Sport e Viaggi » Viaggi e Turismo » Cronaca Viaggi e Turismo

Ittiturismo: con il progetto Pinta certificazione di qualità per due strutture sarde

Alloggiare nelle case dei pescatori e gustare le prelibatezze della tradizione marinara italiana. E' l'offerta volta ad incrementare lo sviluppo ittico e migliorarne la qualità. Per questo è scesa in campo anche l'Unione europea.

» Cronaca Viaggi e Turismo Ester Trevisan - 15/05/2009

Contrastare la crisi del settore pesca e coniugare le attività tradizionali con le potenzialità di sviluppo del turismo costiero offerte dai parchi e dalle aree marine protette: ecco gli obiettivi del progetto Pinta (Progetto integrato natura turismo adattabilità), realizzato nell'ambito del progetto comunitario Equal e finanziato attraverso il Fondo sociale europeo, che ha assegnato a due ittiturismi sardi la certificazione di qualità. 

L'iniziativa, nata grazie alla collaborazione tra Isnart, Istituto nazionale ricerche turistiche di Unioncamere, che è collegato ad analoghe reti in Spagna e Francia, Camere di Commercio italiane, Lega Pesca, Associazione nazionale delle cooperative di pesca di Legacoop e la partnership di Wwf  Ricerche e progetti, ha dato avvio a un percorso mirato alla definizione di standard qualitativi e protocolli per l'attribuzione del marchio di qualità "Ospitalità italiana" che è stato per la prima volta applicato al settore dell'ittiturismo. 

Le prime e uniche strutture, almeno finora, a fregiarsi del prestigioso riconoscimento per i servizi turistici offerti sono "La Peschiera Pontis", gestita dal consorzio formato dai pescatori dello stagno di Cabras, in provincia di Oristano, dall'amministrazione comunale del paese e dalle associazioni di categoria, e The Sea World "da Tolenga" di Tonino Sechi, sempre a Cabras, entrambe promosse nel gennaio 2008. 

Secondo la definizione data dalla legge che lo equipara all'agriturismo, l'ittiturismo rientra tra le attività connesse all'attività di pesca e riguarda, in particolare, l'ospitalità offerta dai pescatori, il pernottamento nelle loro ase, che devono essere riconoscibili come tali e, quindi, avere all'interno l'attrezzatura usata durante le battute di pesca, l'assaggio delle specialità, la degustazione e la vendita dei prodotti. 

"La normativa che disciplina questa attività - spiega Paolo Guerriero, referente di Lega Pesca per il settore – è però ancora carente e demanda definizione e applicazione alle Regioni che adottano, quindi, interpretazioni diverse che generano confusione e non consentono di stabilire regole comuni e condivise in tutto il Paese"”. 

Secondo i rilevamenti di Lega Pesca, gli ittiturismi presenti in Italia sono 19, di cui solo 3 offrono la possibilità di pernottare, per un totale di 36 posti letto. Quelli che effettuano servizi di ristorazione sono, invece, 5 che complessivamente mettono a disposizione 720 posti.

LINK
- Ittiturismo The Sea World