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Giovani e sessualità: i ginecologi, "usiamo i reality per educarli"

La Società italiana di ginecologia e ostetricia lancia la proposta ad autori e conduttori tv, per sconfiggere l?ignoranza dilagante fra gli adolescenti. ?Scuola e famiglia, non bastano per fare informazione efficace?.

» Salute e Prevenzione Paola Simonetti - 24/02/2010

La famiglia latita perché disinformata, la scuola dal canto suo resta imbrigliata in posizioni ideologiche antiquate,sullo sfondo di una generalizzata cultura spaventata e un po' bigotta. Delegare alla tv, oggi, appare allora la misura forse  più efficace per far passare informazione e valori  in tema di sessualità, per rendere i giovani più consapevoli delle loro scelte: chi meglio di reality e fiction, affollati di personaggi amatissimi, potrebbe divulgare comportamenti responsabili e messaggi educativi? 

La proposta-provocazione arriva dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia, che a Roma ha lanciato un decalogo, (che va dal richiamo alla  corresponsabilità dei partner, passando per i rischi delle gravidanze indesiderate, fino al corretto utilizzo della 'pillola del giorno dopo'), da sottoporre ad autori e conduttori tv, per contribuire ad un miglioramento dell'informazione sul tema, in un contesto di totale ignoranza dei giovani a riguardo, ma anche, secondo i promotori, di attuale cattiva posizione della stessa tv sulla visione della sessualità, il rispetto del/della partner, l'utilizzo di valori e buon senso nell'approccio al sesso. 

Se l'Italia sposerà l'iniziativa, diverrà il primo Paese a dotarsi di un 'codice di autoregolamentazione' su uno dei più delicati capitoli socio-sanitari italiani. Un metodo che potrebbe configurarsi come doppiamente efficace sia fronteggiando i mille rischi a cui si espongono i ragazzi italiani quando si confrontano con il sesso, sia facendo piazza pulita, a detta della Sigo, di quella cattiva informazione dilagante sui media, piccolo schermo in testa. La validità della proposta è supportata, fanno notare i promotori, da una ricca letteratura di settore, che annovera parecchi esperimenti esteri con esiti giudicati straordinariamente positivi.

"Il meccanismo dell’immedesimazione vale purtroppo anche all'inverso - secondo Giorgio Vittori, presidente Sigo -: se la sessualità viene affrontata in maniera superficiale o impropria, si rischia di contribuire alla disinformazione dei nostri giovani". E oggi, sottolinea Vittori, ce n'è tanta: il 37% delle adolescenti la 'prima volta' non utilizza nessuna protezione (17%) o solo il coito interrotto (20%) e solo 1 su 5 si confronta con un medico in merito all'informazione sulla salute riproduttiva e la panificazione familiare. Non a caso in Italia, fa notare la Sigo, la sola fascia d'età in cui gli aborti non sono in diminuzione  quella della giovanissime (nel 2006 sono stati 4.150 le interruzioni di gravidanza fra le under 19), mentre sono 10mila l'anno i bambini nati da madri minorenni.

Il decalogo, ribadiscono i promotori dell'iniziativa, "indica di cogliere ogni occasione, sia con gli autori che nelle dirette, per spiegare che ciascuno dei due partner deve fare la sua parte, per informare sul duplice rischio di un rapporto non protetto (gravidanze indesiderate e Malattie sessualmente trasmissibili), ma anche sfatare luoghi comuni e convinzioni errate, in primis quella dell'efficacia del coito interrotto o della 'pillola del giorno dopo', che protegge solo al 70%" ha tenuto a precisare Valeria Dubini, vicepresidente dell'Associazione degli ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi).

Le due istituzioni sociali che sarebbero chiamate a dettare principi chiari, dal canto loro si trovano sguarniti di strumenti adeguati: "Le mamme - ha spiegato Raffaella Michieli, segretario nazionale della Società italiana di medicina generale -, hanno difficoltà perché anche loro non conoscono i loro corpo e non hanno informazione specifica sui temi della sessualità. L'ambito scolastico, invece, pecca di modelli educativi uniformi e, soprattutto, di metodologie innovative e accattivanti per i giovani".  


DOCUMENTI
- Il decalogo della Sigo
- Le italiane e la contraccezione