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Legali in strada: a Roma un anno di attività a difesa degli ultimi

Aperto il 17 ottobre 2008, lo sportello romano dell'associazione "Avvocato di strada", traccia il primo bilancio di assistenza nella Capitale. Avviate 150 cause, a favore di emarginati e indigenti.

» Immigrazione Valentina Difato - 20/10/2009

È uomo, italiano, ha in media trentotto anni, un diploma di scuola media superiore, almeno un figlio a carico ed è stato espulso dal mercato del lavoro. Lo straniero è più giovane, ha più figli, ma anche lui è usi è trovato fuori d'improvviso dal circuito occupazionale. È più o meno questo l'identikit di chi, da circa un anno, si rivolge allo sportello dell'associazione "Avvocato di strada" di Roma.

Inaugurato all'interno dell'Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti e per il Contrasto delle Malattie della Povertà (Inmp) dell'Ospedale San Gallicano di Roma 12 mesi fa, i legali dell'organizzazione, ad oggi, hanno aperto 150 pratiche per l'assistenza in giudizio e la consulenza extragiudiziale a favore di italiani e stranieri che vivono in strada e nei dormitori, di immigrati provenienti dai centri di prima accoglienza, di donne alloggiate in casa famiglia, di nomadi.

"Tutti i giovedì pomeriggio presto servizio allo sportello - afferma Andrea Piquè, l'avvocato coordinatore  della sede romana - dando assistenza legale a chiunque ne abbia bisogno. In questo primo anno di attività abbiamo contato più di 100 accoglienze, dando sostegno a persone di 41 nazionalità diverse e due apolidi. Questo dato vi racconta il mondo che si presenta davanti ai nostri legali volontari, comunque supportati in maniera adeguata dai mediatori culturali".

Nei primi mesi di attività lo sportello ha ricevuto richieste di aiuto legale soprattutto da parte di extracomunitari. Il gruppo più numeroso era composto da giovani afgani, richiedenti asilo in Italia, nei confronti dei quali era stato emanato un provvedimento di espulsione in Grecia, paese di ingresso nell’Unione Europea. Per alcuni di loro si è ottenuto che la domanda di asilo sia esaminata in Italia da parte della Commissione competente.

Nei mesi successivi i legali romani si sono trovati a gestire un numero crescente di richieste da parte di cittadini italiani e comunitari (oggi il 27% delle pratiche che li riguarda). Il 56% delle pratiche ha riguardato problematiche relative al permesso di soggiorno, fogli di via e decreti di espulsione. Per il restante 44% le questioni trattate sono principalmente in materia di diritto del lavoro (per salari e indennità non pagate, licenziamenti illegittimi) e di procedimenti penali in qualità di persona offesa, esclusivamente per percosse, lesioni e maltrattamenti subite dalle donne.

"Quella che mi ha colpito di più, in quest'anno di lavoro, - continua l'avvocato Piquè - è la storia della donna invisibile: Filomena (ndr nome di fantasia) ha quarant'anni, ma non sa bene quando sia venuta al mondo. Nasce in clandestinità, senza venire mai registrata all'anagrafe, da una relazione tra un pluripregiudicato latitante e una donna italiana. Dopo la morte della madre viene affidata ad un orfanotrofio e poi adottata. Abbandonata anche dalla famiglia di adozione questa donna inizia a vagare, in cerca di un’occupazione che non trova". "Filomena - conclude l'avvocato - non ha documenti, non ha mai avuto un'identità, non ha assistenza sanitaria né sociale, semplicemente non esiste per lo Stato italiano. Non ha parenti, non ha amici ed è invisibile".

Più di trenta avvocati iscritti all’albo, con specializzazione in diritto del lavoro, previdenziale, famiglia, tributario, contrattualistica, infortunistica, penale e amministrativo (con particolare competenza in materia di leggi sull’immigrazione), intervengono a turno per affrontare storie come questa. L'assistenza in giudizio e la consulenza legale sono offerte gratuitamente. Nessuna spesa, è posta a carico della persona assistita. Gli avvocati prestano la loro opera a titolo volontario e le spese, se sostenute dai legali (es. spese di notifica), sono rimborsate dall'associazione "Avvocato di strada".

"Nelle tante persone che sono passate dall'Inmp e che, spesso, noi mandiamo allo sportello legale, - afferma Aldo Morrone, il direttore dell'Istituto che ospita gli avvocati di strada - abbiamo notato che la prima sicurezza che si perde è quella lavorativa. Dunque, perdita del lavoro, cassa integrazione, prosciugamento dei risparmi della famiglia: si vive in una situazione di grande difficoltà. Successivamente ciò che salta è il meccanismo dell'affitto della casa; in questi casi moglie e bambini vengono portati da amici e parenti, mentre l'uomo cerca di destreggiarsi in varie situazioni, fino a quando finisce per strada. La perdita della casa diviene anche perdita della residenza".

"Moglie e bambini, ancora ospiti, hanno un tetto sicuro, ma le relazioni esterne tendono velocemente ad incrinarsi e tutta la famiglia perde stabilità". "Nei casi più drammatici - conclude il dottor Morrone - è l'intero nucleo familiare a finire per strada, ed il processo di inclusione, a questo punto, diventa difficilissimo".


INFORMAZIONI
Sportello "Avvocato di strada" di Roma
Orario: tutti i giovedi  ore 15 - 17
presso l'Istituto San Gallicano
via di San Gallicano 25/A

LINK
- Avvocati di strada
- Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti