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Biodiversità, al via la Conferenza per definire la Strategia nazionale

Dal 20 maggio a Roma gli esperti saranno riuniti per definire il piano per preservare la fauna e la flora del nostro Paese. Mentre in tutto il mondo si festeggia la bellezza degli ecosistemi, il 23 apertura straordinaria dei Parchi e delle Aree Marine.

» Cronaca Natura e Ambiente Francesco Amorosino - 18/05/2010

Tra i tanti record del nostro Paese ce n'è uno di cui andare particolarmente fieri: siamo lo Stato europeo con la maggiore ricchezza di biodiversità. Sono 55mila 600 le specie per la fauna (8,6 per cento endemiche), 6mila 711 le specie di piante vascolari (con fusto e foglie), 1.130 le specie di briofite (i muschi), 20mila 931 le specie di funghi, 2mila 323 le specie di licheni, 3mila 219 le specie di alghe d'acqua dolce e marine, secondo i dati del Wwf.

Un patrimonio di animali, piante e piccole creature che rende fertile, accogliente e speciale l'ambiente italiano, sotto lo scacco dell'incuria e della scarsa attenzione che la bestia dominante, l'essere umano, dimostra nei loro confronti. E mentre l'uomo si trincera dietro pensieri quali "c'è tanta gente che sta male, adesso dobbiamo preoccuparci anche degli animali?", sono proprio questi ultimi a farne le spese, insieme ad un intero ecosistema che, non si ricorda mai abbastanza, è tutto ciò che sostiene la nostra vita. Oggi, per fare un esempio, sono a rischio il 68 per cento dei vertebrati terrestri: il 66 per cento degli uccelli, il 64 per cento dei mammiferi e l'88 per cento dei pesci di acqua dolce.

Il 2010 è stato proclamato dalle Nazioni Unite l'Anno internazionale per la biodiversità, ma sono in pochi a saperlo, e solo in questi giorni se ne comincia a parlare. Quasi cinque mesi sono volati via e già incombe il secondo semestre, dove importanti decisioni dovranno essere prese. Tra queste la definizione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, attraverso la quale integrare le esigenze di tutela dell'ambiente e delle creature che vi abitano con lo sviluppo e l'attuazione delle politiche settoriali nazionali, un impegno che l'Italia ha troppo a lungo rimandato, rimanendo l'ultimo dei grandi Paesi europei a non avere un piano concreto a circa dieci anni dall'adozione della Convenzione sulla Diversità Biologica. Non si può attendere oltre, sia perché si avvicina la Convezione sulla Biodiversità delle Nazioni Unite, che si terrà dal 18 al 29 ottobre 2010 a Nagoya in Giappone, sia perché il rischio è di trovarsi senza i paesaggi che fanno della nostra Penisola un luogo unico al mondo.

Numerosi i Capi di Stato che hanno sottoscritto il cosiddetto Obiettivo 2010 che, a livello globale, consiste nel "Raggiungere una significativa riduzione dell'attuale tasso di perdita di biodiversità" entro il 2010, ma che a livello europeo è ben più ambizioso: "Arrestare la perdita di biodiversità" entro tale data. Come spesso accade quando si parla di natura e ambiente, alle parole sono seguiti pochi fatti e l'obiettivo è stato raggiunto solo in parte, per questo è necessario un rinnovato impegno in questo settore. 

Il ministero dell'Ambiente ha dato l'avvio al processo di consultazione predisponendo una prima bozza di strategia da intendere come documento di partenza per il confronto con i portatori di interesse, che sarà discusso durante la Conferenza Nazionale sulla Biodiversità. Quest'ultima si terrà dal 20 al 22 maggio presso l'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma. Sarà articolata in tre tavoli tematici, sui servizi ecosistemici e la prevenzione dei rischi ambientali, sull'adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici, sulla biodiversità, la green economy, l'innovazione tecnologica, e due tavole rotonde su biodiversità e ricerca scientifica e biodiversità, green economy e innovazione.

La strategia parte dai contributi realizzati in occasione del G8 Ambiente Siracusa 2009, e ha iniziato a delinearsi nell'ambito del Progetto 'Verso la Strategia Nazionale per la Biodiversità: i contributi della Conservazione Ecoregionale' realizzato dal ministero coinvolgendo numerosi esperti del mondo scientifico e accademico coordinati dal Wwf Italia.

Proprio quest'ultimo in vista della Conferenza ha diramato un appello perché il governo prenda in mano la situazione e non si limiti a dichiarazioni d'intenti. Per questo l'associazione ambientalista ha chiesto l'approvazione da parte del Parlamento di una 'Legge quadro per la tutela della biodiversità', che sancisca i principi fondamentali per la conservazione della biodiversità ed assicuri norme e provvedimenti utili alla definizione e adozione da parte delle Regioni ed Enti dei Parchi Nazionali di Piani d'Azione per la biodiversità, oltre l'applicazione omogenea ed efficace delle direttive comunitarie per la conservazione della Biodiversità e la promozione, formazione e partecipazione dei cittadini nella tutela del patrimonio ambientale italiano. Il Wwf, inoltre, ha chiesto la costituzione di un 'Fondo per la Biodiversità' da individuare come specifico capitolo di spesa della Legge Finanziaria, per quanto riguarda l'impegno dello Stato, e nei rispettivi bilanci per quanto riguarda le Regioni.

Nei Parchi Nazionali e nelle Aree Marine, il 23 maggio si svolgerà l'iniziativa 'Natura aperta', una giornata di eventi destinata a sensibilizzare il grande pubblico sul tema della conservazione della biodiversità. Tante le iniziative in tutta Italia per mostrare ai cittadini il grande patrimonio di flora e fauna del nostro Paese, sperando non si tratti di un appuntamento speciale, ma segni l'inizio di una rinnovata attenzione verso l'ambiente e la Biodiversità di cui noi non siamo che una minima parte, un po' troppo invadente. 


LINK
-La conferenza nazionale sulla Biodiversità sul sito del Ministero dell'Ambiente
-La bozza della Strategia nazionale
-L'appello del Wwf