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Iran: analisi del voto, poteri del presidente e schieramenti interni

» Asia e Medio Oriente Mitra Romani - 12/06/2009

Due i candidati che, secondo tutte le previsioni, dovrebbero disputarsi la vittoria finale: il presidente uscente Mahmud Ahmadinejad, ultraconservatore, che corre per un secondo mandato, e il moderato Mir Hossein Mussavi, che gode dell'appoggio di giovani e riformisti.

I due probabili sfidanti hanno sponsor importanti. Seppur con qualche distinguo, la Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei,  sostiene Ahmadinejad e nell'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani quello di Mussavi, oltre all'ex presidente riformista Mohammad Khatami, che ha espresso apertamente la sua preferenza per lui. 

Ma che venga rieletto Ahmadinejad o Mussavi, appaiono improbabili svolte radicali in politica estera e sul programma nucleare. Questioni su cui Khamenei ha l'ultima parola. Il potere del presidente della Repubblica Islamica è infatti dimezzato, ingabbiato da tutta una serie di Consigli religiosi che fanno capo alla Guida Spirituale.

L'articolo 113 della Costituzione afferma, infatti, che il presidente è sì "la più alta autorità nel Paese", ma solo "dopo la Guida suprema", ovvero Khamenei. La Guida determina le linee politiche generali del regime, è a capo delle forze armate, nomina la metà dei componenti del Consiglio dei Guardiani (che seleziona i candidati alla presidenza e al Parlamento), il capo dell'apparato giudiziario, dei Pasdaran (guardiani della rivoluzione) e della radiotelevisione di Stato, oltre che delle principali fondazioni religiose che controllano gran parte dell'economia.

Khamenei può anche decidere di deporre il presidente della Repubblica, se questi violasse le sue funzioni legali o se il Parlamento (ora controllato dai conservatori) ne voti l'incompetenza.