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Thailandia: camicie gialle contro camicie rosse, aria di scontri a Bangkok

I 'rossi' chiedono lo scioglimento del Parlamento e nuove elezioni, i gialli sostengono l'esecutivo. Dopo rivolte e morti ora c'è calma, ma qualcuno parla di una battaglia annunciata. Intanto, il premier thailandese, in tv annuncia: 'Non mi dimetto'.

» Asia e Medio Oriente Valentina Marsella - 16/04/2010

Tornano a manifestare, a Bangkok, le Camicie gialle associate al 'People's Alliance for Democracy' (Pad). Sostenitori dell'attuale esecutivo e responsabili, nel 2006, di aver creato le condizioni per il golpe che ha costretto alle dimissioni l'ex premier Thaksin Shinawatra, i militanti del Pad potrebbero ora andare allo scontro con le Camicie Rosse dell''United Front for Democracy against Dictatorship' (Udd). Queste ultime, in piazza dal 12 marzo, chiedono invece lo scioglimento del parlamento immediato e nuove elezioni. La Thailandia, continua a macchiarsi del sangue di queste battaglie intestine. 

Almeno 20 i morti, fra cui quattro soldati e quattro civili, e 680 feriti, dopo gli incidenti del 10 aprile scorso nella capitale thailandese, tra forze dell'ordine e camicie rosse.  Anche un cameraman giapponese della Reuters, Hurojuki Maramoto, è rimasto ucciso nel corso degli scontri; e un dimostrante è stato ucciso nei pressi del Democracy Monument, dove le camicie rosse hanno attaccato una barricata eretta dalla polizia. Quando sono riusciti a salire su due blindati gli agenti hanno iniziato a sparare, proiettili, di gomma e veri. Il cadavere del dimostrante ucciso è stato trasportato via tra le ali di folla in lacrime. I manifestanti hanno consegnato ai giornalisti presenti sul posto i bossoli di proiettile trovati in terra.  

Il premier thailandese Abhisit Vejjajiva, facendo le condoglianze alle famiglie delle vittime, ha annunciato nel corso di un intervento televisivo che non si dimetterà. In studio Abhisit era solo, fatto inconsueto nella storia recente del Paese. Dall’ esercito è arrivato un  appello ad una tregua dopo gli scontri con i dimostranti antigovernativi.  Centinaia di dimostranti, nei giorni scorsi,  si erano radunati alla sede della tv satellitare Thaicom, a circa 60 chilometri a nord di Bangkok, dopo che le autorità locali avevano nuovamente bloccato  le trasmissioni del canale, con l'accusa di incitare ai disordini. 

La tv era gia stata oscurata, ma i sostenitori dell'ex premier Thaksin Shinawatra erano riusciti a far tornare in onda le trasmissioni, dopo aver assaltato il complesso di Thaicom. La situazione resta di estrema incertezza, nell'impossibilità di capire da che parte stiano le forze armate. Lo scontro tra camicie gialle e rosse, sembra inevitabile, anche se sulla città aleggia una calma apparente. Intanto, migliaia di camicie rosse si sono occupate di rifornire la loro base nel distretto commerciale di Bangkok, che hanno promesso di rendere il campo di battaglia finale della campagna per rovesciare il governo. 

Nella capitale oggi si celebra l'ultimo giorno della festa del Songkran, che dura tre giorni, ma, nonostante la calma, gli analisti politici ritengono che il rischio di un golpe militare nel Paese del Sud-est asiatico stia aumentando e che il premier Abhisit Vejjajiva abbia i giorni contati."Non faremo niente nei prossimi giorni, perché saremo impegnati a predisporre le strutture per i fratelli e le sorelle che torneranno dalla campagna", ha detto il leader della protesta, Nattawut Saikua. ''Stiamo organizzando il nostro movimento affinche' combatta. Speriamo ci sia una battaglia finale con il governo'', ha aggiunto. 

Per la campagna per chiedere nuove elezioni, che dura da più di un mese e sabato scorso è sfociata nei violenti scontri di piazza, non sembrano esserci soluzioni all'orizzonte. Da allora la situazione è rimasta abbastanza controllata, e la polizia e l'esercito non sono intervenuti per impedire ai manifestanti di radunarsi nel distretto di Rachaprasong. Intanto le 'camicie gialle' thailandesi del Pad, movimento di simpatie monarchico-militari che nel novembre 2008 occupò per otto giorni gli aeroporti di Bangkok, si riuniranno il prossimo 18 aprile per decidere se 'manifestare' contro le 'camicie rosse' . Ma ogni minuto che passa, può essere quello in cui succederà l’inevitabile.