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New York: fermati tre complici di Shahzad per il fallito attentato a Times Square.

Fbi: "Indizi e prove a carico dei sospettati". Avrebbero aiutato il 30enne di origini pakistane accusato di tentata strage e utilizzo di arma di distruzione di massa, a piazzare l'ordigno in un Suv al centro di Manhattan. È paura, tra vari allarmi bomba.

» Americhe Valentina Marsella - 15/05/2010

Mentre un altro falso allarme bomba spaventa di nuovo la Grande Mela, è svolta nelle indagini del mancato attentato a Times Square, il primo maggio scorso, che ha fatto ripiombare nella paura New York. Tre i fermati per accertamenti nell'area di Boston, secondo il ministro della Giustizia americano, Eric Holder, complici di Faisal Shahzad, l'americano-pakistano arrestato due giorni dopo il fallito attentato e che avrebbe confessato. Sarebbe infatti questa la cellula responsabile del finanziamento dell'attentato. 

Fermi ma anche perquisizioni a tappeto, in particolare a Watertown, un sobborgo di Boston. Per l'Fbi, dalle indagini erano emersi "indizi e prove" a carico dei sospettati. Violazione delle leggi sull'immigrazione: è questa l'accusa con cui sono stati fermati i tre, due detenuti in Massachusetts e uno nel Maine. Indagini e perquisizioni anche a Long Island, nello stato di New York, e in New Jersey. In tutto sarebbero stati controllati quattro edifici, una casa di Watertown e una stazione di servizio nella zona residenziale di Brookline. Seguendo la pista dei dollari, le polizie di quattro stati americani e l'Fbi hanno passato al setaccio la East Coast americana, dal Massachusetts a Filadelfia, per scoprire chi c'è dietro l'attentato fallito nella piazza più conosciuta d'America. 

In un comunicato, le autorità di Boston hanno specificato che non esistono minacce immediate alla sicurezza. Holder ha spiegato che le indagini hanno portato a una conclusione: "Si tratta di persone legate a quella vicenda - ha detto - ma che non stavano preparando eventuali nuovi complotti contro la sicurezza degli Stati Uniti". Nell'ambito dell'operazione le autorità hanno sequestrato casse di documenti e alcuni computers. Tuttavia, anche le forze dell'ordine hanno confermato di non avere elementi per credere a nuove operazioni terroristiche. Tra le località interessate, anche le cittadine di Sherley e Centerreach, a Long Island, nello stato di New York, Cherry Hilly e Camden in New Jersey. 

Per ora l'unico arrestato per l'ordigno piazzato in un suv, parcheggiato in pieno centro a Manhattan lo scorso 1 maggio è il cittadino statunitense di origine pakistana, Faisal Shahzad, 30 anni, che dal giorno del suo fermo non è ancora apparso davanti al tribunale. Due giorni dopo l'accaduto, Shahzad è stato catturato a bordo di un aereo diretto a Dubai: aveva comprato il biglietto in contanti prenotando dalla macchina lasciata in aeroporto, nella quale è stata trovata una pistola automatica Kel-Tec da 9 millimetri con vari caricatori. Le accuse che gli vengono mosse, il tentato utilizzo di un'arma di distruzione di massa e tentata strage. 

E il 30enne ha ammesso il coinvolgimento e l'addestramento nei campi dei Taliban e di Al Qaeda in Pakistan, dice la procura, ma sostiene di aver agito da solo. I Taliban pakistani hanno rivendicato il fallito attentato. Se venisse provato, si tratterebbe della prima azione terroristica del gruppo in territorio Usa. John Brennan, assistente del presidente Barack Obama, ha dichiarato alla Cnn che, quando tornava nel suo paese d'origine, Shahzad lavorava per il gruppo Tehrik-e-Taleban Pakistan (Ttp), organizzazione dei taliban legata ad Al Qaeda. "Anche per questa ragione - ha aggiunto Brennan - ci sembra molto probabile che siano loro i responsabili del fallito attentato a New York". 

Da quel primo maggio, in cui la minaccia del terrorismo è tornata a colpire gli Usa (per fortuna senza vittime), sono stati tanti i falsi allarme bomba che hanno tenuto sotto pressione investigatori, autorità e cittadini. L'ultimo è quello della scorsa notte, a New York. Momenti di paura, dopo che un cittadino aveva segnalato un'auto sospetta con a bordo due taniche di benzina, vicino alla stazione della metropolitana di Union Square. Almeno tre edifici sono stati evacuati mentre sul posto intervenivano le squadre di artificieri e i finestrini dell'auto venivano fatti esplodere per permettere ad un robot di esaminare l'interno. Tutto si è risolto quando il proprietario dell'auto, che aveva assistito ad un concerto, è tornato a riprendere la macchina verso mezzanotte. 

Ai poliziotti l'uomo ha spiegato che si guadagna da vivere tagliando l'erba dei prati e che la benzina gli serve per il tagliaerba. L'allarme era durato quasi due ore e mezza, da quando, poco dopo le 22, un impiegato della Edison Consolidated aveva telefonato per avvertire che c'era un'auto sospetta parcheggiata vicino il suo ufficio. Per precauzione la polizia ha evacuato sia l'edificio della Edison che altri due palazzi ad appartamenti. Ad accrescere la preoccupazione era la vicinanza con la stazione metro di Union square, dove si incrociano sette linee sotterranee. Perché, dopo il fallito attentato di Times square, sia i cittadini di New York che la polizia sono più attenti a possibili auto sospette.