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Stalking: la 'mission' degli avvocati di 'Ius ac bonum', giorno e notte al fianco delle vittime

L'Associazione ha creato un centro di ascolto. Risponde un centralino, che mette subito in contatto chi ha bisogno con i legali. La presidente Agnese: "Ci sono ancora imperfezioni da limare che rendono meno perseguibile il reato".

» Donne Valentina Marsella - 23/04/2010

Essere avvocati, ed essere al servizio delle vittime degli 'stalkers'. La loro è una missione nella missione. L'associazione si chiama 'Ius ac Bonum', guidata dall'avvocato Arianna Agnese: con lei, una schiera di principi del Foro pronti a combattere lo stalking, che da un anno è diventato reato e raccoglie ex fidanzati, fan persecutori, amici e parenti affetti da un'ossessione per la preda. Tanto da molestarla, notte e giorno, nei più svariati modi, per mantenere il dominio su di lei. 

L'associazione, che ha sede a Roma, a un passo dalla Procura, ha creato un centro di ascolto per le vittime di stalking, ma anche per le donne che subiscono violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia, e anche maltrattamenti sui minori. Un centralino sempre attivo (il numero è lo 06.64521759), fornisce informazioni sull'avvocato disponibile in quel momento. "Le chiamate per ora sono poche – ci spiega il presidente Arianna Agnese -  non ci conoscono ancora abbastanza. È una sorta di difesa d'ufficio, la prima consulenza è gratuita. Siamo sempre reperibili, facendo dei turni: il centralino è attivo giorno e notte, perchè è importante dare subito assistenza alla vittima". 

A collaborare con l'associazione sono anche psicologi, neurologi e medici, indispensabili per chi è stato bersaglio di ripetute molestie. La 'mission' è già difficile di per sè, vista l'odiosità del reato. Ma a un anno dall'applicazione della legge, anche se il riconoscimento dello stalking come reato è stato un passo importante, c'è ancora da fare qualche aggiustamento alla normativa in materia. Esistono molti casi di archiviazione, fa notare Agnese, dovuti al fatto che molte vittime, dopo la querela, decidono di tornare sui propri passi, rimettendola. 

"A differenza del reato di violenza sessuale – ci spiega la legale – nel quale, dopo aver presentato la querela, non si può tornare indietro, nel reato di stalking la vittima può ripensarci e ritirarla. Per questo il ruolo del difensore è fondamentale, perchè deve valutare se la querela và presentata subito o se è meglio attendere. L'avvocato deve acquisire più elementi possibili ed essere certo che la vittima voglia andare avanti e non ritiri la denuncia". 

Ecco che allora, sottolinea il presidente dell'associazione a difesa delle vittime di stalking, "dovrebbe essere limata la normativa, equiparando lo stalking alla violenza sessuale, nella previsione di non poter più rimettere la querela una volta presentata. Del resto era nell'intento del legislatore prevedere norme che somigliassero a quelle sulla violenza sessuale e l'orientamento dovrebbe restare tale". 

Tra i casi passati sotto gli occhi dell'avvocato Agnese, quello di due anziani, perseguitati dall'ex amante del marito. "La donna, più giovane dell'anziano, li molesta per  motivi economici. Ancora oggi sta rendendo loro la vita impossibile, introducendosi in casa della coppia, o appostandosi sotto le loro finestre. Ha persino tentato di investire la moglie dell'ex amante". Caso, quest'ultimo, che è solo una goccia nel mare delle molestie consumate ogni giorno in Italia. Ma "il dato più allarmante - ci fa notare Agnese - è che molte denunce vengono archiviate per 'mancanza delle condizioni di procedibilità' ". 

In altre parole, molte donne vittime di molestie, pedinamenti, telefonate e messaggi di ogni genere, più altre violenze, procedono direttamente alla stesura della denuncia, spesso incorrendo in omissioni di forma che invalidano la querela, la quale viene così archiviata. Oltre all'assistenza offerta alle vittime di molestie, spiega l'avvocato Rodolfo Capozzi del direttivo di 'Ius ac Bonum', "essendo avvocati penalisti abbiamo a cuore, paradossalmente, anche la tutela degli stalkers, spesso affetti da patologie provocate dal fatto di essere stati loro stessi vittima di stalking o violenze. La cura di questi soggetti ridurrebbe la possibilità di recidiva". 

Si sta facendo molto per combattere questo reato, tanto che, annuncia Capozzi, "da quest'estate, presso il tribunale civile, dovrebbe essere allestito uno spazio per accogliere le denunce delle vittime, un secondo 'centro d'ascolto', e il presidente Paolo De Fiore è d'accordo". Inoltre, l'associazione sta effettuando dei corsi per addestare altri avvocati a questa materia. Perché, conclude l'avvocato, 'oltre l'apporto degli psicologi, un primo orientamento legale è necessario". Un intervento che deve essere tempestivo, perchè un'ossessione può trasformarsi in tragedia.


Per contattare 'Ius ac Bonum', chiamare il centralino al numero 06.64521759, il servizio è attivo h24.

LINK: 
- 'Ius ac Bonum'