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Vita da volatili: Birdcam, in tempo reale la misteriosa esistenza dei falchi pellegrini

Il sito Internet punta le telecamere sui nidi dei superpredatori, nei tetti della Capitale. Un forum raccoglie ricercatori e appassionati: tra loro, scrisse anche Piergiorgio Welby. Ma come lui, tanti malati terminali si collegano in cam per 'evadere'.

» Animali Valentina Marsella - 26/03/2010

Aria e Vento abitano in una cassetta-nido sui tetti della Facoltà di Economia dell'Università di Roma, dominando dall'alto il Verano: qualche giorno fa, Aria ha deposto il suo quarto uovo, forse l'ultimo dell'anno, e migliaia di curiosi, attraverso una cam, hanno visto tutto via web. 

L'esistenza dei falchi pellegrini, superpredatori diffusi in quasi tutto il mondo, è a portata di click per chiunque voglia dare una sbirciatina su come trascorrono le giornate. E ciò grazie al sito www.birdcam.it, concentrato sulla misteriosa vita degli abitanti del cielo e creato dal ricercatore Giacomo Dell'Omo, che insieme ad altri colleghi ha dato vita all'associazione Ornis Italica.

Da cinque anni, gli appassionati di rapaci ed uccelli in generale, che seguono il sito da tutto il mondo, possono osservare la vita segreta e i comportamenti 'in famiglia' dei falchi pellegrini e dei gheppi che nidificano e si riproducono nelle nostre città. Le telecamere, 24 ore su 24, riprendono la vita di Aria e Vento, i primi falchi che grazie al supporto dell'azienda Terna, possono essere seguiti in cam. Una sorta di Grande Fratello che ha come protagonisti questi rapaci dal colpo d'ala veloce e vigoroso, che quotidianamente attira milioni di spettatori. 

Quasi 80mila i messaggi di chi va ogni giorno a vedere come stanno Aria
e Vento, ma anche Appio e Vergine, che vivono appollaiati su un serbatoio di Torre di Salone, sulla via Collatina, poco oltre il Grande Raccordo Anulare. Il nome dei due falchi si rifà proprio a quello degli aquedotti: Appio (costruito nel 312 a.C.) e quello dell'Acqua Vergine (inaugurato da Agrippa il 19 a.C.); sopra l'area di Salone, tutti i giorni, nei mesi invernali, passano migliaia di storni che dalla città si spostano verso la campagna la mattina e vi ritornano la sera. I falchi li catturano al volo e consumano le prede sul cornicione della torre. 

E poi ci sono Alice e Virgilio, che occupano una cassetta nido sulla
sommità della torre di Telecom vicino la via Cassia, nella zona Nord Ovest della Capitale: "nella notte tra il 12 ed il 13 marzo – si legge accanto alla cam che trasmette le immagini in tempo reale dei predatori - Alice ha deposto il terzo uovo dell'anno. Potrebbe essere l'ultimo oppure ne potrebbe seguire un altro...attendiamo". 

Come non dare un'occhiata alla coppia Aloa e Falcao, dal nome vagamente brasiliano, appollaiati sui tetti del Liceo romano 'Malpighi': Aloa, dopo giorni in cui ha covato continuamente senza muoversi (la durata della cova va dai 33 ai 35 giorni), ora si sta pulendo le ali. Ed è sorprendente vedere da vicino l'altro lato di un uccello classificato come 'superpredatore', reso aggressivo da storie e leggende, ma così normale nello scorrere delle ore di tutti i giorni. Il loro sguardo richiama l'alone di mistero che avvolge il mondo dei rapaci, capaci di innalzarsi e dominare alte vette, ma è buffo vedere come si puliscono le penne, la pazienza che hanno le femmine nel covare giorni e giorni, senza mai muoversi di un millimetro. E i visitatori sono ricercatori, studiosi, ma anche gente comune che si appassiona di mese in mese alla loro esistenza: un forum, con varie aree di discussione, anima la vita dei falchi pellegrini che abitano i tetti di Roma. 

