Cronaca » Mondo » Americhe

Diritti umani: 2009 anno di contraddizioni per il Dipartimento di Stato americano

Dall'Iran alla Cina, senza dimenticare Russia, Corea, Cuba e Birmania. Preoccupano Iraq e Afghanistan. Censura, tortura e razzismo alla base del rapporto. Si aggravano i conflitti in corso e i governi tentano di limitare libertà fondamentali.

» Americhe Gianluca Colletta - 12/03/2010
Fonte: Immagine dal web

Il 2009 è stato un anno di contrasti sul piano dei diritti umani. È questa la denuncia che arriva dal Dipartimento di Stato americano, che ha fornito, per il 34esimo anno consecutivo, uno specifico quadro dettagliato sulla situazione dei diritti umani di 194 paesi in tutto il mondo.

Da una parte sono stati dodici mesi in cui le differenze etniche e razziali o le tensioni religiose hanno portato a conflitti violenti e gravi violazioni dei diritti delle persone, alimentando o aggravando oltre 30 conflitti, tra guerre internazionali e lotte armate interne. Allo stesso tempo, è stato un anno in cui "gli Stati Uniti e altri governi – sottolinea il rapporto - hanno dedicato una maggiore attenzione alla ricerca di soluzioni per combattere questi episodi, attraverso una prova di leadership nel promuovere il rispetto dei diritti umani universali, la tolleranza, la lotta contro l'estremismo violento, e nel perseguire pacifiche soluzioni di annosi conflitti come il Medio Oriente".

Mai come oggi, però, il 2009 è stato un anno in cui le persone hanno avuto la possibilità di essere informate tramite un'enorme serie di mezzi di comunicazione, come internet, telefoni cellulari e altre forme di tecnologie. Nello stesso tempo i governi hanno cercato in ogni modo di regolamentare il flusso di informazioni critiche e la libertà di espressione sul web, e violare la privacy di coloro che usano questi media.

"Durante l'anno passato - si legge nell'introduzione del rapporto -, molti governi hanno applicato interpretazioni eccessivamente ampie di terrorismo e poteri di emergenza come base per limitare i diritti dei detenuti e altri diritti fondamentali. Lo hanno fatto anche se la comunità internazionale ha continuato a compiere progressi tangibili, isolando e indebolendo la leadership di estremisti violenti e dei gruppi terroristici come Al-Qaeda". La relazione ha analizzato, Paese per Paese, tutte le possibili situazioni di limitazione dei diritti delle persone, dagli abusi alla tortura, dalle libertà fondamentali alla tutela del benessere di donne, bambini e minoranze razziali, ma anche di vittime della tratta, membri dei gruppi indigeni, comunità etniche, persone con disabilità e minoranze sessuali.

I casi più critici riguardano senza dubbio Iran e Cina, la cui situazione è peggiorata nel corso del 2009, ma non devono distrarre, secondo il rapporto, dalle violazioni che vengono commesse in Russia, Corea del Nord, Congo, Cuba, Sudan e Birmania. Preoccupano anche l'Afghanistan, dove si registra "un significativo deterioramento della sicurezza a causa di un aumento degli attacchi degli insorti", e l'Iraq, nel quale "nonostante un miglioramento vistoso della situazione, persiste una mancanza di rispetto dei diritti umani".

Nella Repubblica Islamica di Teheran, in particolare, si fa riferimento alle controversie nate dopo le elezioni presidenziali di giugno, quando, dai giorni successivi al voto, il 'movimento verde' dei dissidenti ha subìto arresti indiscriminati e una repressione che ha violato le più elementari norme di libertà di espressione. A tutto ciò, poi, va aggiunta la mancanza di un sistema giudiziario affidabile. Anche in Cina i principali problemi riguardano la tutela delle minoranze, specie quelle musulmane del nord-ovest e tibetane, e gli abusi commessi nel tentativo di controllare l'uso di Internet, censurandone il contenuto e restringendo la libertà di informazione. 

Le critiche non risparmiano neanche l'Europa. Sebbene, in generale, i diritti umani siano qui rispettati, si registra un aumento delle discriminazioni, soprattutto nei confronti dei musulmani. A far discutere è il caso della Svizzera che ha approvato un emendamento costituzionale per impedire la costruzione di minareti. In Italia, invece, "vi sono problemi – si legge nella pagina dedicata al nostro Paese - con la lunghezza delle detenzioni pre-processuali, la lunghezza eccessiva dell'iter giuridico, la violenza contro le donne, il commercio di persone, gli abusi nei confronti di omosessuali, zingari e altre minoranze".

Anche nazioni a noi vicine non se la passano bene. Esemplare il caso della Russia, condannata per le violazioni dei diritti umani. Qui "nel 2009 sono stati uccisi una serie di attivisti per i diritti umani e otto giornalisti, compresa Natalia Estemirova, che aveva trascorso dieci anni nel documentare casi di uccisioni, torture e sparizioni". Infine, per quanto riguarda il Medio Oriente, non è passata inosservata l'operazione lanciata da Israele, denominata Piombo Fuso, per rispondere a un brusco aumento degli attacchi di missili da Gaza contro civili israeliani, che è costata la vita, secondo le Ong internazionali, a 1400 palestinesi, inclusi oltre mille civili.


LINK
- Il rapporto del Dipartimento di Stato americano nazione per nazione
- La relazione del segretario di stato Hillary Clinton
- La parte del rapporto riguardante l'Italia