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Bandiere Blu: Pileri, "penalizzano regioni più povere"

"Sono fortemente discriminanti e non oggettive" per il presidente dell'Adoc. Importanti le ripercussioni su turismo e percezione delle persone. "Necessario un ente certificatore garantito da rappresentanti dell'Anci degli ambientalisti e dei consumatori".

» Cronaca Viaggi e Turismo Gianluca Colletta - 13/05/2010
Fonte: Immagine dal web

Le coste rappresentano per l'Italia una delle maggiori attrattive turistiche. Chilometri di spiagge, scogliere e Bandiere Blu, il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee) che, come ogni anno, non evita le polemiche per le esclusioni, spesso eccellenti, di molte località turistiche. In prima linea nel bocciare questa classificazione Carlo Pileri, presidente dell'Associazione nazionale per la difesa e l'orientamento dei consumatori (Adoc), che mette in guardia dai rischi nei quali si può incorrere.

Presidente, lei in passato è stato molto critico nei confronti dei meccanismi che assegnano le Bandiere Blu…
"E lo sono ancora. La scelta di escludere la Basilicata e il Molise, che hanno avuto quest'anno una sola bandiera, mi sembra un'assurdità. Il problema riguarda sempre questo meccanismo, nel quale le regioni più ricche ottengono il riconoscimento, a prescindere dalla condizione delle acque e delle spiagge, mentre quelle più povere vengono escluse. Chiunque può verificare che in queste due regioni ci sono alcuni dei tratti di costa migliori dell'Adriatico e dello Ionio. Ci sembra ancora una volta una valutazione non rispondente alla realtà, ma ad altri criteri che non sono quelli dell'effettiva condizione e qualità dei mari".

E come ogni anno si ripropone il cosiddetto 'paradosso della Sardegna' che, anche quest'anno, ha avuto solo due bandiere.
"Questo accade perché si compie una valutazione che non rispecchia la reale situazione delle spiagge, ma si basa su una serie di condizioni, tra cui la presenza di depuratori o di situazioni oggettivamente importanti, che non incidono però sulle condizioni del mare. Questi fattori giocano un ruolo fondamentale nella decisione di assegnare o meno la Bandiera Blu. Ma il messaggio che passa alla popolazione è solo la certificazione che quel dato mare non ha avuto la bandiera perché meno bello, pulito o adatto alla balneazione, rispetto ad una costa che ha ottenuto il riconoscimento. E non è assolutamente vero. Si fornisce un'indicazione distorta, si sceglie tramite criterio non oggettivi, che noi continuiamo a contestare".

Una selezione, questa, che nelle zone 'escluse' ha gravi ripercussioni sul piano turistico.
"Certo. Basta pensare che l'assegnazione annuale delle Bandiere Blu passa, come notizia, anche sui media stranieri, e naturalmente i tour operators internazionali che propongono viaggi in Italia ne tengono conto. Quindi ci sono regioni che, non ricevendo questo riconoscimento, possono essere fortemente penalizzate. Tra l'altro si tratta delle zone d'Italia più povere, quelle che più di altre avrebbero bisogno di un incremento nei settori di turismo e sviluppo".

Anni fa si ipotizzò che potessero essere i comuni stessi a richiedere una valutatazione, magari pagando una sorta di iscrizione.
"L'ipotesi emerse in seguito alla denuncia di un sindaco di un paese 'penalizzato' della Sardegna. La denuncia sosteneva implicazioni pesanti. Noi tali implicazioni non le abbiamo verificate e quindi non le sosteniamo. Quello che emerge è il disaccordo di tanti comuni italiani".

C'è il rischio che, per adeguarsi ai parametri, come quello dei servizi, gli amministratori locali decidano di dare il via a opere che possano compromettere la bellezza del territorio?
"Non credo, anche perché le scelte di carattere strutturale vengono fatte con delibere istituzionali, con reperimento di fondi, che certamente non possono essere né indirizzate né inficiate dalla presenza della bandierina blu".

Come associazione dei consumatori cosa chiedete per evitare che questi riconoscimenti siano nocivi, invece che positivi, per il turismo?
"Pensiamo che, se si deve proprio fare un elenco con assegnazione di bandiere blu, dovrebbe essere istituito un ente certificatore, che sia garantito sia dalla presenza di rappresentanti dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), delle associazioni ambientaliste, ma anche dei consumatori, per evitare un'analisi parziale delle condizioni del mare. Non è accettabile che questa selezione sia fortemente penalizzante per alcune realtà".