Cultura e Spettacoli » Libri » Cronaca Libri

Dentro la scrittura: come nasce un'opera, chi la crea e chi la legge

Il libro a 360 gradi, al centro del Festival che si svolge dal 25 al 28 marzo all'Auditorium di Roma. Libri Come, ricorda i grandi, da Leopardi a Moravia, svela il dietro le quinte delle pagine che diventano capolavoro e riscopre il lettore.

» Cronaca Libri Valentina Marsella - 23/03/2010

Il libro in tutte le sue sfaccettature. Come nasce, chi lo scrive, fino a chi lo legge. Dietro a ogni pagina di un'opera, che non nasce mai per caso, oltre il talento dell'autore c'è il lavoro di un editore, la passione di un lettore. E non solo. Come dimenticare la creatività dei responsabili della promozione, la competenza dei librai, l'impegno divulgativo dei bibliotecari? A tutte queste figure che orbitano attorno al mondo dell'editoria, è dedicata Libri Come, la grande festa del libro e della lettura in programma da giovedì 25 a domenica 28 marzo 2010 all'Auditorium Parco della Musica di Roma. 

Un'esperienza nuova, fuori dalle classiche fiere, nata da un'idea di Marino Sinibaldi, promossa e organizzata dalla Fondazione Musica per Roma, che si propone al panorama degli eventi letterari italiani e internazionali con una modalità originale. Il punto d'osservazione sull'editoria, si sposta concentrando l'attenzione del mondo non più sul cosa, ma sul come: ecco perché, non si cerca più di rispondere alla domanda tradizionale 'Che cosa è un libro?', piuttosto ci si chiede 'Come viene scritto, stampato, pubblicato, venduto e letto?'. La risposta arriva dagli ospiti del Festival, partendo dagli autori che svelano al pubblico i segreti del loro mestiere: come arriva l'ispirazione, le varie tecniche di scrittura, quelle piccole abitudini quotidiane su cui spesso si fonda un capolavoro di successo. 

Libri Come punta i riflettori anche sui nuovi talenti, sui vari protagonisti della filiera dei libri, attraverso un articolato calendario di tavole rotonde che puntano a fare un po' di luce su un mondo di solito confinato dietro le quinte. E poi c'è il lettore, senza il quale l'opera degli scrittori non avrebbe alcun senso: un escursionista nella sua tenda, disperso fra le nevi e al lume di una lanterna, un uomo seduto su una panchina in compagnia del suo cane, la luce accesa di una finestra mentre il resto del palazzo è ormai addormentato o un alpinista che rimane sospeso nel vuoto, all'interno della sua imbracatura. Sono solo alcune delle situazioni ritratte da Andrea Micheli nella sua ricerca sul significato della lettura. 

Immagini che verranno mostrate dal 25 marzo al 25 aprile nel Foyer dell'Auditorium, che racchiudono il mondo dei lettori, capaci di astrarsi dal flusso della realtà, di toccare fino in fondo il valore di un'esperienza squisitamente personale, di cercare un tempo e uno spazio diverso, ritmato solo dallo sfoglio delle pagine di un libro. Sembrano queste le prime risposte, comuni a tutti i lettori che Micheli ha cercato e ritratto in giro per il mondo, con stile arguto e divertito. Proprio il suo respiro internazione rappresenta il tratto più caratteristico di questa mostra. In compagnia di un libro non solo non si è mai soli ma si diventa parte di una tribù trasversale e interculturale come non mai: quella, sparsa in tutto il mondo dei lettori felici. 

Fra i vari modi in cui si potrebbe raccontare una storia, anche Gianni Berengo Gardin ha scelto la fotografia: attraverso le sue immagini, il celebre fotografo dallo sguardo poetico, non solo ha raccontato l'Italia nei suoi cambiamenti ed emozioni, ma si è misurato anche con la scrittura, o ancora meglio, con i luoghi di quella scrittura alta e profonda che costituisce la risonanza più sincera della nostra cultura. Così, ha cercato di documentare visivamente quell'Infinito di cui parlava Leopardi e quel cielo di Lombardia 'così splendido e così in pace' che emozionava Manzoni. Con inquadrature pulite e senza giochi di luce che potrebbero distorcere la bellezza e verità della realtà, Berengo Gardin ha compiuto un viaggio fra i luoghi letterari italiani per eccellenza, donando un volto a quei versi che più di una volta ci hanno parlato di angoli domestici, di scorci rubati e di infiniti silenzi fino ad ora solo immaginati (dal 25 marzo al 5 aprile all'Auditorium Arte). 

