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Vacanze 2009: italiani stretti sulle spese

Crolla il giro d'affari di settore con un -15%, secondo gli ultimi dati di Federalberghi. Si risparmia su alloggio e durata delle ferie, per lo più consumate entro i confini italiani. In decremento anche il turismo straniero.

» Cronaca Viaggi e Turismo Redazione - 16/07/2009
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Ferie sul filo del risparmio, come da previsioni. Gli italiani si prenderanno una pausa più breve e più economica, anche se immancabile. E il settore sente il contraccolpo, con un crollo del giro d'affari del 15%. La crisi dunque non va in vacanza, anche per gli stranieri, per i quali si registra una defezione nel Belpaese pari all'11,5%.

Mettono in allarme un pò tutto il comparto le ultime stime di Federalberghi sull'estate 2009, che registrano come per il periodo caldo la spesa complessiva prevista vedrà un -18% rispetto allo scorso anno (710 euro, rispetto agli 861 del 2008). 

Consistente la fetta d'affari rosicchiata: si passa infatti dai 20,2 miliardi di euro del 2008 ai 17,2 di quest'anno. Pesante la flessione in particolare per il settore alberghiero e il turismo organizzato, che rispettivamente hanno fatto registrare nei primi sei mesi del 2009 - 6,7 e 20%.

"Come sostenuto nei giorni scorsi dal Ministro del Turismo, gli italiani riusciranno in numero maggiore a fare vacanze nei mesi estivi, ma non con l'incremento dell'11% indicato - ha spiegato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca -, bensì solo con un più modesto +1,5%, a fronte di un -18% di spesa media pro-capite, un -16,5 per cento di durata media della vacanza ed una iperconcentrazione di vacanzieri ad agosto con quasi il 55 per cento della quota di domanda".

Ad allarmare, in particolare, la ripercussione che la flessione potrebbe avere sui posti di lavoro di settore, ma anche sugli investimenti. "Un andamento che preoccupa, - ha aggiunto Bocca - se affiancato anche al forte calo degli stranieri e che ci induce a chiedere al Governo l'istituzione di un tavolo di confronto tra Stato, Sindacati ed Imprese per monitorare la reale situazione economico-occupazionale, individuare le priorità, definire le aree geografiche maggiormente a rischio e stabilire la tempistica degli interventi e la natura degli stessi".

Necessario dunque per l'Italia, secondo il presidente della federazione, allinearsi al modello francese, abbassando l'Iva sul turismo. Urgente anche un'accelerazione dell'attuazione delle riforme del sistema di promozione dell'immagine Paese e che "allarghi a tutte le imprese turistiche il protocollo firmato con 5 grandi gruppi bancari per agevolare l'accesso al credito e ne innalzi il tetto finalizzandolo alla ristrutturazione aziendale, ampli l'operatività e l'applicabilità della Tremonti ter proprio legandola al rammodernamento delle imprese turistiche esistenti".