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Terra Futura: dal 28 al 30 maggio la VII edizione della mostra convegno

Firenze ospiterà la manifestazione che si pone come obiettivo quello di dare indicazioni forti alle politiche nazionali e internazionali, per imprimere la svolta che da più parti è attesa. "Le comunità sostenibili e responsabili", il tema centrale.

» Cronaca Natura e Ambiente Gianluca Colletta - 17/05/2010

Un laboratorio di idee per promuovere le buone pratiche di sostenibilità. È 'Terra Futura', la mostra convegno internazionale che, dal 28 al 30 maggio, aprirà le proprie porte, presso la Fortezza da Basso a Firenze, a testimonianze, progetti e prodotti per un cambiamento globale possibile.

'Le comunità sostenibili e responsabili' sarà il tema della sua VII edizione. L'ecovillaggio costruito dai cittadini terremotati dell'Abruzzo e il cohousing sono alcuni degli esempi con i quali si vuole cercare di dare più qualità alle relazioni e alla vita delle persone e ribadire la necessità, divenuta improrogabile, di una svolta. Non solo le scelte degli amministratori locali, nazionali e internazionali, ma anche nel modo di pensare, di fare economia e di vivere.

Un modo per dare voce e diffondere quei progetti e quei modelli già esistenti, ma che troppo spesso vengono ignorati nelle scelte che contano. Un coro univoco, capace di tessere le esperienze più diverse delle anime che danno vita dal 2004, a questa iniziativa, nata dalla collaborazione tra la Fondazione culturale Responsabilità etica Onlus per il sistema Banca Etica, la Regione Toscana e partners quali Acli, Arci, Caritas Italiana,Cisl e Legambiente.

Al centro di 'Terra Futura' ci sono le realtà locali e la realtà globale, il presente e il futuro, per dare speranza e prospettive alle prossime generazioni che abiteranno il pianeta. In questi tre giorni si cercherà di mostrare il fitto panorama di buone pratiche esistenti, siano quelle di 250 famiglie, di imprese, associazioni o cittadini che uniscono le proprie forze contro la mafia. L'evento farà anche da cassa di risonanza a campagne nazionali e internazionali che si propongono di lottare contro la povertà, di contrastare la privatizzazione dell'acqua, ma anche progetti di cooperazione e di aiuto allo sviluppo delle aree più disagiate del pianeta.

Per fare tutto ciò, un fitto calendario di appuntamenti. Ci saranno oltre 600 aree espositive, 5mila enti rappresentati, 200 eventi culturali, 800 relatori chiamati a parlare. E ancora, 250 tra laboratori e spettacoli, cui vanno aggiunte 40 presentazioni di libri. Numeri sempre più importanti, capaci di richiamare, nel 2009, circa 87mila visitatori.

Tra gli spunti che saranno dibattuti, quello della legalità e della lotta alle mafie, con la testimonianza di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, quello della Finanza etica, per evitare il ripetersi di crisi o situazioni come quella che sta affliggendo la Grecia, o della lotta ai cambiamenti climatici. Ma anche temi inerenti l'agricoltura e la sostenibilità, la responsabilità sociale d'impresa, l'informazione o l'anno internazionale della Biodiversità.

Non si tratta di valutare la qualità di un prodotto, ma trovare e ricercare, come sottolinea il presidente della Fondazione culturale responsabilità etica, Ugo Biggeri, buone pratiche e percorsi. "Così possono raggiungere livelli di eccellenza, giusto per fare un esempio, aziende agricole, a conduzione familiare che si concentrano sul biologico, come cooperative sociali, che magari sfruttano in modo giusto i terreni confiscati alle mafie".

Tante le proposte concrete con le quali cercare di dare nuovo impulso alle politiche. Particolare attenzione per Borsa delle imprese internazionali, giunta alla sua terza edizione, con la quale si vogliono favorire nove opportunità di 'green and social business', capaci di interessare tutti gli attori, dal pubblico al privato, alle no profit. E ci sarà anche un premio intitolato Architettura e Sostenibilità, perché per vivere bene bisogna partire dagli ambienti più vicini alle persone, come ad esempio la casa.