Dalle immagini dei luoghi della poesia, agli autori della pura scrittura, esercizio solitario per eccellenza, che prevede un'intimità complice e profonda tra l'autore e se stesso, il suo pensiero, le sue abitudini, lontano da sguardi indagatori ed estranei. Eccoli, gli scrittori contemporanei: Philip Roth e Niccolò Ammaniti, Saul Bellow e Naipul, Oran Pamhuk e David Grossman, Zadie Smith e Jonathan Safran Foer e tanti altri ancora, per una volta mostrati in una carrellata di immagini, a firma di diversi fotografi. Una mostra che svela il volto di questi artisti, che fissando l'obiettivo si collegano magicamente allo sguardo dei lettori (dal 25 marzo al 25 aprile Foyer Auditorium).

Nel calendario del Festival, appuntamenti emozionanti come quello con Boris Pahor. L'uomo che a 97 anni riesce finalmente a raccontare le aberrazioni in cui  si è imbattuto nella sua lunga vita, dal fascismo al comunismo, dal nazionalismo cieco all'orrore nazista, sopravvissuto miracolosamente ai lager, non è riuscito a vedere per molti anni le sue memorie, i suoi libri, pubblicati nel paese in cui viveva. Come è potuto accadere che Necropoli, scritto da un autore triestino di madrelingua slovena, restasse ignoto agli italiani per quasi quarant'anni?  Oggi, questo testimone straordinario gira il paese che lo aveva ignorato e ne incontra i frutti più delicati: i ragazzi delle scuole. Ricomincia ogni volta da loro il racconto della sua vita e dei suoi libri, tutto affinché la storia non trascorra invano (25 marzo-ore10,30).

E poi il ricordo di Alberto Moravia: Umberto Eco, il giorno dei funerali, scriveva: "Caro Alberto, in tanti anni di interviste filmate e fotografie ti eri allenato a dare di te un'immagine scolpita nel tempo come le statue dell'isola di Pasqua, vive e sempre enigmatiche. Oggi è questa fissità e questa semplificazione del giudizio il rischio che corriamo nel ripensare alla tua opera. Ti dobbiamo il silenzio che spetta ai Grandi. Ma non il silenzio per dimenticare. Il lungo silenzio della rilettura". Sono passati vent'anni da queste parole e dalla morte dell'autore degli Indifferenti: e se il silenzio che auspicava Eco fosse durato troppo? Da dove può ripartire una riflessione sull'opera di Moravia? Mentre la Francia ha già aperto le celebrazioni, con la pubblicazione dell'ampia biografia di René de Ceccatty Moravia (Flammarion, in uscita a settembre per Bompiani), il dibattito italiano si riapre con questa tavola rotonda (25 marzo, ore 16 – Sala Petrassi). 

Ma al di là dei ricordi, il Festival guarda al futuro, ai giovani, spiegando loro come nasce un libro. Cruciale è l'appuntamento del 25 marzo all'Officina 4 (ore 17-19), dal titolo 'Come si fa un libro', dove il laboratorio editoriale di Cercando Alice darà vita a un racconto a più voci della storia di un romanzo mostrando il dietro le quinte e un dentro le pagine. Con incontri sul mestiere di editore, dalla progettazione alla grafica editoriale, dalla traduzione alla promozione: intervengono l'autrice, Camilla Trinchieri, Alessandro Alessandroni (libraio), Erika Bianchi (traduttrice), Marco Petrella (illustratore), Claudia Tarolo (editore ed editor), Marco Zapparoli (editore) a cura di Marcos y Marcos. Tra gli eventi, la presentazione di esordienti da leggere da parte di autori già letti, riedizioni, anniversari, e opere in cui la musica è parte integrante di un racconto. 

LINK
- Libri Come