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Iran: Ahmadinejad riconfermato presidente

Tra proteste e accuse di brogli, i sostenitori dello sfidante Mussavi non ci stanno e scendono in piazza.

» Asia e Medio Oriente Mitra Romani - 13/06/2009

Niente ballottaggi. Nessun risultato incerto. Secondo il Ministero degli Interni iraniano, Mahmud Ahmadinejad ha vinto, stra-vinto, le elezioni presidenziali al primo turno con oltre il 60,63% dei voti (risultato definitivo).

Quasi doppiato il suo principale sfidante, il moderato Mir Hossein Mussavi ha raggiunto il 33,7per cento, la metà di quanto previsto dai sondaggi dell'ultimo giorno. Gli altri due candidati, l'ultraconservatore Mohsen Rezaei e il riformista Mehdi Karroubi, avrebbero ottenuto rispettivamente 1,73 per cento e 0,75 dei voti totali.

Secondo le fonti ufficiali, quindi, l'affluenza record - circa l'82 per cento, quando alle passate elezioni aveva votato solo il 60 - non sembrerebbe aver scalfito gli equilibri interni di un paese, che ormai da 30 anni è dominato da un regime teocratico.

Un duro colpo per i sostenitori di Mussavi, soprattutto giovani e donne affascinati dalle promesse di maggiore democrazia. Mussavi ora parla apertamente di brogli e ha già scritto una lettera alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei Khamenei, colui che detiene il vero potere in Iran. Il popolo sarà "vigile" e "non si piegherà a chi prende il potere con gli imbrogli" ha affermato Mussavi, aggiungendo che le irregolarità sono "chiare": "Un gioco da illusionisti delle autorità preposte e della televisione di Stato. Il popolo vuole sapere come e da quali autorità questo gioco sia stato organizzato".

Già nella notte si sono avuti i primi scontri tra le forze di polizia (i pasdaran in divisa e i volontari basiji in borghese) e i supporter di Mussavi scesi in piazza per protestare contro i brogli. Coinvolta anche la troupe del Tg3, che stava filmando la gente scesa in piazza spontaneamente per gridare la rabbia contro il risultato delle elezioni.

Il governo sta facendo di tutto per scongiurare le proteste. Nella Capitale è ormai bloccato da ieri il servizio di sms e nelle ultime ore è stato oscurato anche il sito della Bbc che ha aperto un canale radio in persiano, una delle rare voci libere del Paese. La protesta è rilanciata anche dai video di youtube (vedi allegato video) e dal social network Facebook, dove i gruppi di sostenitori di Mussavi invitano a cambiare la propria immagine del profilo con la domanda "Where is my vote?".

Nonostante tutti gli ostacoli di comunicazione, i supporter di Mussavi si sono dati appuntamento davanti al Ministero degli Interni. Diverse migliaia di manifestanti si sono radunati nella piazza Vanak, nel centro di Teheran, lanciando slogan contro il governo.  

La situazione, come è evidente, è ancora in pieno divenire. Non è chiaro come agirà la Guida Suprema Khamenei che potrebbe chiedere un formale riconteggio dei voti, ma non sembra intenzionato a dare spazio alla protesta di Mussavi.

E, dopotutto, appare quasi impossibile che il nuovo spoglio porterà allo stravolgimento dei risultati ufficiali. Non è chiaro nemmeno cosa farà Mussavi (insieme con il candidato riformista Karrubi): se deciderà di continuare con la linea dura, le manifestazioni di piazza (e le conseguenti repressioni) potrebbero andare ben oltre le attese. E mettere a rischio il regime teocratico che lo stesso Mussavi contribuì a creare nel 1979, come primo ministro al fianco di Khomeini.