Scienze e Tecnologie » Natura e Ambiente » Animali

Animali domestici: Baubeach, la civiltà che finisce in tribunale

Storia della prima spiaggia italiana per cani la cui missione ha fatto il giro del mondo, conquistando anche il Times di Londra. Dopo anni di battaglie legali con gli amministratori comunali del Lazio può proseguire la sua attività, ma...

» Animali Ester Trevisan - 27/07/2009

C'era una volta il sogno di Patrizia Daffinà, un amore sconfinato per i cani e la forza di chi crede fermamente nelle proprie idee: realizzare una struttura balneare dedicata a chi ha un amico a quattro zampe, un pezzo di spiaggia dove essere accolti con un sorriso e una ciotola d'acqua e di croccantini piuttosto che con la tipica espressione di fastidio che si legge troppo spesso sui volti di alcuni gestori di lidi e bagnanti.

Un sogno che si è avverato: nel 1998 a Maccarese, località vicino a Fiumicino, nasce Baubeach. "Prendemmo in affitto uno stabilimento balneare da un concessionario - ricorda l'ideatrice dell'iniziativa - e siamo rimasti lì fino al 2004". 

"Sono stati anni di attività intensa - ricorda Daffinà - che ha riscosso un successo enorme, come dimostrano i circa 7mila soci che si sono iscritti alla nostra associazione, i 900 cani che siamo riusciti ad affidare in adozione alle persone che frequentavano la nostra spiaggia pur non avendo un cane, e l'eco che abbiamo avuto sulle pagine di tantissimi giornali, Times londinese compreso". 

Poi, il fulmine a ciel sereno: il concessionario, con il quale il Baubeach aveva un contratto annuale, si tira indietro e decide di fittare la struttura a un'altra società. "Di punto in bianco nel 2005 - spiega Daffinà - ci siamo ritrovati senza un posto dove allestire la nostra attività e così ci siamo rivolti al Comune di Fiumicino al quale abbiamo chiesto un aiuto per trovare un'altra area". 

Fu così che a giugno 2005 Patrizia ottiene una concessione straordinaria per Passoscuro, altra località nella stessa zona, dichiarato riserva naturale "ma che in realtà - afferma la presidente dell'associazione Baubeach Village - l'incuria aveva trasformato in una discarica abbandonata. Dopo appena due giorni dal nostro insediamento, qualcuno ci ha ripensato e la concessione è stata annullata". 

Morale della favola: Patrizia deve levare di nuovo le tende, ma non si perde d'animo e fa ricorso al Tar del Lazio. La sentenza è favorevole: la concessione rilasciata è legittima, tutto è in regola. Il tribunale amministrativo decide di nominare un commissario 'ad acta' che ha individuato una spiaggia grazie alla quale nell'estate del 2008 il Baubeach ha potuto accogliere, pur se tra mille difficoltà, i suoi numerosi soci. 

A settembre, però, finita la concessione, il sindaco di Fiumicino ha negato il rinnovo senza addurre giustificazioni valide. A questo punto il Tar ha sfoderato l'ultima carta possibile: rifiutare i dinieghi dell'amministrazione comunale e affidare la responsabilità della vicenda alla Regione Lazio, obbligandola a creare il Piano di utilizzo degli arenili (Pua) nel quale individuare un'area a Santa Marinella per l'accesso ai cani. 

"Il problema, però, - fa notare Daffinà - sono i tempi, perché l'iter burocratico è lungo: il documento giace in Regione da due anni, deve essere approvato e poi passare al Comune di Fiumicino al quale spetta il compito di indire un bando al quale parteciperemo, sperando di aggiudicarci l'area. Senza calcolare imprevisti, tutti questi passaggi faranno slittare una possibile apertura al prossimo anno". 

Una soluzione tampone, che consenta ai tanti soci, e non, del Baubeach di non rinunciare quest'estate al mare del litorale romano, potrebbe essere solo il cambio, da parte del sindaco di Fiumicino, dell'ordinanza che vieta l'accesso ai cani in spiaggia e il ripristino della deroga che era stata concessa. 

"A parte la finalità turistica e ricreativa - spiega Patrizia - la nostra attività mirava, e mira, alla sensibilizzazione e all'educazione dei cittadini verso i temi animalisti". "Evidentemente - ipotizza - è proprio questo nostro impegno ad aver infastidito qualcuno, perché educare la gente facendo capire, per esempio, che la sterilizzazione è fondamentale per contenere il fenomeno degli abbandoni, significa colpire gli interessi di chi ha costruito un vero e proprio business sulla pelle dei cani".

Patrizia non è sola in questa battaglia: accanto a lei, le migliaia di persone che hanno seguito con passione e condiviso il suo operato in tutti questi anni: "Abbiamo raccolto e consegnato al Comune oltre 5mila firme - racconta - per chiedere che la situazione fosse risolta: una petizione sostenuta anche da commercianti e albergatori, perché intorno alla nostra struttura ruotava un'intera economia". 

"Addirittura pochi giorni fa - prosegue - la proloco di Fregene, quindi un ente comunale, mi ha chiamata per chiedere se quest'anno apriamo perché sono tantissime le telefonate che stanno ricevendo da turisti che vorrebbero venire in vacanza con i loro cani. Chissà che, a questo punto, la pressione dei cittadini non possa riuscire a smuovere le acque".

Intanto Patrizia non resta di certo con le mani in mano: "Il mio impegno per la difesa dei diritti degli animali prosegue - assicura - anche se in un'altra forma: per chi quest'estate opta per una vacanza in agriturismo con cane al seguito, ho pensato di dare una mano nella ricerca delle strutture scrivendo 'Cento agriturismi', un allegato al numero di giugno di 'Quattrozampe'. Si tratta di una selezione molto rigorosa di agriturismi ai quali, invece delle stelle, ho assegnato le zampette per indicarne il livello di 'pet friendly' ".

LINK
- Associazione animalista e ambientalista Baubeach Village