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Mondiali Sudafrica: ecco le nuove maglie della nazionale, sperando che portino fortuna

Un azzurro intenso con un collo a stella per ricordare i quattro titoli mondiali vinti. Dal 1910 ad oggi le divise si sono evolute, cambiando stili e colori (il primo fu il bianco, poi il nero e il marrone), per seguire le mode del momento.

» Calcio Gianluca Colletta - 04/03/2010

Azzurri, ma non sempre. La maglia dell'Italia, contrariamente a quanto si possa pensare, non è sempre stata di questo colore e spesso si è adeguata alle mode del momento e, adirittura, alle tendenze politiche. Dagli anni '70 in poi la divisa della nazionale ha subito una serie quasi infinita di mutazioni. E come vuole la tradizione, anche ai Mondiali in Sudafrica la livrea è completamente nuova.

L'ultima novità è stata presentata al Centro Tecnico Federale di Coverciano a 100 giorni dall'inizio dell'appuntamento più atteso dell'anno. Creata dalla Puma, presenta un collo a stella per ricordare le vittorie dei quattro titoli mondiali, mentre il pantaloncino a vita alta presenta un cinturone con davanti il tricolore dell'Italia. La prima maglia è di colore azzurro intenso, in sostituzione del recente blu, e la seconda è bianca, con il tricolore raffigurato nella parte esterna del collo. "Le maglie azzurre - ha detto il commissario tecnico, Marcello Lippi - sono tutte meravigliose, al di là della differenza di tessuto e colori. Rappresentano sempre il coronamento di un sogno. Spero che anche queste presentate oggi ci portino fortuna come le precedenti". 

Eppure, all'esordio nel 1910, la prima maglia indossata dalla nazionale italiana era bianca. In molti ritengono che questo colore fosse stato scelto, all'epoca, per rendere omaggio alla squadra più forte del momento nel nostro campionato, la Pro Vercelli. Successivamente è stato sostituito dall'azzurro, pur rimanendo la tinta della seconda divisa. Per un breve periodo è stata anche completamente nera. Era il 1936 e, durante la partita dei quarti di finale del torneo olimpico di Berlino contro la Francia, questo colore fu scelto da Benito Mussolini in segno di scherno del regime fascista nei confronti della nazionale transalpina. Da allora, con poche eccezioni, le tinte sono sempre rimaste le stesse: l'azzurro, in tutte le sue varianti, e il bianco, con il nero che è ricomparso sui calzettoni solo negli anni '60.

Prima dell'ingresso degli sponsor tecnici nel mondo sportivo, le divise erano anonime e spartane. I numeri non erano personalizzati, la linea, con maglia girocollo e pantaloncini bianchi, sempre uguale, i tessuti pesanti e molto diversi da quelli odierni. A differenza di oggi e fino al 2000, inoltre, non presentavano scritte o stemmi, se non quelli della Federazione italiana giuoco calcio (Figc). È con l'avvento dell'Adidas, dal 1974 al 1978, che le maglie iniziano una lenta e irreversibile trasformazione. Si adattano alle mode del momento e i tessuti sono sempre più tecnologici.

Con i Mondiali del 1982 si hanno i primi veri cambiamenti. Il collo della maglia, sponsorizzata da Le Coq Sportif (dal 1978 al 1984) diventa a V con bordini tricolore. Poi è la volta di Diadora (1985-1994), che introduce minuscoli triangolini tricolore, mentre gli stemmi stampati su tutta la maglia compaiono durante gli Europei del 2000 sulle divise della Kappa (2000-2002), quando la nazionale adotta un modello molto attillato ed elasticizzato, che segna la moda per un certo periodo. Prima di allora era stata la volta della Nike (1995-1999), con una maglia molto discussa. Orlature inferiori di colore beige erano state affiancate dalla scritta 'ITALIA' che compariva nella parte bassa della divisa, andando a coprire il fondoschiena dei calciatori.

Nel 2002 i numeri sono diventati color oro (da bianchi che erano). Dal 2003 lo sponsor tecnico è diventato Puma, che fornisce, come nei casi precedenti, tutto l'equipaggiamento degli azzurri, eccezion fatta per le scarpe che ogni atleta sceglie in base alla propria comodità e ai propri contratti pubblicitari. Nel 2006 sono comparse delle vistose sfumature blu scuro sui bordi, mentre sulla maglia bianca vi è un triangolino azzurro che parte dal collo. Nel 2007 sulla casacca bianca tornano i numeri in blu scuro, mentre l'anno successivo sono in bianco sulla prima maglia.

L'ultima eclatante novità è comparsa durante la Confederations Cup del 2009, quando la Puma ha messo a disposizione della Nazionale un completo celebrativo, che si rifà a quelli indossati durante i Mondiali di calcio del 1934 e del 1938. Una casacca di colore celeste molto chiaro con inserti tricolore sul lato destro del tronco, i pantaloncini bianchi o marrone e i calzettoni marrone con il risvolto dello stesso colore della divisa. Nel corso degli anni la maglia della nazionale ha saputo regalare gioie immense a tutti i tifosi, qualunque fossero le tonalità e le forme. La speranza rimane in ogni caso quella di ripetere l'impresa di Berlino 2006. Vincere i Mondiali!