Scienze e Tecnologie » Natura e Ambiente » Cronaca Natura e Ambiente

OGM: Commissione europea autorizza patate e mais transgenici

Interrotto il bando degli organismi geneticamente modificati. Durava dal 1998. L'Amflora, brevettata dalla Bayer, era stata al centro di polemiche per i rischi sulla salute umana. Dure critiche dall'Italia. E nel mondo aumentano queste coltivazioni.

» Cronaca Natura e Ambiente Gianluca Colletta - 12/03/2010

Dopo 12 anni di moratoria, la Commissione europea ha autorizzato la coltivazione di organismi geneticamente modificati. La patata Amflora, il cui brevetto è posseduto dalla multinazionale Bayer, potrà essere prodotta al momento per un uso industriale, mentre i prodotti derivati dal suo amido possono essere utilizzati come cibo per gli animali. Inoltre Bruxelles ha autorizzato la commercializzazione, ma non la coltivazione, di tre tipi di mais transgenico della Monsanto per alimentazione umana e mangimi.

La casa produttrice, dopo aver ricevuto il permesso scritto per la produzione della patata, ha già reso noto di voler avviare entro il 2011 la coltivazione di altre due patate geneticamente modificate, una delle quali sarà destinata al consumo umano. L'autorizzazione è stata rilasciata dal commissario alla Salute, il maltese John Dalli, dopo che il suo predecessore il commissario all'Ambiente, Staros Dimas, aveva bloccato la proposta. E la polemica infuria, soprattutto per il rischio per la salute dell'uomo che mangia a sua volta gli animali alimentati con organismi transgenici. 

"Non facciamo mistificazioni: è chiaro che non sarà possibile coltivare la patata in giardino - ha detto Dalli -. Il tubero sarà venduto solo ai produttori designati che a loro volta avranno designato i destinatari finali, industrie di produzione della carta, con i conseguenti benefici in termini di risparmio energetico e minore inquinamento ambientale. È un prodotto che non rischia di diffondere i propri geni a coltivazioni vicine o nell'ambiente; né esistono parenti stretti, geneticamente parlando, che si possano mescolare con la patata Ogm, che fra l'altro non riesce a sopravvivere fuori dalla sua zona di coltivazione".

Il pericolo per la salute umana aveva per molto tempo bloccato le autorizzazioni per la coltivazione dell'Amflora. Modificata in modo da avere un maggior contenuto di amido, è stata a lungo al centro di una controversia fra l'Efsa (autorità Ue di sicurezza alimentare), con sede a Parma, e le autorità sanitarie (Emea, l'agenzia Ue del farmaco, e Oms). La controversia riguardava la presenza di un gene che conferisce resistenza a un antibiotico importante per la salute umana. L'Efsa ha dato il suo via libera, nonostante una direttiva dell'Unione, che proibisce espressamente l'autorizzazione per gli Ogm contenenti questo tipo di geni.

"I cinque Ogm autorizzati - si legge in una nota della Commissione - sono stati esaminati con la più grande attenzione, in modo da tenere in piena considerazione le preoccupazioni espresse in merito". Negli anni passati era stato cercato il sostegno degli Stati membri nel comitato di regolamentazione degli organismi transgenici, senza mai ottenere la maggioranza richiesta per l'autorizzazione alla coltura. Secondo le norme Ue però la Commissione ha il potere di assumere da sola la decisione, se non si esprime contro almeno la maggioranza qualificata degli Stati membri. E così è stato.

Unanime il coro di proteste che arrivano dall'Italia, sia dalle associazioni di settore, come Coldiretti e Cia, che dal ministro per le politiche agricole, Luca Zaia, e dal gruppo dell'europarlamento dei Verdi, che definiscono la decisione "gravissima e inaccettabile". Per quest'ultimi si tratta di "un vero e proprio assalto alla sicurezza alimentare, alla nostra agricoltura tipica, di qualità e biologica: a rischio c'è tutto il made in Italy agroalimentare".

"La decisione presa oggi dalla Commissione europea – sottolinea Zaia – ci vede contrari. Il fatto di rompere una consuetudine prudenziale che veniva rispettata dal 1998 è un atto che rischia di modificare profondamente il settore primario europeo. Non solo non ci riconosciamo in questa decisione, ma ci teniamo a ribadire che non permetteremo che questo metta in dubbio la sovranità degli Stati membri in tale materia. Da parte nostra proseguiremo nella politica di difesa e salvaguardia dell'agricoltura tradizionale e della salute dei cittadini. Non consentiremo che un simile provvedimento, sceso dall'alto, comprometta la nostra agricoltura. Per questo valuteremo la possibilità di promuovere un fronte comune di tutti i Paesi che vorranno unirsi a noi nella difesa della salute dei cittadini e delle agricolture identitarie europee".

Una decisione che prende ancora più alla sprovvista dopo la decisione di Romania e Irlanda di vietare le coltivazioni di Ogm sui propri territori e di uno studio, pubblicato a metà 2008 su Nature Biotechnology, che dimostrava l'esistenza di un parassita del cotone, il lepidottero Helicoverpa Zea, che ha sviluppato la resistenza alle piante che sono state geneticamente modificate per uccidere gli insetti della sua specie.

Intanto a livello mondiale sono aumentate nel 2009 le colture transgeniche, secondo quanto emerge dalla lettura incrociata del nuovo rapporto annuale pubblicato dall'International Service for the Acquisition of Agri-Biotech Application (Isaaa) lo scorso 23 febbraio. I terreni adibiti a questi alimenti sono aumentati del 7 per cento, arrivando a coprire 134 milioni di ettari, suddivisi in Usa (64,0 milioni), Brasile (21,4 milioni), Argentina (21,3) India (8,4), Canada (8,2), Cina (3,7) Paraguay (2,2) e Sud Africa (2,1). Controcorrente l'Europa, dove sono diminuiti dell'11 per cento, anche se nel Vecchio Continente erano già irrisori, con appena 106mila ettari, e limitati a un solo Ogm: il mais Monsanto Mon810.