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Pesca: informarsi bene per consumare meglio

La "Guida ai consumi ittici" stilata da Greenpeace propone un consumo consapevole, per salvare gli ecosistemi marini da tempo in condizioni critiche.

» Animali Tiziana Palmieri - 09/04/2009

Le risorse ittiche dei mari, non solo nel Mediterraneo, sono duramente provate dalla pesca industriale. Poiché non è stato, finora, possibile fermare la pesca illegale e lo sfruttamento di specie a rischio, si può fare qualcosa nel momento in cui questi pesci arrivano sul mercato. 

Per aiutare i consumatori ad orientarsi nel mondo dei prodotti ittici, nell'estate 2008 Greenpeace ha lanciato la "Guida ai consumi ittici", realizzata per informare i consumatori sulle specie in vendita nelle pescherie, cosa evitare e come cambiare ciò che non va. Nella guida, infatti, è presente anche una "lista rossa" che riporta le tipologie di pesci sovrasfruttati, che rischiano il collasso a causa della pesca industriale.

Da questo punto di vista, in Italia il problema maggiore sembra essere rappresentato dalla caccia di pesce spada e tonni, nonché dall'importazione di merluzzo atlantico (sotto forma di baccalà e stoccafisso). Tonno (sia rosso che a "pinna gialla") e pesce spada vengono pescati quasi sempre con le reti derivanti "a strascico" che, oltre a distruggere sistematicamente i fondali, catturano molte altre specie marine (ributtate in mare, vive o morte) ed esemplari troppo giovani. Questo perchè la legge permette l'utilizzo di una particolare rete chiamata "ferrettara", ossia una rete simile alla spadara, ma legalmente valida.

La pesca tradizionale, effettuata con le antiche tonnare, ami o arpioni, non è altrettanto impattante sugli ecosistemi marini. Sui banchi del pesce, però, non è facile trovare informazioni chiare. In Europa è prevista l'esposizione di cartelli che riportino, per ogni specie in vendita prezzo, provenienza e metodo di produzione (pesca o allevamento) e di mantenimento in congelatore. 

Come in altre campagne, anche in questo caso Greenpeace invita i consumatori ad informarsi, chiedendo ai commercianti pesce la provenienza certa e sostenibile ed orientandosi, poi, verso specie ittiche che non sono a rischio. La guida suggerisce il pesce azzurro - come alici, sardine, sgombri - e le cozze provenienti da allevamenti nazionali come valide alternative, sia perché si tratta di specie che non sono a rischio come altre, sia perché recuperano meglio i danni inferti dalla pesca.

DOCUMENTI
- Guida ai consumi ittici (pdf)
- Scheda Greenpeace sui consumi ittici