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Turismo d'alta quota: nel 2009 13,5 milioni di vacanze in montagna per gli italiani

Ottime le performance delle località montane registrate l'anno scorso. Ma per potenziare ulteriormente questo tipo di turismo, occorre promuovere di più le regioni meridionali e animare i territori con eventi durante l'estate. Ecco l'analisi dell'Isnart.

» Mercato turistico Ester Trevisan - 27/04/2010

Promuovere eventi legati al territorio, valorizzando i patrimoni enogastronomici e le attrazioni culturali, e investire nello sviluppo turistico delle località montane del Sud ancora poco conosciute nonostante la loro bellezza. Ecco, in sintesi, le proposte dell'Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart), per potenziare i flussi turistici nelle località montane italiane. 

Secondo i dati elaborati dall'ente di ricerca, nel 2009 gli italiani hanno effettuato 13,5 milioni di vacanze in montagna, con il Trentino Alto Adige in testa alla classifica delle destinazioni preferite (44,4 per cento), seguito da Lombardia (10,5 per cento), Veneto (7,9 per cento), Valle d'Aosta (7 per cento) e Piemonte (6,3 per cento). La maggior parte dei turisti italiani che sceglie la montagna per trascorrere le vacanze proviene dalla Lombardia (21,2 per cento), dal Veneto (14 per cento), dall'Emilia Romagna (11,6 per cento) e dal Lazio (10,6 per cento). 

Tra le motivazioni elencate dal campione intervistato dai ricercatori dell'Isnart, natura (39,2 per cento) e relax (34,7 per cento) sono le principali ragioni che portano gli italiani in vetta. Ma ad attirare i turisti è anche la possibilità di praticare attività sportive (26,1 per cento). Oltre agli sport, nei quali si cimenta l'80,8 per cento degli intervistati, chi va in vacanza in montagna si dedica soprattutto alle escursioni (48,4 per cento) e allo shopping (29,3 per cento). 

Analizzando, invece, il bacino di turisti stranieri, emerge che rappresenta il 44,6 per cento delle presenze totali registrate nelle località di montagna dove si concentra il 14,6 per cento di tutti i flussi turistici provenienti dall'estero. Nel dettaglio, il 30 per cento arriva dalla Germania, che si conferma il mercato più importante, il 17,7 per cento dalla Svizzera e circa il 12 per cento da Stati Uniti, Francia e Austria. Per quanto riguarda l'aspetto economico, risulta che, in media, agli stranieri un soggiorno sulle nostre montagne costa di più che agli italiani: per i primi le spese di viaggio si aggirano intorno ai 150 euro, cifra che scende a 67 euro per i secondi, per una media complessiva pari a 98 euro. 

Anche per l'alloggio gli stranieri spendono di più: 61 euro a testa contro i 52 degli italiani (la media totale è di 56 euro). Nei casi di pacchetti all inclusive, la spesa ammonta a 95 euro al giorno, mentre per le spese extra sul territorio l'importo pro capite è di 113 euro al giorno.