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Colf e badanti: una sanatoria per quelle a rischio espulsione

In autunno il provvedimento del Governo per regolarizzare i 500mila stranieri attualmente perseguibili per reato di clandestinità.

» Professioni Silvia D'Ambrosi - 13/07/2009

"Per quanto mi riguarda, sono pienamente soddisfatto della risposta del Governo, nella sua collegialità, ad un problema che preoccupa centinaia di migliaia di famiglie italiane". 

Così il Sottosegretario con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi, ha commentato la prossima regolarizzazione di colfe e badanti extracomunitarie, circa 500mila in Italia, attualmente considerate "fuori legge" con l'approvazione della legge sul pacchetto sicurezza.

Nelle intenzioni di Giovanardi, il provvedimento, non sarebbe una vera e propria sanatoria poichè rivolto agli extracomunitari senza permesso di soggiorno, già presenti in italia da molti anni, che hanno un rapporto di lavoro in corso ma senza la possibilità di trasformarlo in un contratto in quanto irregolari.

E' toccato al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, cercare una mediazione con il ministro dell'Interno Roberto Maroni il quale, in un primo momento, si era detto assolutamente contrario. Nessuna sanatoria, quindi, sarà il governo nella sua collegialità ad intervenire per gestire la transizione. 

Tante le polemiche che questa legge ha portato con sè. A manifestare il suo sostegno alla popolazione straniera presente in Italia, anche la Comunità Episcolale Italiana (CEI) che, nelle parole di Monsignor Sigalini, ha auspicato una soluzione positiva sottolineando come delle "persone che alla luce della nuova legge non hanno diritti ufficiali, con il lavoro che svolgono, hanno acquisito in qualche modo un diritto di fatto e, quindi, possono essere tranquillamente riconosciute dalla Stato". 

Preoccupazione per l'attuale legge viene espressa anche da Andrea Olivero,
Presidente delle ACLI, che teme una paura da parte delle famiglie ad autodenunciarsi e tenderanno piuttosto "a liberarsi delle straniere che lavorano in casa, con il risultato che ci saranno ligliaia di anziani senza assistenza".

Secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di Ricerche Sociali (IRS) sono 774mila le assistenti familiari in regola che lavorano in Italia come colf e badanti. Di queste solo 74mila italiane. Le straniere arrivano in maggioranza dai Paesi dell'Est, seguono le Filippine. Circa 500mila sono senza permesso di soggiorno con un apratica di regolarizzazione che giace in pile da smaltire dal 2007, anno in cui, in seguito al decreto flussi di allora, si è dato il via all'assegnazione dei nulla osta. 

Da questo punto di vista, gli ultimi dati disponibili raccontano che a giugno 2009 sono stati assegnatiquasi 163mila nulla osta, mentre 311mila domande sono state respinte perché il datore di lavoro ha rinunciato, o perché la domanda non era ripescabile dal decreto-flussi 2008. Una assistente familiare su quattro, quindi, sarebbe senza permesso di soggiorno, lavorerebbe in nero, per il 24 per cento dei casi (percependo un compenso inferiore a quello delle regolari), mentre verserebbe contributi parziali nel 31 per cento dei casi. Esistono anche soluzioni di cosiddetto lavoro grigio (vengono denunciate un numero inferiore di ore) in genere in base ad accordo bilaterale. 

Colpiti da un provvedimento che appare difficilmente comprensibile, anche i datori di lavoro, le famiglie italiane che, dopo aver tentato invano di aggiudicarsi il nulla osta per la propria collaboratrice, per pagare regolarmente tasse e contributi previdenziali sono oggi perseguibili penalmente per reato di favoreggiamento. 

Il fronte sindacale, con accenti più o meno forti, ritiene sia indispensabile
che il Governo apra subito un tavolo di lavoro e discussione "per trovare soluzioni condivise, ragionevoli, equilibrate e umane sul tema dell'irregolarità".

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Ministero dell'Interno