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Sicurezza sul lavoro: Eurispes, 43mld di euro il costo socio-economico

Secondo i dati dell'ultimo Rapporto Italia di Eurispes, nel 2008 infortuni e incidenti sono costati all'Italia oltre 43 miliardi di euro. Ecco quali sono le spese e i possibili i risparmi nella gestione dei sinistri lavorativi.

» Occupazione Silvia D'Ambrosi - 12/02/2010
Fonte: Antonio Tomasi per Foto.masternet.it

È un conto salato quello che l'Italia ha pagato per l'insicurezza sul lavoro: oltre 43 miliardi di euro solo nel 2008, cacolando per ogni infortunio circa 50mila euro. Una cifra pari al 2,8 per cento del PIL nazionale per lo stesso anno. Sotto accusa, il fallimento dei sistemi di sicurezza negli ambienti di lavoro, nei trasporti su strada e ferrovia, nelle infrastrutture del comparto energetico e informatico. È quanto emerge dal Rapporto Italia 2010 dell'Eurispes.

Da un punto di vista numerico, nel 2008 gli infortuni sul lavoro sono stati 874mila 940 (37 ogni mille occupati) e, considerando che il costo di ogni singolo infortunio è di circa 50mila euro, il conto è presto fatto. In particolare, ciascuna area geografica italiana ha contribuito con quote diverse; il primato per infortuni sul lavoro e per i costi economici e sociali che ne derivano va al Nord-Est, con 282mila 803, il 32,3 per cento del totale nazionale, circa 14 miliardi di euro di costi. Seguono il Nord-Ovest (250mila 166 infortuni, il 28,6 per cento del totale, pari a 12,5 miliardi), il Centro (174mila 545 infortuni, il 19,9 per cento del totale, 8.7 miliardi), il Sud (113mila 870 infortuni, il 13 per cento del totale, 5,7 miliardi) e le Isole (53mila 556 infortuni, il 6,1 per cento del totale, 2,6 miliardi).

L'INCIDENZA SUL PIL. Anche in questo caso, il dato più alto rispetto alla media nazionale è del Nord-Est (3,98 per cento), mentre risulta inferiore al Centro, nel Nord-Ovest e nelle Isole. Nel 2008, da un punto di vista regionale, agglomerando Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana si sono verificati 516mila 088 infortuni, il cui costo economico e sociale è stato valutato in poco meno di 26 miliardi di euro (il 58,9 per cento del totale nazionale). Ammonta a circa 18 miliardi di euro il costo economico e sociale nelle restanti 15 regioni italiane nelle quali si sono verificati meno di 60mila infortuni.

UN'IPOTESI DI RISPARMIO. Le stime di Eurispes dicono che riducendo il numero degli infortuni sul lavoro si potrebbero risparmiare tra i 438 milioni di euro (diminuendo dell'1 per cento il numero degli infortuni) fino a 2,2 miliardi di euro (immaginando una diminuzione del 5 per cento), e addirittura 4,4 miliardi di euro (diminuzione del 10 per cento).

IL COSTO DEGLI INCIDENTI STRADALI. Nel corso del 2008 si sono verificati 4mila 731 decessi (-7,8 per cento rispetto al 2007) e sono rimaste ferite 310mila 739 persone (-4,6 per cento rispetto al 2007). Secondo dati Istat, il costo medio di un incidente stradale è pari a 131mila 600 euro, il conteggio degli esborsi per il 2008 è di 28,8 miliardi di euro che si traducono in una spesa pro capite per la collettività di 480 euro l'anno. A livello regionale il primato spetta a Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna con 41mila 827, 27mila 735 e 21mila 744 incidenti. Anche in questo caso vale la pena parlare di risparmi legati ad una riduzione degli incidenti stradali e alla messa in sicurezza della rete stradale: 288 milioni di euro (nell'ipotesi di diminuzione di un punto percentuale del numero di incidenti stradali), 1,4 miliardi di euro (diminuzione del 5 per cento) e 2,8 miliardi di euro (diminuzione del 10 per cento). Restando nell'ambito lavorativo e della sicurezza stradale, la combinazione di queste due variabili risulta tra le più dannose sul fronte degli infortuni, con 72,6 miliardi di costi economico-sociali, il 4,6 per cento del PIL nazionale.

SICUREZZA NEL TRASPORTO FERROVIARIO. Nell'Europa a 25 paesi, anche questo settore nel 2008 conta i suoi incidenti che riguardano l'attraversamento delle linee ferroviarie (30,4 per cento), i deragliamenti (10,3 per cento) e le collisioni (4,4 per cento). Se, eccezion fatta per il 2007, il dato delle vittime è diminuito (dalle 3mila 165 del 2004 alle 2mila 318 del 2008), l'incidenza dei deceduti sul totale delle vittime è cresciuta del 6 per cento (dal 47,1 del 2004 al 53,5 del 2008). L'Italia, però, si contraddistingue rispetto ad altri paesi europei per discontinuità nel numero degli incidenti ferroviari degli ultimi anni, oltre che per ripartizione delle vittime di incidenti ferroviari il cui numero è passato da 231 a 107 tra il 2005 e il 2008, pari a -53 per cento.

STATO DELLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE. Riguardo questo settore l'Eurispes ha preso in considerazione gli incidenti relativi alle interruzioni di corrente elettrica legati prevalentemente ai guasti sulla linea di alimentazione dell'utente o sulle linee connesse, e ai guasti su reti interne di clienti e correnti d'inserzione di trasformatori e condensatori. In particolare si è fatto riferimento alle interruzioni di corrente a bassa tensione, di durata superiore ai 3 minuti e senza preavviso, che, proprio perché improvvise e di lunga durata, arrecano maggiore danno economico all'utenza finale rispetto a interruzioni brevi (di durata inferiore ai 3 minuti), o interruzioni lunghe e brevi con preavviso. Ciò premesso, nel 2007 sono state 77 milioni le interruzioni di corrente senza preavviso e lunghe che hanno riguardato per il 33,1 per cento il Sud, per il 23,2 per cento le Isole, per il 17,1 per cento il Centro, per il 15,3 per cento il Nord-Ovest e per l'11,3 per cento il Nord-Est.

Disagi per gli utenti ed esborsi per le casse quantificabili in un costo complessivo di 1 miliardo di euro, lo 0,07 per cento del PIL nazionale dello stesso anno, ipotizzando un costo economico medio per minuto d'interruzione di 50 centesimi. Se si migliorassero gli standard di sicurezza della rete di distribuzione elettrica si potrebbero ottenere, secondo l'Eurispes, risparmi economici tra i 10,3 milioni di euro (ipotesi di riduzione delle interruzioni elettriche dell'1 per cento), i 51,9 milioni di euro (riduzione del 5 per cento) e i 103,9 milioni di euro (riduzione del 10 per cento).