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Galline ovaiole: nel codice a barre la garanzia di qualità

I consumatori possono cambiare le sorti della produzione di uova classificate con certificazione di tracciabilità prevista dalla legge.

» Animali Dora Carapellese - 16/10/2009

Secondo le leggi vigenti, ogni confezione di uova deve indicare chiaramente il metodo di produzione ed il modo con cui sono state allevate le galline. Nello stesso tempo, però, la legge non prevede nulla di visibilmente chiaro sulla confezione che dia la possibilità al consumatore di riconoscere immediatamente la provenienza delle uova. 

La norma vigente, infatti, viene applicata solo formalmente in quanto la dicitura obbligatoria prevista per le confezioni, viene riportata nel nostro Paese solo sotto delle confezioni delle uova ed è redatta con un carattere piccolo. Il tutto unito alla presenza di slogan come "uova fresche di fattoria" o di immagini di  galline felici in libertà sulle confezioni, trae facilmente  in inganno il consumatore. 

Questa apparente chiarezza di cui parla la legge non fa altro che  tutelare tutti i produttori di uova provenienti da allevamenti da gabbia. Ancora una volta gli interessi economici vengono messi prima di ogni comportamento etico. Le resistenze e le pressioni della parte miope dell'industria avicola rischiano così di essere accolte dal Governo. 

A livello europeo, invece, le istituzioni comunitarie hanno indicato chiaramente la direzione da seguire: dal  2012 sarà vietato l'allevamento di galline in gabbia. Il tentativo dell'industria di cancellare il bando o determinarne uno slittamento di almeno dieci anni non trova giustificazioni, né di mercato, né giuridico- istituzionali, stante il quadro normativo attuale.

Il consumatore può fare qualcosa per riconoscerle l'uovo di qualità e mettere in crisi l'industria avicola, poche regole per fare la giusta scelta. Ogni uovo, infatti, deve riportare impresso sul guscio un codice che specifichi il metodo di allevamento. Il primo numero a partire da sinistra è il più importante poichè corrisponde al tipo di allevamento di galline. Questi ii codici in vigore per le 4 tipologie di allevamento: 
 
CODICE '0', ALLEVAMENTO BIOLOGICO. Le galline possono razzolare liberamente all'interno e all'esterno di capannoni, su un terreno ricoperto da vegetazione e coltivato con metodo biologico. Le galline sono alimentate con cibi biologici, integrati al massimo con un 20% di mangimi convenzionali. 
 
CODICE '1', ALLEVAMENTO ALL'APERTO. Le galline possono razzolare all'aperto per alcune ore al giorno in un ambiente esterno protetto dal contatto con altri animali. Le uova in questo tipo di allevamento possono essere deposte sul terreno o nei nidi. La densità all'esterno di questo allevamento sono di 1 gallina ogni 4 m2. 
 
CODICE '2', ALLEVAMENTO A TERRA. Le galline vengono allevate in capannoni all'interno dei quali possono muoversi liberamente ma non hanno accesso all'esterno. Le uova sono deposte sul terreno o sui nidi. La densità di questo allevamento è di 4 galline per 1 m2. 

CODICE '3', ALLEVAMENTO IN GABBIA. Le galline sono rinchiuse in gabbie disposte in file da 4 a 6, all'interno di capannoni chiusi, con ventilazione forzata e luce artificiale. La densità di questi animali è di circa 16-18 galline per metro quadrato. Le uova sono deposte su un nastro trasportatore che automaticamente le raccoglie. 


DOCUMENTI
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 Norme vigenti di commercializzazione applicabili alle uova (UE)
- Legge su etichettatura prodotti alimentari (Camera)
- Carta d'identità delle uova (Codacons Piemonte)