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Islanda: compagnie aeree in ginocchio per la nube, tra aperture e chiusure del traffico

Il vulcano, per gli esperti islandesi, si starebbe placando, ma il trasporto globale è in tilt. Presi d'assalto treni, autobus e traghetti. Unione Europea: "Riprendere voli in sicurezza, forse un piano di aiuti eccezionali alle compagnie".

» Europa Valentina Marsella - 19/04/2010

Gli esperti islandesi, parlano di una diminuzione considerevole dell’eruzione di Eyjafjallajokull. Ma la nube del vulcano islandese tornato in attività in questi giorni, continua a seminare caos nei cieli, ma anche a terra. Dove i treni e gli autobus sono stati presi d’assalto, con lunghe code e disagi. Ma anche i traghetti, come quelli del collegamento Grecia- Ancona, dove migliaia di passeggeri del Nord Europa, in gran parte turisti, si sono riversati nelle navi che collegano Patrasso e Igoumenitsa al porto marchigiano. Caso limite di questi disagi, quello di un gruppo di italiani che erano andati a sciare oltre il circolo polare artico, a Lyngen, in Norvegia, e che sono dovuti tornare a casa in taxi.

In queste ore, a scandire il tragico bollettino dei viaggi, un valzer di aperture e chiusure del traffico aereo e dei principali scali internazionali, che sta peggiorando una situazione che già dalle prime ore appariva più che mai critica. È durata poco anche la riapertura dei cieli italiani dopo lo stop causato dalla nube di cenere proveniente dall'Islanda. L'attività degli aeroporti del nord è ripresa per poi, due ore dopo, essere di nuovo bloccata dall'Enac, che ha deciso un nuovo stop che dovrebbe durare "almeno fino alle 8" del 20 marzo. 

E Alitalia ha informato che, in seguito al nuovo stop dell'Enac, fino al 20 marzo saranno cancellati i voli da e per Milano Linate, Milano Malpensa, Bergamo, Torino, Genova, Verona, Venezia, Trieste, Firenze, Ancona e Bologna. Restano sospesi anche i collegamenti con le città di Londra, Amsterdam, Parigi e Bruxelles fino alla riapertura dei rispettivi aeroporti. Data la situazione di criticità e incertezza, i sindacati hanno deciso di sospendere lo sciopero di treni, bus e metro, previsto il 23 aprile prossimo. L'Europa intanto riprende gradualmente a volare, anche se il continente resta diviso in due a causa della nube che ancora persiste sui Paesi centro-settentrionali. 

Per Eurocontrol, l'organizzazione che coordina la sicurezza del traffico aereo, le ceneri vulcaniche ora insisterebbero sul Mediterraneo e sulla Scandinavia, consentendo la ripresa dei voli in Spagna, Portogallo, sud della Francia, nord Italia (ma solo in teoria perchè l'Enac ha deciso una nuova chiusura) e Slovenia. Ma anche Norvegia, tratti della Svezia e della Finlandia, Polonia e Bielorussia. Caos e incertezza, hanno portato anche oggi a una riduzione del 70% dei voli, ridotti dagli oltre 28mila previsti ai circa 9mila. In Gran Bretagna si sta mobilitando anche la marina militare per alleviare i disagi ai viaggiatori: il primo ministro Gordon Brown ha annunciato che navi militari britanniche trasporteranno passeggeri civili per supplire al blocco dei voli.

In Francia invece, per ospitare i viaggiatori che non possono ripartire a causa degli annullamenti di voli per la nube vulcanica, due palestre sono state requisite dallo stato al Bourget e a Dugny, due centri della Seine-Saint-Denis, a nord di Parigi e vicino all'aeroporto di Roissy. Ma oltre al caos, a fare le spese di questa emergenza, sono le compagnie aeree. E proprio sui danni economici causati dal blocco dei voli è stato convocato per un Consiglio straordinario dei ministri dei Trasporti Ue. Sul tavolo, la richiesta delle compagnie colpite di rivedere le misure precauzionali finora adottate, ritenendole eccessive. Ma soprattutto la necessità di aprire alcuni 'corridoi'.

L'associazione internazionale Iata guidata da Giovanni Bisignani, che riunisce oltre 270 linee aeree del mondo, ha espresso la propria "insoddisfazione" sulla gestione della crisi. Bisignani ha fatto notare come le perdite per le compagnie aeree a causa dello stop nei voli ora toccano quota 250 milioni di dollari al giorno. Un impatto economico, aggiunge, "superiore a quello dell'11 settembre del 2001 dopo l'attentato alle Torri Gemelle. Dobbiamo superare questa chiusura generale e trovare meccanismi per aprire flessibilmente lo spazio aereo, passo dopo passo", invocando l'apertura di corridoi. L'Unione europea, secondo quanto annunciato da un portavoce della Commissione Europea, starebbe pensando di autorizzare gli stati membri a versare aiuti pubblici "eccezionali" alle compagnie aeree che in questi giorni stanno subendo pesanti perdite.

Intanto continuano le simulazioni di volo delle compagnie per testare la sicurezza dei voli. Un portavoce della britannica British Airways ha reso che un volo di prova effettuato da uno dei suoi velivoli non ha incontrato difficoltà attraversando la nuvola di cenere del vulcano islandese: un Boeing 747 decollato dall'aeroporto londinese di Heatrow per studiare l'impatto sugli aerei delle ceneri, atterrato dopo una navigazione risultata perfetta. E ora sarà sottoposto subito ad analisi tecniche complete al centro tecnico di Cardiff. Da Bruxelles intanto arriva l'indicazione di "riprendere i voli tenendo conto della sicurezza dei passeggeri", per affrontare un'emergenza "superiore a quella dell'11 settembre".

Lo ha riferito Sim Kallas, commissario europeo ai trasporti, che ha fatto notare anche che "non si può fare nessun compromesso sulla sicurezza, tutte le decisioni devono essere basate su prove e studi scientifici. Tutte le decisioni sono state prese con un approccio europeo basato su una valutazione scientifica di esperti indipendenti. Bisogna tener conto delle conseguenze economiche - ha aggiunto nell’incontro con i rappresentanti delle compagnie aeree e degli aeroporti - ma non si può risolvere i problemi in un clima di panico". 

E anche  il presidente del sindacato nazionale francese dei controllori aerei, Stephane Durand, ha affermato che la chiusura di una parte dello spazio aereo europeo criticata da alcune compagnie, "non può essere considerata come un eccesso di precauzione. Ci rendiamo contro che le misure di sicurezza - ha detto - non sono per forza adeguate in modo completo alle aspirazioni economiche o sociali, ma la misura di sicurezza è stata adottata su scala europea, da governi che hanno un approccio spesso diverso in materia di sicurezza. Questo dovrebbe garantire, nella mente di tutti i nostri cittadini, che le misure non sono inadatte".