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Editoria: la Fieg lancia l'allarme per la crisi dei fatturati

Dai quotidiani ai periodici, brusca frenata degli investimenti pubblicitari. Necessaria una nuova legge di sistema e di incentivi per tornare in riga con i conti.

» Editoria Dario Caselli - 28/04/2009

Il vortice della crisi economica fa sentire i suoi effetti anche nel settor edell'editoria. Il grido d'allarme arriva dalla Federazione Italiana editori giornali (Fieg) che, nell'Assemblea annuale dello scorso 16 aprile a Roma, ha presentato il rapporto sullo stato della stampa in Italia dal 2006 al 2008. 

Una crisi di sistema, e non congiunturale, spiegano dalla Federazione che ha forti ripercussioni sopratutto sulla pubblicità. Come indicato dallo stesso presidente della Federazione, Carlo Malinconico, infatti, "nei primi due mesi del 2009 gli introiti pubblicitari sui quotidiani si sono ridotti in media del 25 per cento con punte del 60 per cento". 

Il rosso in bilancio risale ormai al 2007 e le perdite di ricavi anno dopo anno sono diventate sempre più ampie rispetto ai costi. Nel 2008, ad esempio, come mostrano i dati forniti dalla Fieg, la flessione è stata di circa il 4,3 per cento su cui ha inciso in modo notevole proprio la riduzione della pubblicità, pari al 6 per cento. 

Per quanto riguarda il margine operativo lordo aggregato, invece, la riduzione è stata di oltre il 61 per cento arrivando a toccare il 3 per cento del fatturato editoriale. Valori che, a questo livello, mettono in grossa difficoltà le aziende editrici dal punto di vista operativo. 

Con uno sguardo più attento, in realtà tutto il settore editoriale è sotto attacco, visto che anche i periodici hanno dovuto registrare una perdita di circa 5 punti percentuali sul fronte dei ricavi pubblicitari. Ed ancora, comparti editoriali che finora si erano dimostrati molto attivi come la radio, adesso sono costretti a fare i conti con badget più ristretti ed incassi meno ampi. Unica riserva è il web dove, invece, la pubblicità e gli affari sembrano andare bene al punto da consigliare agli editori di osservare più attentamente e da vicino il mercato dell'on-line. 

Nel frattempo, però, si guarda anche al futuro, quello immediato del biennio 2009-2010, per capire quali potranno essere le prospettive del settore e soprattutto le varie soluzioni da adottare. Se da un lato, infatti, sempre di più si insiste per maggiori investimenti nell'on-line per ripagare in parte delle perdite, dall'altro si pensa subito a delle soluzioni immediate che possano frenare la crisi. 

Le ipotesi che circolano al momento sono molte e vanno dalla reintroduzione del credito d'imposta per l'acquisto ed il consumo della carta ad un'ulteriore riduzione dell'aliquota agevolata sull'Iva per il settore. Il tutto senza escludere, però, la detassazione degli utili reinvestiti come incremento rispetto all'anno precedente in campagne pubblicitarie ed in iniziative di promozione della lettura, oppure l'esclusione del costo del lavoro giornalistico dal calcolo della base imponibile ai fini Irap. 

Come fatto notare da molti, anche durante l'Assemblea nazionale, questi provvedimenti, risultano secondari rispetto a quella che viene considerata la primaria necessità del settore, ovevero una legislazione organica  ormai datata al 1981. Un aspetto su cui è tornato lo stesso presidente Malinconico, evidenziando come il cambiamento della tecnologia e la velocità dei mezzi di comunicazione impongano di rivedere l'impianto normativo. 

Richieste di ammodernamento legislativo alle quali il governo sembra venire in supporto: dall'inizio della Legislatura, infatti, è in fase di elaborazione una proposta di legge che regolamenti il settore prendendo in considerazione soprattutto le recenti evoluzioni tecnologiche. 

Al momento però non è dato ancora sapere quando il decreto di legge vedrà ufficialmente la luce, ma certamente aver indetto gli Stati generale dell'editoria, contribuirà a fare chiarezza sui profili della futura legge. Un appuntamento al quale la Fieg si sta preparando con grande attenzione. 

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- Federazione Italiana editori giornali