Tra i partecipanti, ci svela Dell'Omo, tante persone che si trovano inchiodate in un letto, malate, che attraverso questi uccelli possono guardare oltre la finestra della loro camera. "Sono tanti quelli che ci scrivono – racconta lo studioso – che la malattia ha reso immobili, ma grazie alla cam possono evadere, spiccare un volo anche se solo mentale, con questi superpredatori. Tra questi, ricordo una persona, che nel 2006 animò un forum con la sua estrema simpatia. I suoi messaggi erano firmati Welby, un nome che si associa a una storia molto nota". Sì, proprio Piergiorgio Welby, politico e attivista morto il 20 dicembre del 2006, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell'accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all'eutanasia, nonché co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. 

La sua storia balzò alle cronache negli ultimi anni di vita, quando, gravemente malato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita. Ebbene, in quegli ultimi mesi, Welby faceva sorridere tutti quelli che partecipavano al Forum 'Vestivamo alla marinara', che forse non sapevano che fosse proprio lui. "Vestivamo alla marinara era un nome - ci spiega Dell'Omo - che prese vita da un'immagine messa sul web raffigurante due falchetti con le piume bianche, che avevano delle piume nere sulle zampe, sembravano dei pantaloncini. Abbiamo saputo solo dopo la sua scomparsa che si trattava proprio di lui". Welby, ironizzando sulle avventure quotidiane dei falchi pellegrini, davanti all'immagine di uova che stavano per schiudersi, scriveva: "Se nascono anche questi con il bonus Bebè, ci pago l'Ici". Aveva persino ribattezzato due rapaci allineati, i 'cugini di campagna'. 

E ancora, di fronte a una mamma falco dalla quale 'fuoriuscivano' uova, diceva: "Se non tirate fuori le altre due uova, chiamo i carabinieri". Eccezionali altre frasi di quel forum, firmate dalla mente lucida, brillante e pungentemente ironica di Welby: come quella, rivolta a due falchi "State buoni che, se tutto va bene, tra ottanta anni facciamo il nido al Quirinale", o "Anche oggi l'Alitalia ha fatto sciopero", postata sopra l'immagine di un falchetto che torna indietro, camminando da solo, nel suo nido. La sua ironia si è mescolata a quelle di tanti altri malati nelle stesse condizioni, che assaporano un po' di libertà guardando oltre la cam del loro pc. Fino a qualche anno fa, seguire le coppie di questi falchi, si spiega nel sito, era possibile solamente a pochi ornitologi muniti di binocoli e cannocchiali che conoscevano le poche coppie nidificanti nelle nostre campagne.  

Oggi, i superpredatori sono approdati sui tetti delle città italiane, da Roma a Firenze. E nel 2010, Birdcam vorrebbe puntare le sue cam su altre specie, come gheppi, ghiandaie marine e assioli. Nel mondo sono tante le telecamere puntate sulle mille storie dei falchi pellegrini, da Indianapolis all'Ohio, da New York all'Olanda, dalla Germania al Canada, alla Svezia. Ci sono i falchi pescatori che vivono appollaiati in un nido che domina il lago di Bassenthwaite, in Gran Bretagna, o le cicogne che abitano le campagne tedesche. 

Ma si può dare una sbirciata anche ai pinguini in Antartide, fino ai gufi in California o in Texas. E come non dare uno sguardo alle aquile di Barton, in Massachusetts, o alla coppia storica di falchi pellegrini che dal 2004 abita in un nido sulla torre della cattedrale di Bruxelles, che è seguita da un blog continuamente aggiornato. Insomma, il Grande Fratello del mondo volatile è un reality in continua evoluzione, pieno di sorprese. Uno spettacolo in diretta, capace di lasciare senza fiato qualunque spettatore.  
 

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