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Italia & Salute: meno fumatori e ipertesi, ma più obesi

Cambiano le patologie degli italiani in concomitanza del mutamento dello stile di vita. Ad aver inciso le campagne istituzionali, anche se l'obesità resta un problema cruciale. Lo dicono i primi dati su sette regioni dell'Osservatorio epidemiologico dell'

» Dipendenze Paola Simonetti - 15/02/2010
Fonte: www.heartfailure-europe.com

L'abitudine al fumo è in decremento, soprattutto fra gli uomini, come pure l'incidenza dell'ipertensione. L'Italia si indirizza verso una strada virtuosa sul fronte degli stili di vita e della dedizione alle cure prescritte, ma resta purtroppo un paese in sovrappeso.

Queste le anticipazioni relative ai primi dati raccolti su sette regioni, in una fascia d'età compresa fra i 35 e i 79 anni, dall'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare dell'Istituto Superiore di Sanità, con la collaborazione dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco), nell'ambito del progetto europeo 'Ehes', che si pone come obiettivo la conoscenza dettagliata delle condizioni sanitarie dei cittadini. Una ricerca che in Italia darà risultati definitivi non prima del 2011.

"Rispetto ad una indagine simile condotta nel 1998 su un campione di circa 10mila uomini e donne- ha spiegato Susanna Conti, direttore dell'Ufficio di statistica dell'Istituto superiore di sanità (Iss)-  negli uomini aumenta l'obesità, diminuisce l'abitudine al fumo di sigaretta e aumenta la prevalenza degli ex fumatori; nelle donne sia l'obesità che l'abitudine al fumo rimangono stabili. Diminuisce la pressione arteriosa media e la prevalenza di ipertesi, chiaro indice dell'azione di prevenzione sullo stile di vita a livello collettivo ed individuale condotta con tenacia e del migliore controllo farmacologico dell'ipertensione arteriosa".

Per la nuova indagine sono state utilizzate le stesse procedure e metodologie standardizzate della precedente, ovvero quelle raccomandate dalla Feasibility of a European Health Examination Survey (Fehes). I due studi consentono di descrivere l'andamento nel tempo dei maggiori determinanti di salute della popolazione adulta italiana. Ogni regione arruola un campione rappresentativo della popolazione generale, proporzionale alla popolazione residente (220 persone di età compresa tra i 35-79 anni ogni milione e mezzo di abitanti). È assicurata la partecipazione per le regioni con popolazione inferiore.

A tutt'oggi l'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey (Oec/Hes) ha completato le operazioni di screening in 9 regioni (Friuli, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Sardegna, Basilicata, Calabria, Lazio e Piemonte). In Lazio e Piemonte lo screening è terminato a fine gennaio 2010. Il confronto tra i dati preliminari relativi alle prime 7 regioni completate nel settembre 2009, riguardanti i fattori di rischio raccomandati  e quelli corrispondenti relativi all'indagine Oec del 1998, ha dunque permesso le prime considerazioni relative a pressione arteriosa, obesità e fumo. 

Ancora prematuri, invece, i raffronti su colesterolemia totale ed Hdl, poiché i controlli di qualità laboratoristici sono ancora in corso. L'indagine italiana, oltre alla pressione arteriosa, alle misure antropometriche e agli esami ematochimici, prevede una serie di nuovi esami come ad esempio la spirometria e la densitometria ossea. La raccolta dei campioni di urine delle 24 ore ed una dettagliata raccolta delle abitudini alimentari sono realizzate per valutare il consumo di sale e l'eliminazione del sodio per la sorveglianza delle attività di prevenzione lanciate dal ministero della Salute per la riduzione del consumo di sale nella popolazione.

Inoltre, è stata creata una banca di campioni biologici per future determinazioni dei nuovi fattori di rischio. Ogni persona invitata allo screening riceve un'informativa scritta relativa allo stato di salute e, se appartenente alla fascia di età 35-69 anni, la valutazione del proprio rischio cardiovascolare secondo il punteggio individuale del 'Progetto Cuore'. Il tasso di partecipazione varia da regione a regione, dal 40 per cento nei centri urbani all'80 per cento nei piccoli centri. Per l'anno 2010 è previsto l'esame di campioni di popolazione delle Marche, Lombardia e Umbria.