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Immigrazione: in una mossa scacco all'intolleranza

Con il gioco degli scacchi a Roma, si tenta la via della vera accoglienza. Parte a Piazza Vittorio la seconda edizione del Torneo Internazionale "La Mossa del cavallo" organizzato dall'associazione Casa dei Diritti Sociali.

» Immigrazione Maria Fusca - 13/07/2009

I pregiudizi, si sa, sono difficili da abbattere almeno quanto una schiera di nemici di diverso colore, ben ordinati in fila dal lato opposto della scacchiera. 

Ma nel gioco degli scacchi c'è almeno un pezzo, il cavallo, che può scavalcare tutti gli altri. È l’unico a muoversi in maniera speciale, non proseguendo secondo una linea retta, ma disegnando una L, evitando gli altri pezzi e passando da una casella nera a una bianca e viceversa. 

Una metafora della vita del migrante, quindi, che nel silenzio del gioco, un silenzio comune a tutte le lingue del mondo, può riappropriarsi del tempo libero e smettere di essere un semplice ingranaggio operatore della società, per diventarne parte integrante.

Partendo da queste considerazione, e dalla passione di molti immigrati per questo gioco, è nato il Torneo "La Mossa del Cavallo".  L'idea nasce tra le mura dell'associazione Casa dei Diritti Sociali, proprio dietro la stazione Termini, in Via Giolitti 241. Qui ogni anno 1.500 stranieri immigrati, provenienti dalle più svariate aree del mondo, si trovano per imparare l'italiano, guidati da una cinquantina di volontari. 

Si inizia con l'alfabetizzazione, poi si passa al corso L2, dove oltre alla lingua si studia la Costituzione, la storia e la letteratura della penisola. Tra questi studenti lo scorso anno si è fatta strada con forza la convinzione di poter usare una cosa bella e semplice come gli scacchi, tanto comuni in varie culture (in Somalia viene addirittura insegnato nelle scuole) per aprire uno spazio condiviso, tra loro gli immigrati e noi, gli italiani. Dopo il successo dell'anno passato, parte la seconda edizione.

In collaborazione con la federazione UISP Lega Scacchi Roma, e con il gentile accordo dell'Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) che offrirà gli spazi di Piazza Vittorio (dove al momento si tengono le serate di cinema all'aperto) per ospitare l'evento, questi studenti, tutti tra i 20 e i 30 originari della Somalia, del Bangladesh e dall'Eritrea, si disputeranno il titolo, circondati da una piccola folla di curiosi, fotografi, giornalisti o semplici appassionati. 

La lotta all'intolleranza e la promozione della multiculturalità sono gli obiettivi da raggiungere, come sa bene chi si è occuppato di organizzare il torneo. A partire dal nome, infatti, fino alla scelta della location, tutti i passi di questo momento sportivo sono stati fatti per offrire una visibilità positiva agli immigrati lavoratori, troppo spesso oggetto di diffidenza se non proprio di rifiuto.

E se l'edizione 2008 (la prima) si era svolta negli spazi un po' chiusi del Centro Servizi per il Volontariato (Cesv), quest'anno Piazza Vittorio sarà il teatro di una nuova fusione culturale. Ormai sinonimo di melting pot e di ambienti popolari dove le varie geografie del mondo si uniscono in un unico suono (come l'Orchestra di Piazza Vittorio) o in un unico racconto (come il romanzo "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio"), l'area che rappresenta il cuore del quartiere Esquilino sarà lo scenario ideale, per mostrare ai romani e non solo, un lato sconosciuto dei  nuovi cittadini: non più ombre invisibili e a volte incomprensibili tra le strade, ma uomini dotati di passioni e interessi.

Il 4 luglio si sono svolte le selezioni, con due maestri esperti di scacchi e aderenti alla UISP che hanno giocato con tutti gli aspiranti per saggiarne l'abilità e hanno dato loro un punteggio. Mentre sabato 11 luglio, è toccato proprio a loro farsi avanti e nel silenzio ritrovare una voce.


LINK
- Diritti Sociali
- Agis Anec Lazio
- Cesv