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Iran: il regime vieta i funerali dei manifestanti uccisi

Tra le persone morte durante gli scontri e in attesa delle esequie anche Neda Soltani, morta il 21 giugno scorso durante una manifestazione, e diventata il simbolo della lotta per la democrazia.

» Asia e Medio Oriente Mitra Romani - 25/06/2009

I simboli della protesta si diffondono su internet grazie ai filmati amatoriali girati con i telefonini e con videocamere. Video sfuggiti alla censura accompagnati spesso da rap di protesta in persiano o da una canzone tradizionale "Yar-e Dabestani-e Man" (Mio compagno di scuola) intonata dai manifestanti nelle piazze di Teheran e in quelle europee.

Tra le immagini arrivate in rete, la più toccante è quella che riguarda Neda Soltani, la 26enne studentessa di filosofia uccisa da uno sparo durante una manifestazione a Teheran. Il filmato che riprende gli ultimi istanti di vita della ragazza ha scioccato il mondo, compreso il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

E così in poco tempo, Neda è divenuta il volto della lotta di piazza e della resistenza pacifica. Non a caso, le autorità non hanno concesso ai famigliari nemmeno una moschea dove celebrare i funerali. L'intento era tenere tutto nascosto, agire velocemente per evitare ogni protesta.

Inutile dire che il piano del governo non è riuscito. Su Bbc persian, il fidanzato ha raccontato l'uccisione e fornito dettagli che ricordano più un'esecuzione da parte di un miliziano Basiji che una pallottola vagante. Su Twitter si legge che "Neda è stata sepolta al cimitero Behest Zahra" e che "le autorità hanno vietato i funerali".

I blog di tutto il mondo hanno trasformato Neda in un simbolo della protesta e su Facebook è nato il gruppo "Angeli dell'Iran", arrivato in poche ore a duemila iscritti. Wikipedia ha già dedicato una pagina alla ragazza raccontando la sua storia.

I manifestanti hanno indetto tre giorni di lutto per Neda e per tutti i morti di questi giorni. Gli organizzatori delle proteste contro il governo di Ahmadienjad hanno invitato la popolazione a partecipare al corteo in memoria di Neda (che le autorità hanno subito vietato), chiedendo ai partecipanti di tenere in mano in segno di lutto candele nere con nastri verde, il colore dell'Islam che ormai caratterizza anche il movimento che ha scelto come suo leader Mussavi.