeva la possibilità ad altre emittenti più piccole di concorrere nell'assegnazione dei diritti. Nei mesi scorsi l'emittente toscana aveva vinto un ricorso cautelare dello stesso tipo, ma quella sentenza era stata annullata dalla Corte d'appello che aveva stabilito la competenza a decidere della Sezione specializzata proprietà industriale.

Una sentenza accolta con un sospiro di sollievo, non solo da Sky e Lega, ma anche dalle società di calcio italiane, che rischiavano di veder sfumare un miliardo e 149 milioni di euro. Le conseguenze, se mai fosse stato accolto il ricorso di Conto Tv, sarebbero state catastrofiche. La televisione di Murdoch avrebbe sospeso il pagamento della rata, con i club che avrebbero avuto un mancato introito di 571 milioni di euro, circa il 40% del bilancio previsto. Ciò avrebbe comportato l'impossibilità di un mercato all'altezza delle aspettative dei tifosi, ma anche stipendi non pagati, iscrizioni al prossimo campionato non effettuate e contrattazioni individuali che si sarebbero protratte, nel migliore dei casi, fino alla metà di agosto.

Un giudizio che è stato atteso con preoccupazione e serenità allo stesso tempo dai vertici del calcio italiano. "Siamo convinti - ha sottolineato il presidente della Lega Maurizio Beretta - di avere operato nel rispetto della legge, ora guardiamo con attenzione a quello che può succedere. La vicenda ruota intorno alla richiesta di Conto Tv di sospensione cautelare del contratto". "Ma una sospensione a pochi mesi dalla scadenza dei termini per le iscrizioni ai campionati potrebbe aprire scenari catastrofici. Verrebbero a mancare anche le risorse che il calcio di serie A trasferisce alla B e alle altre serie minori. Sarebbe una catastrofe di cui non si sente il bisogno".

Se non ci fossero stati tempi così stretti, una maggiore concorrenza avrebbe portato indubbi benefici alle società si calcio italiane, con guadagni maggiori per la vendita dei propri diritti. Così non è stato. Qualcuno dice per fortuna, ma appare ormai indubbio che la Lega continui in una politica di vendita stabilita da una legge di circa dieci anni fa, quando il mercato del satellitare era appena nato e non si prendevano in considerazione gli sviluppi futuri.