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Epilessia: scuola impreparata con i ragazzi che ne soffrono

In un'indagine della Lega italiana contro l'epilessia, i pregiudizi e la poca conoscenza degli insegnanti su una patologia che colpisce in Italia una persona su cento.

» Patologie Paola Simonetti - 03/05/2010
Fonte: Lega italiana contro l'epilessia

La scuola mostra il fianco nell'accogliere i bambini con epilessia [1]. Gli insegnanti di scuole primarie e secondarie inferiori del nostro Paese, per loro stessa ammissione, si trovano sprovvisti di informazioni e strumenti per insegnare al meglio, ma anche soccorrere questi studenti nel corso di eventuali crisi. A far da sfondo pregiudizio, non conoscenza del quadro generale della patologia, e soprattutto un'errata valutazione delle possibilità di apprendimento di chi ne soffre.  

In occasione della Giornata nazionale sul tema che si è celebrata il 2 maggio, la Lega italiana contro l'epilessia (Lice) ha lanciato la sua indagine-denuncia sullo stato di sommersa discriminazione vissuta nella scuola dai bambini sofferenti di una patologia che, ad oggi, in Italia colpisce circa 500mila persone, con 30mila nuovi casi l'anno. 

PATOLOGIA MISCONOSCIUTA. I dati raccolti su 600 insegnanti di scuole primarie e secondarie inferiori, evidenziano come, nonostante il 99,7% i loro  conosca l'epilessia (il  75% per esperienza diretta) e il 44 per cento abbia avuto o ha in classe alunni con epilessia, le conoscenze specifiche sulla malattia risultano molto carenti: la ptaologia è considerata più rara di quanto è in realtà, su base fondamentalmente ereditaria e non guaribile per circa il 60% del campione testato. Un dato positivo, secondo il rapporto, è che invece l'85.3% non la ritiene una malattia mentale.

L'indagine, inoltre, evidenzia come risultino "ancora troppe le lacune sull’intervento appropriato da tenere a scuola nei confronti del bambino con epilessia e numerosi sono i pregiudizi riguardanti gli ostacoli che, secondo gli intervistati, la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico".

NESSUNO STRUMENTO PER IL SOCCORSO. Giudicata allarmante dalla Lice anche la scarsissima conoscenza del modo più adeguato per intervenire in caso di crisi epilettica: il 64% degli insegnanti ha dichiarato infatti di ritenersi poco o per nulla in grado di intervenire in modo corretto, mentre il 58% degli intervistati si comporterebbe in uno dei modi assolutamente sconsigliati, ad esempio inserendo qualcosa in bocca o tenendo fermo il bambino. "In realtà interventi di questo tipo - sottolinea la Lice -, potrebbero provocare lussazioni mandibolari, fratture dentarie e dolori muscolari intensi". Quasi il 70% ha dichiarato che, in caso di attacco epilettico in classe, chiamerebbe l'ambulanza, intervento da riservare soltanto a casi molto particolari.

Ad impensierire anche convinzione da parte della maggioranza degli insegnanti intervistati, che ai bambini epilettici non può essere assicurata la giusta assistenza in orario scolastico: infatti il 67% dichiara di avere difficoltà nel somministrare  farmaci antiepilettici durante la permanenza del bambino a scuola.

PREGIUDIZI SUL RENDIMENTO A SCUOLA. Convinzioni erronee permeano anche l'area didattica: l'indagine segnala che più del 40% degli insegnanti  ritiene che uno studente con epilessia abbia la necessità di un sostegno scolastico, mentre un intervistato su quattro pensa che la patologia possa causare disturbi mentali e/o del comportamento. "A questo proposito se è vero che talvolta l'epilessia si manifesta nel bambino in forme gravi, per fortuna rare, che comportano rilevanti deficit intellettivi e disturbi comportamentali - ha spiegato il dottor Ettore Beghi, Presidente della Lice - è altrettanto vero che il bambino può essere affetto da forme di epilessia assolutamente benigne, compatibili con un rendimento scolastico del tutto adeguato".

L'URGENZA DELLA FORMAZIONE. I dati rivelano,dunque, secondo il professor Oriano Mecarelli, consigliere della Lice e responsabile di uno dei Centri per l'Epilessia del Dipartimento di Scienze Neurologiche dell'Università 'La Sapienza' di Roma, "la necessità di un intervento formativo urgente nei confronti degli insegnanti, che permetta una maggiore conoscenza delle caratteristiche della patologia e di cosa fare in caso di emergenze in classe".

Un obiettivo questo, che la Lice persegue "mettendo a disposizione tutta la propria competenza ed esperienza in questo ambito, per rendere chiare agli insegnanti tutte le problematiche relative all'epilessia, nell'interesse specifico degli alunni colpiti da tale patologia, tenendo conto che le forme in cui essa si esprime sono varie e spesso molto diverse tra di loro".

IL MESSAGGIO DEL 2 MAGGIO. "Questa indagine nelle scuole ha l'obiettivo di definire un quadro più preciso della situazione per poi richiamare l'attenzione di tutti gli operatori del settore sui problemi che interessano la fascia di popolazione in cui si ha un picco di incidenza della patologia: nei tre quarti dei casi l'esordio dell'epilessia avviene prima dei 20 anni, in particolare nei bambini e negli adolescenti - ha dichiarato il dottor Giuseppe Capovilla, Segretario dell'organizzazione -. Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere forte in occasione della Giornata è che il bambino colpito da epilessia non è assolutamente un diverso e tale non deve essere considerato".

DOCUMENTI 
- Conoscere l'epilessia (pdf)
- Cosa fare durante una crisi (pdf)
- L'epilessia in bambini e adolescenti (pdf)


LINK
- Maratona di sensibilizzazione a Roma 9 maggio 2010
- Lega italiana contro l'epilessia


NOTE
[1]
L'epilessia è una malattia neurologica che si manifesta sotto forma di disturbi improvvisi e transitori, le cosiddette crisi, che dipendono da un'alterazione della funzionalità dei neuroni. Esistono crisi di entità e gravità differenti e la forma più conosciuta di crisi è quella convulsiva, comunemente definita come Grande Male. Le cause dell’epilessia sono molteplici, e possono variare da lesioni o malformazioni cerebrali fino a cause genetiche. (Fonte: Lega italiana contro l'epilessia)