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Islanda: la nube danneggia il turismo e il Made in Italy, dagli alberghi all'export

In totale, perdite per quasi 100milioni di euro, l'80% nel giro d'affari alberghiero. Le agenzie di viaggi, con perdite di almeno 15mila euro, si sono rimboccate le maniche: dalle unità di crisi all'assistenza sul web e sui social network.

» Cronaca Natura e Ambiente Valentina Marsella - 22/04/2010

L'eruzione del vulcano islandese che ha paralizzato per giorni il traffico aereo, non ha penalizzato solo le compagnie di volo. A farne le spese, nel nostro Paese, è stato l'intero sistema turistico. Quasi cento milioni di euro: a tanto ammontano i danni causati dal blocco dei voli per la nube vulcanica islandese. A partire dagli alberghi: il 66 per cento delle strutture ha subito cancellazioni di arrivi e pernottamenti. Un dato emerso dal monitoraggio effettuato dalla Federalberghi-Confturismo, intervistando con metodologia internet 1.123 imprese ricettive, distribuite a campione sull'intero territorio nazionale. 

In media, le presenze cancellate per ogni struttura ricettiva è stata di 35 pernottamenti, per una perdita che supera gli 80 milioni di euro nel giro d'affari alberghiero. Oltre il 90 per cento delle strutture turistiche coinvolte ha annullato la prenotazione senza applicare alcuna penale, provvedendo poi nel 20 per cento dei casi a restituire eventuali importi pagati all'atto della prenotazione, concordando nel 28 per cento dei casi un bonus da utilizzare in un altro periodo o nel 52 per cento dei casi lo spostamento della prenotazione ad altra data. "Si tratta, come si vede - afferma il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca - di un grande esempio di responsabilità degli albergatori italiani, del quale nessuno dubitava e che riteniamo a ragione debba avere un pubblico riconoscimento politico ed una adeguata attenzione governativa".

Ad essere maggiormente colpite, spiega Bocca, "le aree delle città d'affari e quelle d'arte, ma con il passare delle ore anche le località vacanziere stanno cominciando a segnalare a loro volta annullamenti e cancellazioni". In difficoltà anche le agenzie di viaggio che, tra cancellazioni di vacanze e partenze, come spiega il presidente di Assotravel Andrea Giannetti, "ci stanno rimettendo tra i 15 e i 20mila euro ciascuna, se ci riferiamo ad agenzie con circa 5 addetti". In attesa dell'intervento del governo gli operatori si sono organizzati con unità di crisi per assistere i clienti in difficoltà, ma anche le agenzie di viaggio. 

"Abbiamo raddoppiato il nostro personale di assistenza negli scali aeroportuali italiani e nelle destinazioni da cui sarebbero dovuti partire i voli di rientro – fanno sapere dal gruppo Alpitour – abbiamo messo a disposizione un call center e aggiornamenti su internet". È stato inoltre garantito vitto e alloggio a chi è rimasto bloccato, così come ha fatto anche Eden Viaggi per i 10mila clienti coinvolti dalla vicenda e che il tour operator tiene aggiornati attraverso il blog aziendale, ma anche su Facebook e Twitter. Del resto, anche Adiconsum ha lanciato un appello affinchè non siano i turisti a pagare per i disagi subiti dall'emergenza nube. 

Adiconsum, ha ricordato che chi ha acquistato un pacchetto turistico, o ha firmato un contratto con l'agenzia di viaggio e con il tour operator, ha diritto di godere di quanto pattuito. "Non si possono diminuire le giornate di vacanza, né addirittura annullarle – ha fatto notare Pietro Giordano, segretario nazionale dell'associazione consumieristica - adducendo l'eccezionalità dell'evento eruzione vulcanica come causa di forza maggiore. Adiconsum comprende i danni economici subiti dal settore e dalle aziende, ma tali danni non possono riversarsi unicamente sui consumatori". L'associazione, oltre ad invocare l'intervento immediato del Governo, preceduto da un incontro con le altre realtà del settore, degli imprenditori del turismo e del volo, ha ribadito l'esigenza di istituire "un Fondo per risarcire i passeggeri dei disservizi subiti".

Ma anche il Made in Italy ha subìto un duro colpo: dopo la chiusura del weekend, il nuovo stop nei giorni feriali con la ripresa delle attività economiche aggrava il bilancio dei danni al trasporto merci provocato dal caos nei voli che blocca la partenza di prodotti agroalimentari, per un valore di circa dieci milioni di euro, che vengono esportati per via aerea all'estero in una settimana. Si tratta soprattutto di prodotti ad alto valore aggiunto ad utilizzare questo mezzo di trasporto. In pericolo, i prodotti dell'agroalimentare più deperibili, dalla frutta alle mozzarelle, fino ai fiori. E il prolungamento del blocco dei voli è giunto in un momento in cui le imprese stanno raccogliendo nei campi le primizie di stagione. 

Altro effetto determinato dalla situazione di emergenza, la scomparsa dalle tavole degli italiani della frutta e verdura fuori stagione, dalle susine all'uva, che viaggiano tra i continenti con mezzi aerei, come il pesce che può peraltro essere facilmente sostituito dal pescato nazionale. Anche il mancato arrivo di frutta e verdura fuori stagione non sembra essere un grave problema: l'Italia può contare sulla leadership europea nella produzione di ortofrutta, la cui disponibilità si moltiplica in primavera. La Coldiretti ha comunque stimato un danno di 10 milioni di euro in una settimana per la mancata spedizione dei prodotti deperibili del Made in Italy, cioè frutta, fragole in particolare, mozzarella e fiori. In allerta anche i produttori di vini più orientati all'export, per esempio sul mercato americano.